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Mercoledì, 12 Agosto 2020

Festa Democratica, dibattito sul centro storico

Il dibattito sul centro storico

 

“C’è ancora un grande divario a Ragusa, tra città bassa e alta. Tra ricchi e poveri. Un divario che ha un carattere storico. Nel 2006 il Prg aveva decretato la mancanza di requisiti per Ragusa superiore perché potesse essere classificata come centro storico, al contrario di Ibla. Col nuovo Piano regolatore, invece, abbiamo potuto contare sulla ricomposizione urbanistica della città. Perché il centro storico è unico, la città è una e i diritti dei cittadini devono essere uguali, sia che abitino a Ibla, a Ragusa alta o in periferia”. Parola di Giorgio Chessari, padre della legge speciale 61/81 su Ibla, che ha arricchito di numerosi spunti di riflessione il dibattito sul degrado nel centro storico, primo di una serie di cinque che caratterizzeranno i pomeriggi della Festa Democratica del capoluogo ibleo. Dopo l’inaugurazione con taglio del nastro del segretario cittadino, Giuseppe Calabrese, e del responsabile nazionale Enti locali del Pd, Davide Zoggia, l’attenzione è stata puntata, ieri sera, sul tema della “Integrazione etnica, disagio sociale. Quali speranze tra patrimonio Unesco, cultura, partendo dalle tradizioni”. I lavori, avviati con gli auguri del segretario provinciale Pd, Salvatore Zago, moderati dal giornalista Salvatore Cannata, hanno subito una scossa proprio con l’intervento di Chessari. “Si è tardato 30 anni a varare il Piano particolareggiato per il centro storico – ha detto – si è tenuto a bagnomaria il Ppe per favorire una fascia di cittadini privilegiati. E’ importante che il Pd si batta per sensibilizzare i cittadini a recuperare le risorse del centro storico”.

Il segretario Calabrese ha ribadito che “il centro storico di Ragusa superiore attraversa un momento di grave difficoltà. Molti gli immigrati presenti che dobbiamo valorizzare come risorsa e non considerare alla stregua di un problema. Tutto ciò per evitare un fenomeno da tempo già in corso: lo spopolamento di ampie fasce del centro e la ghettizzazione dei cittadini stranieri. Chiediamo che, anche attraverso il Ppe, il centro storico possa iniziare a recuperare un grado di vivibilità che, al momento, non c’è”. Per il consigliere comunale Giorgio Massari, “il problema del centro storico va visto anche in una chiave culturale. Se pensiamo – ha aggiunto – alla città come a una comunità che si riconosce e cerca identità nel luogo, allora potremo ritenere il centro storico come un posto da rivitalizzare. Se lo pensiamo, invece, solo come spazio commerciale, allora è tutto da rivedere”. Per Gaetano Manganello, coordinatore Focus Cultura dell’Ordine degli architetti, “Ragusa superiore fa i conti con una situazione di stallo perché negli anni Cinquanta e Sessanta sono state arrecate vere e proprie offese urbanistiche all’intera area, con la realizzazione di edifici non adeguati al contesto. Scelte sbagliate che ancora oggi si pagano anche alla luce dell’espansione a tutti i costi della periferia”. Veronica Budes, una cittadina straniera, ha portato la propria testimonianza, sottolineando come sia difficile vivere in questa realtà mentre Salvatore La Licata della libreria “Flaccavento” ha lamentato il fatto che “nessuno tra chi ci amministra è mai venuto a vedere in che condizioni lavoriamo nel centro storico superiore”. Vincenzo La Monica, responsabile immigrazione della Caritas diocesana, ha invece puntato il dito sulla questione legalità. “Nel centro storico superiore non è solo quella legata agli immigrati – ha spiegato – ma c’è l’altra che agisce in silenzio riferita al lavoro e agli affitti in nero. D’altro canto, ci confrontiamo con una grande speranza. La presenza di numerosi bambini. Ecco perché chiediamo che vengano immediatamente attivate politiche per l’infanzia di cui abbiamo bisogno adesso”. Zoggia ha chiarito che “nel Mezzogiorno c’è qualcosa che morde con forza rispetto alla crisi nazionale. La questione dell’immigrazione ci spinge a non più distinguere tra politiche sociali, economiche e urbanistiche. Sono veneto e dalle mie parti è complesso portare avanti un ragionamento serio sull’immigrazione senza prima scorporarlo dai luoghi comuni che tengono lontani dal problema stesso. Ma qui se ne parla con l’intento di animare un progetto di radicale cambiamento. Come Partito Democratico siamo pronti ad impegnarci anche qui per la piena ricostruzione del Paese”.

La festa, ieri sera, è poi proseguita con il karaoke, la degustazione della “pizza democratica” e lo spettacolo della compagnia teatrale “Quelli del circolo” con la piece “Felici condoglianze”.

Il programma di domani. Alle 18, nel padiglione dibattiti, il confronto sul tema: “Il perché di un netto distacco tra i giovani e la politica: idee del Pd a sostegno di una futura classe dirigente preparata per governare”. Intervengono: Giuseppe Berretta, componente commissione Lavoro alla Camera dei deputati; Nanny Frasca, responsabile organizzazione Pd Ragusa; Riccardo Schininà, segreteria Pd Ragusa; Fabio Antoci, dirigente Pd Ragusa; Gianni Lauretta, consigliere comunale; Peppe Calabrese, segretario cittadino. Ci sarà anche una intervista con Pino Maniaci, direttore di Tele Jato, sul tema: “Libertà d’informazione è sviluppo”. Alle 20, il karaoke con Max & Sergio. Alle 21,30, il concerto dei Pentragon che proporranno musica celtica.

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