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Martedì, 07 Luglio 2020

Chiaromonte Gulfi - Tantissimi fedeli per la processione del Santissimo Salvatore

L'uscita del simulacro

 

Una fiumana di gente ha salutato, ieri sera, il simulacro del Santissimo Salvatore. A Chiaramonte Gulfi è stato celebrato con grande intensità religiosa l’ultimo atto dei festeggiamenti che, per una settimana, hanno avuto per protagonista il momento emblematico della “Trasfigurazione di Nostro Signore”. Dopo la celebrazione eucaristica presieduta da don Salvatore Azzara, l’uscita del simulacro dalla chiesa, caratterizzato dal rullo dei tamburi e dagli squilli di tromba, si è trasformato in un momento di giubilo per i tanti fedeli accorsi a vivere con partecipazione questo speciale momento. La piazza antistante l’edificio di culto si è trasformata in un contenitore di devoti. E subito dopo, guidata dall’arciprete parroco don Giovanni Nobile, con a fianco i seminaristi Fabio Stracquadanio e Gioacchino Ngalamulume, quest’ultimo proveniente dal Congo, ha preso il via la lunga processione snodatasi per le viuzze del centro storico del centro montano, poi giunta sino in piazza Duomo dove è stato celebrato il tradizionale ed antichissimo rito del “Canto della Cappelluzza”.

Rullo di tamburi e squilli di tromba durante l'uscita del simulacro

 

Intorno a mezzanotte, il simulacro del Santissimo Salvatore ha fatto rientro in chiesa, non prima di essere stato salutato dalla folla festante che, fino a tarda ora, non ha fatto mancare il proprio supporto ai componenti del comitato dei festeggiamenti che hanno curato ogni particolare della complessa macchina organizzativa. Giovanni D’Avola, Lucia Bertucci, Sebastiano Arena, Giovanni Arena, Giovanni Morreale, Riccardo D’Avola, Maria Giovanna Molè, Rosario Panarello e Mario Cutello hanno espresso, al termine, la propria soddisfazione per la piena riuscita del ricco programma di festeggiamenti anche se lo stesso è stato contrassegnato da uno spiacevole episodio. Una denuncia anonima ha bloccato, durante l’uscita del simulacro, il lancio di migliaia di “nzareddi” e l’esplosione dei fuochi, impedendo, altresì, al ritorno in chiesa, la novità dello spettacolo piromusicale. “Di sicuro non è stata la mancanza dei botti – hanno scritto i componenti del comitato in un volantino diffuso in questi ultimi giorni – a sminuire il valore cristiano della festa del Santissimo Salvatore “Principal Patrono del Mondo” e, come comitato, siamo più preoccupati per il danno economico subito che per l’ipotetico danno d’immagine che qualcuno voleva provocare. Nonostante tutto ringraziamo gli anonimi perché questo ci sprona, per gli anni futuri, a trovare soluzioni che rendano la festa sempre più bella e innovativa”. Da rilevare, tra l’altro, la grande presenza di pubblico, sabato sera, in piazza Duomo, in occasione dello spettacolo di cabaret di Sasà Selvaggio, che si conferma grande mattatore, e della successiva esibizione in musica dell’orchestra “Luna Rossa”, cover band di Renzo Arbore.

 Stracquadanio, Ngalamulume e don Nobile,jpg

 

 

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