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Sabato, 16 Ottobre 2021

La Cisl e la Manovra Finanziaria della Regione

“La nostra gente ce lo ripete ogni giorno: non ne può più di una politica che, di vertice in vertice, dedica il proprio tempo a rimirarsi allo specchio. Perché abbiamo bisogno di scelte urgentissime che rilancino la crescita e l’occupazione, giovanile soprattutto; taglino gli enormi sprechi. Risanino l’insostenibile debito regionale”.

Così Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, ieri pomeriggio a Modica per l’attivo provinciale del sindacato, in vista della manifestazione regionale che Cisl e Uil terranno a Palermo nella mattinata del 22 settembre dinanzi a palazzo d’Orleans. Bernava ha lanciato i temi forti della protesta. Lo ha fatto nel corso di un’assemblea partecipata, tenutasi al palazzo della Cultura, in cui i dirigenti del sindacato sono stati sensibilizzati a dare fondo alle proprie risorse professionali in vista dei gravosi impegni che li attendono.

“Intendiamo – ha aggiunto Bernava – dare una scossa a Governo regionale e Ars perché il tempo che resta della legislatura abbia al centro una strategia di sviluppo economico e sociale. Proponiamo provvedimenti per far ripartire produttività e competitività delle imprese; dar corso alla “deospedalizzazione” della sanità regionale. E che taglino “strutturalmente” i costi della politica e della gestione amministrativa della macchina pubblica. In tema di costi della politica, dalle poltrone ai carrozzoni al sistema dei poteri e sottopoteri locali, l’obiettivo – ha rimarcato il segretario – è arrivare al dimezzamento di questi costi entro il 2013”. Bernava, poi, si è soffermato sulla situazione locale. “Il caso di Modica insegna – ha spiegato – gli stipendi non vengono pagati per effetto della manovra. Purtroppo, può diventare una condizione generalizzata. E’ il momento di dare la sveglia”.

I lavori, che avevano preso il via con l’introduzione di Giorgio Fede, responsabile Cisl Modica, alla presenza del componente della segreteria provinciale, Giovanni Belluardo, sono proseguiti con la relazione del segretario dell’Ust Cisl Ragusa, Enzo Romeo. Dopo aver spiegato nel dettaglio le motivazioni per cui l’attuale manovra è inefficace, Romeo si è soffermato sulla condizione provinciale, facendo riferimento, in primo luogo, all’immobilismo delle procedure per il rilancio delle infrastrutture. “Ma anche sulle infrastrutture immateriali – ha aggiunto il segretario Romeo – la provincia di Ragusa ha subito dei torti da questo Governo regionale non più sopportabili. Il piano paesaggistico è uno dei tanti esempi. C’è voluto un anno di tempo e la sentenza del Tar di Catania, che ha sentenziato sulla irregolarità con cui si è addivenuto in maniera unilaterale all’approvazione da parte della Regione per il tramite della Sovrintendenza a capo della quale c’era quella dottoressa Greco, diventata, un attimo dopo l’approvazione del piano, soprintendente della provincia di Catania, per aprire una interlocuzione con il presidente Lombardo. Un piano che ha mortificato il territorio e che ha contribuito a far deprimere l’economia locale, fatta di piccoli imprenditori e artigiani che hanno visto, con l’adozione del piano paesaggistico, il blocco della loro attività, e che è stato adottato solo nelle province di Ragusa e Caltanissetta, fatto questo che impone qualche riflessione”.

Romeo ha concluso sottolineando che “questa è la stagione in cui ognuno di noi è chiamato ad essere protagonista del proprio futuro. Nessuno può chiamarsi fuori dalla mobilitazione necessaria a scuotere, sensibilizzare, sollecitare chi è deputato ad assumere le decisioni”.

 

 

 

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