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Lunedì, 18 Gennaio 2021

Infermieri dell'emergenza, concluso il V congresso nazionale Cives

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Ultimo giorno per il quinto congresso nazionale Cives, alla presenza di importanti personalità e con momenti di premiazioni e riconoscimenti per volontari e associazioni che si sono distinte nell’attività del volontariato. Al congresso, che si è concluso stamani a Ragusa, hanno partecipato 180 infermieri professionali provenienti da tutta Italia. Rosaria Capotosto, direttore nazionale Cives, ha moderato l’ultima tavola rotonda dedicata ai valori del volontariato nella professione infermieristica, servita anche a confrontare esperienze, modelli e nuove direttive su cui proseguire la propria attività. Luigi D’Angelo, responsabile del servizio Relazioni Internazionali del Dipartimento della Protezione Civile, si è soffermato sul meccanismo europeo voluto nel 2001 dal Consiglio d’Europa: “Prevede la possibilità di operare anche in Paesi terzi, chiamando gli Stati a dare soccorso: i casi di Haiti, Giappone, Pakistan ne sono concreti esempi. Se c’è un’emergenza in qualunque Paese, attraverso Bruxelles è possibile attivare rapidamente l’assistenza. L’Europa ha dato anche delle linee guida relative alle varie situazioni d’emergenza, come incendi o terremoti”. Altro contributo importante è arrivato da Roberto Giarola, responsabile del servizio di volontariato della Protezione Civile, che ha parlato delle regole, in parte contestate, stabilite dal legislatore per la sicurezza anche nel mondo del volontariato: “Ci sono dei capisaldi, ma bisogna tener conto del contesto in cui si opera, delle maggiori esigenze di concretezza, delle differenze tra contesto di emergenza e contesto aziendale. Il Cives rappresenta molto bene il volontariato della Protezione Civile, ha una missione chiara, è arrivata ad un volontariato organizzato e preparato”. D’accordo con l’opinione di Giarola, si è dichiarato anche il presidente della Consulta Nazionale del Volontariato della Protezione Civile, Simone Andreotti secondo il quale il Cives è una realtà che cresce in modo positivo, con persone nuove, che portano energie significative: “Da un momento drammatico si può creare qualcosa di stabile. Il caso del progetto S.A.R.I. è emblematico, si è sviluppata una cultura del soccorso. Il volontariato è fondamentale per un giusto approccio che si intende dare. Vi sono minori risorse ma nonostante ciò il volontariato cresce e bisogna che mostri la sua forza a prescindere dalle istituzioni”. E proprio questo modello è stato al centro dell’esercitazione di protezione civile che si è svolta ieri pomeriggio nello spiazzale di contrada Selvaggio a Ragusa. Sono stati ipotizzati differenti scenari a seguito di un violento terremoto. L’esercitazione, denominata “Vespri Siciliani”, ha previsto il recupero di due feriti sul tetto di un edificio salvati dai Vigili del Fuoco e consegnati per le cure del caso agli infermieri professionali Cives. L’altro scenario ipotizzato era quello di un soccorso da prestare agli occupanti di un’autovettura sulla quale si era schiantato un palo della luce. Anche in questo caso, dopo che i Vigili del Fuoco hanno estratto con le vittime dell’incidente, sono intervenuti ancora una volta gli infermieri. Tutti i feriti sono stati subito trasportati all’interno del Mia, il modulo infermieristico avanzato, che fa parte del progetto S.A.R.I.. Il congresso ha visto stamani un finale interessante dedicato al conferimento delle benemerenze per gli infermieri professionali che hanno portato soccorso in Abruzzo e con la consegna di alcuni riconoscimenti assegnati dalla Presidenza della Repubblica, dal Senato e dalla Camera dei Deputati per alcune società sportive chi si sono distinte nello sport e nel volontariato. Il primo premio è andato a “I Briganti di Librino”, che hanno ricevuto la medaglia del presidente della Repubblica. Sotto la presidenza di Stefano Curcuruto, da 5 anni prestano la loro opera nel quartiere catanese di Librino, partendo dal contatto su strada. Al momento gestiscono 6 squadre di rugby (una delle quali in serie C), dai 10 ai 20 anni di età, esclusivamente con una modalità volontaristica e in maniera autogestita. I presenti, Valentina Marletta, Gaetano Ferlito, Angelo Scrofani, Cristina Spampinato, si sono mostrati soddisfatti e anche sorpresi di ricevere l’importante premio. Il secondo riconoscimento è andato all’associazione sportiva “No al doping” di Ragusa per il sostegno offerto con varie iniziative sportive nei confronti della causa del Centro Risvegli Ibleo. Infine terzo premio è andato alla squadra Audax Rugby di Ragusa, per il sostegno nei confronti del Centro Risvegli Ibleo e in favore dell’Associazione Meter di don Fortunato di Noto. A conclusione del congresso, il presidente di Cives Ragusa, Giuseppe Occhipinti, ha mostrato la propria soddisfazione: “Abbiamo ottenuto ottimi riscontri sia per la partecipazione al congresso, con presenze da tutta Italia, che durante l’esercitazione che abbiamo svolto venerdì. Il modulo S.A.R.I. è efficiente e ha dato le risposte che cercavamo riuscendo a mostrare le caratteristiche di flessibilità tipiche della professione infermieristica. Gli infermieri per l’emergenza aderenti a Cives sono sempre pronti ad operare nel mondo del volontariato come fatto anche negli ultimi anni in momenti particolarmente difficili come il terremoto de L’Aquila o per i continui sbarchi a Lampedusa”.

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