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Sabato, 04 Luglio 2020

Vittoria - La pizza come strumento per combattere la disoccupazione

Gli allievi del corso con don Beniamino Sacco

 

La pizza come strumento per combattere la disoccupazione. L’Api, Associazione pizzerie italiane, ha sfondato più volte il muro del sociale. Lo ha fatto anche ieri sera, con la raccolta fondi a favore della “Duchenne Parent Project” che proseguirà in queste ore. Ma anche quando ha condiviso il progetto portato avanti dal “prete coraggio” di Vittoria, don Beniamino Sacco, volto alla programmazione di un corso di formazione professionale per pizzaioli. Un corso che, attraverso la cooperativa onlus “San Crispino”, ha fornito la possibilità di imparare a fare la pizza ad una trentina di allievi, tra cui alcuni extracomunitari. “Per noi, quella – dice il consigliere nazionale dell’Api, Gianni Normanno – è stata una esperienza innovativa che è servita pure a fornire gli strumenti adeguati ai corsisti permettendo alla maggior parte tra questi di trovare un impiego durante la stagione estiva, quando la richiesta di pizzaioli di solito cresce. Devo dire la verità. Ci hanno colti impreparati l’entusiasmo e la voglia di fare. La preparazione della pizza, di solito, è una faccenda abbastanza complicata, almeno per chi è alle prime armi. Per cui, quando abbiamo preso atto della voglia di fare dei corsisti, siamo rimasti positivamente impressionati convinti che da tale esperienza sarebbe venuta fuori una motivata pattuglia di pizzaioli, come poi in effetti è stato”. La solidarietà è stato uno degli elementi distintivi della quarta edizione del campionato nazionale di pizza al pomodorino ciliegino, in fase di svolgimento al villaggio Stella Marina, a Scoglitti. I pizzaioli che partecipano al campionato si stanno misurando sulle varie specialità in gara: dalla pizza classica al pizzolo, dalla pizza larga, a quella velocità e acrobatica.

La preparazione della pizza

 

E poi la presenza dei consulenti alimentari, altro aspetto su cui l’Api in Sicilia punta parecchio, è servita a fornire agli aspiranti pizzaioli delle particolari dritte affinchè il loro prodotto abbia un alto grado di digeribilità. “Valutare le caratteristiche del grano con cui viene preparato il panetto della pizza – chiariscono i tecnici Api – è di cruciale importanza. Così come la temperatura con cui avviene il trattamento del lievito, che non deve mai superare i 25-26 gradi. L’ideale sarebbero 20-21 gradi. Ma non solo. Nei canoni di preparazione predisposti dall’Api vengono indicate altre metodologie a lunga lievitazione che prevedono tempi di sosta per il panetto variabili da uno a tre giorni. Il fermo di lievitazione consente al panetto di assumere caratteristiche di digeribilità migliori in quanto al suo interno subisce modificazioni strutturali e organolettiche. Sono state calcolate più di trecento reazioni biochimiche. La realizzazione della pizza avviene, dunque, attraverso un panetto più digeribile, più strutturato”. Nel pomeriggio, intanto, il gran finale del campionato con, alle 16, l’inizio delle gare Free style. Alle 19 la premiazione mentre alle 21 sarà dato il via alla “Sagra della pizza”.

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