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Sabato, 16 Gennaio 2021

Si e’ aperto oggi a Ragusa il quinto congresso nazionale di Cives

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Guarda ai diversi compiti della professione e al nuovo ruolo degli infermieri durante le situazioni d’emergenza, il quinto congresso nazionale della Cives onlus, l’associazione che raggruppa i collegi provinciali Ipasvi di tutta Italia e che si è aperto oggi a Ragusa, presso la Scuola Regionale dello Sport di Sicilia. Un congresso che mette in risalto le realtà sanitarie che si occupano della gestione di situazioni d’emergenza, con un approccio assolutamente volontaristico e al tempo stesso professionale. “C’è una componente forte, umana e solidale nella professione infermieristica, come dimostrato dall’art. 18 del codice deontologico – ha ribadito stamani in apertura il presidente nazionale Cives, Michele Fortuna – Per questo nel 1998 nasce Cives, per gestire gli interventi volontari in situazioni d’emergenza in modo organizzato e professionale”. Il congresso che si è aperto a Ragusa, e che si concluderà domani, serve anche a presentare il modello operativo già utilizzato nel terremoto d’Abruzzo, dopo averne verificato i punti di forza e le criticità. “E’ il modello S.A.R.I., il sistema avanzato di risposta infermieristica in protezione civile, e si basa da una parte sull’individuazione delle attrezzature adeguate per il miglior intervento di soccorso, dall’altra sulle competenze professionali che gli infermieri devono possedere per essere efficaci”, specifica Fortuna. Il Cives è formato esclusivamente da infermieri regolarmente iscritti nei rispettivi collegi provinciali Ipasvi, proprio come quello di Ragusa che, presieduto da Gaetano Monsù, è riuscito ad ottenere nel capoluogo ibleo la realizzazione del congresso: “Portare un evento di questo tipo a Ragusa – ha detto Monsù - significa istillare nei colleghi del nostro territorio il concetto di emergenza e volontariato e voler coinvolgere il semplice cittadino al valore della solidarietà”.

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E’ anche vero che la categoria infermieristica italiana ha delle peculiarità rispetto a quella europea. “Vi sono delle luci e delle ombre, per esempio l’Italia ha fatto enormi passi avanti nella formazione che è diventata universitaria, processo che in Europa è in corso d’opera, inoltre vi sono delle norme chiare per la professione infermieristica – spiega Gennaro Rocco, vicepresidente della Federazione Nazionale Ordine degli infermieri e membro della Federazione Europea - I colleghi europei hanno minor riconoscimento giuridico, ma nella realtà sono privilegiati e più autonomi, c’è differenza tra la teoria legislativa e la pratica in Italia”. Da 7 anni per migliorare queste discrepanze esiste il F.E.P.I., la federazione europea che raccoglie tutti gli enti di settore e stabilisce dei traguardi comuni, in modo da portare avanti gli aspetti migliori di ogni realtà. “Si vuole arrivare ad uno standard professionale omogeneo, a superare il criterio del riconoscimento professionale basato solo sui curricula e introdurne uno che consideri anche le competenze pratiche – spiega Giuseppe Occhipinti, presidente Cives di Ragusa – per arrivare poi alla creazione di carte d’identità elettroniche per farsi riconoscere in tutta Europa come professionisti del settore”. E parlando di emergenza, un intervento fondamentale ha riguardato l’emergenza migranti, analizzata da Massimo La Pietra, dell’Ufficio Volontariato e Relazioni Istituzionali DPC, che si è soffermato sull’emergenza immigrazione dal Nord Africa e sulle modalità di intervento della Protezione Civile e del volontariato. A tal fine ha citato i punti d’eccellenza, come quello bresciano, e ha portato due testimonianze dirette per mostrare come la gestione che c’è stata sul territorio nazionale sia stata differente da quella vissuta dalle testimonianze. Oggi pomeriggio si svolgerà l’esercitazione pratica “Vespri Siciliani”. Domani mattina saranno premiate delle associazioni che, in Sicilia, si sono distinte per l’impegno nel sociale. Verranno consegnati gli attestati di benemerenza per i volontari che hanno offerto la loro opera in Abruzzo. Il congresso nazionale si concluderà con una tavola rotonda a cui parteciperanno anche i funzionari del Dipartimento della Protezione Civile, D’Angelo e Giarola, il presidente della cassa pensione degli infermieri, Schiavon, e Simone Andreotti, presidente nazionale della Consulta del Volontariato. Tratteranno dei grandi valori del volontariato e la professione infermieristica in una società che cambia. L’incontro si terrà dalle 9 alle 13.

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