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Modica - Presentato il Coordinamento cittadino per il sì ai referendum

Si è svolta questa mattina a Palazzo della Cultura la conferenza stampa di presentazione del Coordinamento cittadino per il sì ai referendum.

Sono intervenuti Orazio Maggio (Federazione della Sinistra), Piero Paolino (una Nuova Prospettiva), Giancarlo Poidomani (Partito democratico), Daniela Sammito (Circolo Arkys) e Giovanni Criscione (Sinistra Ecologia e Libertà) in rappresentanza di alcuni dei partiti, dei movimenti e delle associazioni che fanno parte del Coordinamento.

Il Coordinamento raggruppa oltre ai partiti e movimenti già citati anche Legambiente, Libera, la CGIL - Camera del Lavoro, il mensile “Il Clandestino”, il Circolo Arkys, Rete 25 aprile e l’Associazione culturale Attinkité. Nei prossimi giorni, inoltre, è prevista l’adesione di altre associazioni impegnate nella campagna d’informazione e propaganda per il “sì” alle consultazioni referendarie del 12 e 13 giugno.

A moderare gli interventi è stato Giovanni Criscione (Sel) che ha illustrato le finalità del Coordinamento cittadino, consistenti nel rompere il “muro” di silenzio e disinformazione che, a un mese di distanza dalle consultazioni referendarie, circonda ancora gli argomenti su cui i cittadini saranno chiamati a votare. Anche per questo il Comitato organizzerà da qui al 10 giugno azioni di sensibilizzazione e orientamento al voto della cittadinanza con volantinaggio e banchetti allestiti nelle piazze del Centro storico, a Modica Alta, nel Polo Commerciale e nella frazione di Marina di Modica.

Daniela Sammito (Circolo Arkys) è intervenuta sul 1° quesito (abrogazione art. 23 bis della legge 133/2008 e successive modifiche). “L’acqua è un bene essenziale, che appartiene a tutti – ha detto – e nessuno deve appropriarsene, né trarne profitti. Abrogare l’art. 23 bis significa impedire la privatizzazione dell’acqua, fermare la definitiva consegna dei servizi idrici al mercato”.

Piero Paolino (Una Nuova Prospettiva) ha illustrato le ragioni del “sì” per il 2° quesito (abrogazione art. 154 del Codice dell’Ambiente): “Votare “sì” significa impedire che gli enti possano realizzare profitti sull’acqua, con aumenti fino al 7% dei costi del servizio idrico che andrebbero a ricadere sui cittadini già tartassati”.

Giancarlo Posdomani (Pd) ha rilevato come il referendum contro il nucleare tocchi da vicino la provincia di Ragusa. “Il Governo nazionale – ha ricordato il coordinatore cittadino del Pd -ha rispolverato una relazione del 1980 in cui il nostro territorio figurava tra i siti dove sarebbero potute sorgere delle centrali nucleari. Una follia, se si pensa che l’area iblea è ad altissimo rischio sismico. Non solo. Non esistono centrali nucleari sicure al 100% (come dimostra il caso del Giappone). Inoltre, prima di progettare nuove centrali, occorrerebbe risolvere il problema delle scorie”.

Infine, Orazio Maggio (Fed) è intervenuto sull’ultimo quesito (abrogazione dell'art. 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l'art. 2 della legge 51/2010 "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza") che riguarda il legittimo impedimento per le alte cariche dello Stato a presentarsi in tribunale. Maggio ha spiegato che la norma che introduce il legittimo impedimento, già “intaccata” in alcune sue parti dalla Corte costituzionale, intende riservare una zona franca al premier che, in contraddizione con il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, sancito dall’art. 3 della Costituzione, può autocertificare la legittimità dei propri impedimenti sottraendo tale funzione ai magistrati. Votare “sì” significa cancellare un privilegio e ristabilire un principio di democrazia e giustizia.

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