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Sabato, 11 Luglio 2020

Nasce a Ragusa “Ergasterion - fucina di archeologia”

I giovani archeologi iblei in un 'muragghju' a Cava Renna

 

Dare voce e sostegno ai giovani studiosi e ricercatori che operano in provincia di Ragusa. Con l’obiettivo di creare un laboratorio attivo e aggiornato di confronto tra gli archeologi locali. E’ l’ambizioso traguardo che si prefigge di raggiungere la manifestazione “Ergasterion – Fucina di archeologia” che, con incontri quindicinali, si terrà dalla fine di questo mese sino a marzo 2012. Una serie di appuntamenti promossi dalla sezione di Ragusa dell’associazione “SiciliAntica” che vuole rivolgersi agli specialisti del settore, i quali potranno trovare di proprio gradimento anche singoli interventi all’interno delle giornate tematiche che compongono la manifestazione, e ai cultori locali, che potranno allargare le loro vedute attingendo a dati scientifici. Ovviamente, spazio anche e soprattutto a tutti gli appassionati d’archeologia. Il primo appuntamento è in programma venerdì 28 ottobre alle 17. L’auditorium di San Vincenzo Ferreri, a Ragusa Ibla, messo a disposizione dal Comune di Ragusa, ospiterà un focus sulla “Topografia”. Prima, però, sono previsti la presentazione dell’attività e i saluti istituzionali con il sindaco Nello Dipasquale, il soprintendente Alessandro Ferrara e il presidente regionale di SiciliAntica, Giuseppe Lo Porto. I lavori saranno aperti da Giovanni Di Stefano, direttore del Parco archeologico di Camarina, docente presso l’Università della Calabria, che si soffermerà su “Camarina e Tucidide”. Interverrà poi Andrea Scifo, laurea magistrale in Archeologia presso l’Università di Ravenna, che parlerà de “La concezione tolemaica della Sicilia”.

L’intero programma è già visionabile sul sito internet: www.sicilianticaragusa.it

“Si tratta – affermano gli organizzatori di SiciliAntica – di un rilevante evento culturale con cui la nostra associazione di Ragusa, sotto l’alto patronato dell’assessorato regionale ai Beni culturali e all’Identità Siciliana, della Soprintendenza di Ragusa e della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Catania, propone di attivare una connessione culturale che travalichi i confini comunali, mettendo in luce la città di Ragusa come sede di vivo confronto tra diversi studiosi e istituti culturali”.

 

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