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Rifiuti trasformati in fertile compost

Fertile compost per il proprio giardino grazie alla trasformazione della parte umida dei rifiuti quotidiani scartati in casa. Lo produrranno 800 famiglie ragusane alle quali nelle prossime settimane saranno consegnate altrettante compostiere da installare all’aperto per avviare successivamente i naturali processi di fermentazione ossidativa anaerobica. Dopo circa quattro mesi di fermentazione sarà possibile usare il compost come ottimo fertilizzante per i propri spazi verdi. In questo modo le famiglie non conferiranno la parte umida nei cassonetti della spazzatura riducendo così i costi generali della raccolta rifiuti. E’ l’obiettivo a cui mira il Comune di Ragusa e che sarà monitorato, tramite 150 famiglie a campione, dal progetto “Zero Waste”, ovvero rifiuti zero, che è già in fase di esecuzione e viene attuato nell’ambito del programma europeo di cooperazione transfrontaliera Med 2007-2013, obiettivo 2.1 “Protezione e valorizzazione delle risorse naturali e culturali". Si intende puntare alla creazione di un sistema integrato di gestione “rifiuti zero” che riesca a minimizzare la produzione di rifiuti e a massimizzare il recupero di risorse ed energia nelle aree geografiche interessate dal progetto visto che vi sono partner stranieri come Grecia (capofila), Francia, Spagna e Slovenia. Oltre al Comune capoluogo, in provincia di Ragusa saranno coinvolti i Comuni di Comiso, Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo e Santa Croce Camerina. Stamani si è svolta al Comune di Ragusa la presentazione ufficiale di questa fase operativa del progetto “Zero Waste” che è partito nei mesi scorsi con l’attività di informazione e formazione. Le famiglie che aderiranno alla sperimentazione, come ha annunciato stamani l’assessore comunale all’Ambiente, Mario Addario, riceveranno un bonus del 5% sulla tassa dei rifiuti, ma dovranno garantire l’efficienza del proprio sistema. Ogni 15 giorni ispettori e tecnici comunali saranno inviati presso le famiglie campione per verificare il corretto utilizzo delle compostiere. La consulente del Comune, Barbara Sarnari dello Svimed, ha sottolineato la valenza del progetto che promuovere positive pratiche di riuso e riciclo che agiscono come volano dello sviluppo economico sostenibile dei territori. Lo scopo di “Zero Waste” è quello di trasmettere ai cittadini le capacità necessarie per fare il compostaggio domestico dei rifiuti organici in modo efficiente ed efficace, rilevare le principali difficoltà e barriere e trovare le soluzioni più adeguate a risolvere i problemi rilevati, raccogliere ed analizzare i dati di risultato, come quantità di rifiuti recuperati e compostati, costi sostenuti per lo svolgimento dell’attività, benefici in termini di risparmi sui costi di gestione dei rifiuti da parte delle famiglie e dell’ente locale. Le compostiere sono state acquistate e distribuite dall’Ato Ragusa Ambiente ai Comuni della provincia e quest’ultimi stanno provvedendo alla loro distribuzione. Per meglio lanciare il progetto è stata ideata una campagna di comunicazione, firmata dall’esperto Maurizio Nicastro, che attraverso un’immagine simbolo scelta, in questo caso un imbuto pieno di rifiuti, con spot tv e manifesti farà comprendere la tecnica da utilizzare per la produzione del compost direttamente a casa. Il progetto prevede anche attività informative presso le scuole elementari e il pieno coinvolgimento degli studenti dell’indirizzo chimica dell’istituto tecnico statale Itis di Ragusa che porteranno a compimento diverse modalità di gestione delle compostiere per poi procedere a dettagliate analisi chimiche da usare per eventuali correttivi da indicare alle famiglie coinvolte.

 

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