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Mercoledì, 24 Febbraio 2021

Si riapre la "Vertenza Ragusa"

Due diocesi (Ragusa e Noto), i principali sindacati, le associazioni di categoria, datoriali e dei consumatori più rappresentative (32 soggetti in tutto) riaccendono la storica “Vertenza Ragusa” avviata nel 1984 con una manifestazione di protesta unitaria. Quanto accadrà nuovamente sabato prossimo 14 gennaio a Ragusa (concentramento in via Zama a partire dalle 9,30) per una manifestazione questa volta di <<proposta>> denominata “Tutti insieme per il rilancio ibleo”. L’iniziativa, presentata stamani in conferenza stampa, è organizzata dal “Tavolo provinciale dello Sviluppo e del Lavoro” insediato lo scorso giugno alla Camera di Commercio e prevede una dettagliata piattaforma rivendicativa per sostenere le famiglie, difendere il lavoro, sviluppare le imprese. Cinque pagine che diventano un programma di rilancio della provincia di Ragusa attraverso un piano straordinario per il lavoro, infrastrutture coerenti e integrate, misure contro l’evasione fiscale, un sistema di tassazione equo e solidale, la semplificazione burocratica, la puntualità dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, l’abbattimento dei costi della politica. “Un vero e proprio piano – ha spiegato stamani Sandro Gambuzza, presidente della Camera di Commercio di Ragusa a nome di tutti i vari organismi coinvolti – affinché il mondo della politica ponga la dovuta attenzione alle problematiche della provincia iblea e torni ad essere il Modello Ragusa che per anni ci hanno invidiato. Proposte per risollevarci dalla crisi e di cui chiederemo l’attuazione”. Stamani è stato lanciato un nuovo appello alla partecipazione. Hanno già aderito numerosi Comuni, lavoratori e studenti e sabato saranno in piazza. Il corteo partirà da via Zama, passerà da via Carducci, viale del Fante, via Roma, corso Vittorio Veneto per giungere in piazza San Giovanni a Ragusa con le testimonianze di disoccupati e precari ma anche dei rappresentanti delle categorie produttive. Successivamente si terrà un incontro in Prefettura per chiedere un confronto istituzionale con i rappresentati di Stato e Regione. Per il territorio ibleo, come confermato stamani in conferenza stampa, sembra essere “l’ultima chiamata”. La politica deve rispondere, è stato detto da più parti. Lo ha ribadito Giuseppe Grassia, presidente provinciale dell’Ance, l’associazione degli edili: “Se non arriverà la ripresa, sarà davvero la fine. Dalla politica non abbiamo ancora ricevuto risposte concrete. Se ci fosse la volontà giusta, si potrebbe partire già ora con alcuni cantieri importanti. Abbiamo i fondi ex Insicem, spendiamoli. C’è in programma la realizzazione della bretella per l’aeroporto di Comiso, per 12 milioni di euro, bene, si proceda. Purtroppo dobbiamo invece combattere con una burocrazia estenuante. Per alcuni permessi o autorizzazioni ci vogliono mesi interni. Nel frattempo le imprese falliscono. Ho sempre detto che la burocrazia dovrebbe essere a cottimo, senza stipendio fisso. Vorrei ben vedere se esisterebbero i ritardi dei burocrati”. Giovanni Avola, segretario provinciale della Cgil, ha ricordato che su 1200 cartoline spedite in tutta Italia, per chiedere più attenzione verso le problematiche del territorio ibleo, ben 961 sono stati i riscontri o i feedback di ritorno. “Crediamo che sia una buona percentuale che ci conferma la bontà della nostra scelta comune, quella di essere unitari. Non accadeva dal 1984, da quella manifestazione che portò alla <<Vertenza Ragusa>>. Questo tavolo collettivo sarà permanente e si occuperà delle problematiche del territorio naturalmente anche oltre la manifestazione di sabato. Chiederemo interlocuzioni a livello ministeriale e alla Regione per battere sui temi più caldi, a partire dalle infrastrutture”. La manifestazione di sabato non sarà solo protesta ma soprattutto proposta, come ha voluto ricordare Giorgio Bandiera, segretario provinciale della Uil: “La gente è esasperata, non saremo certo in piazza a far festa o parate. Da mesi assistiamo ad un tracollo dell’agricoltura, del commercio, dell’artigianato. Anche la provincia iblea, che ha finora tenuto, è arrivata al limite. Assistiamo a giovani che sono senza speranza, che nemmeno cercano il lavoro perché sanno che non c’è. E’ una situazione paradossale, ma dobbiamo tutti insieme lavorare per evitare il sentimento della rassegnazione. Con questa manifestazione puntiamo su tematiche importanti per questo territorio ma offriamo anche delle proposte verso chi oggi, come nel 1984, è chiamato a capire e a dare risposte. Non può esserci nell’agenda politica ancora la questione dei rapporti di maggioranza alla Regione, ma il problema della mancanza di lavoro”. Problematiche vecchie e nuove su cui il “Tavolo provinciale dello Sviluppo e del Lavoro” accende adesso i riflettori, come spiegato da Enzo Romeo, segretario provinciale Cisl: “Tutto è contenuto nella piattaforma rivendicativa che è un documento condiviso sul quale le istituzioni e la politica sono chiamate a dare risposte. Assistiamo, purtroppo, a fatti preoccupanti ed inquietanti. Uno su tutti, riguarda i nuovi provvedimenti della Regione che non passano e vengono impugnati dal commissario dello Stato per mancanza di fondi. Come si può allora pensare di creare sviluppo se non si riescono a fare le opportune programmazioni? Se non ci si muoverà in tempi rapidi, questo tavolo dello sviluppo rischia di trasformarsi in un tavolo di gestione della crisi che, dicono gli osservatori, avrà il suo picco proprio nel 2012, un anno difficile. Questo documento di cinque pagine deve essere il confronto reale su cui lavorare. Una proposta nei confronti di chi è attualmente assente: la politica”. Non solo il mondo del lavoro è impegnato in questa attività di proposta ma anche le diocesi. Stamani a rappresentare quelle di Ragusa e Noto c’era Renato Meli direttore della pastorale di Ragusa: “Siamo qui seduti a questo tavolo perché ascoltiamo ogni giorno i problemi della gente e sappiamo che la crisi, al di là del balletto delle cifre, è assolutamente reale. La gente non ce la fa ad andare avanti. Il mondo della politica non può continuare a girarsi dall’altra parte ma è chiamato a dare delle risposte. Noi, con questa piattaforma rivendicativa, offriamo un percorso con cose fattibili e utili alla collettività. Non aspettiamo altro che la giusta interlocuzione”. Alla manifestazione di sabato interverranno anche i rappresentanti regionali di Confagricoltura, Cia, Cna, Ance e Cgil (in quest’ultimo caso in rappresentanza anche dei livelli regionali di Cisl e Uil), e una delegazione dell’omologo tavolo insediato a Siracusa.

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