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Domenica, 15 Dicembre 2019

Senza la legge speciale su Ibla, dopo 20 anni muore l’Ibla Grand Prize

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“Rischiamo di dover cancellare centinaia di prenotazioni alberghiere e dei bed and breakfast, così come ristoranti e taxi e c’è anche il rischio di dover rimborsare centinaia di biglietti aerei. Un danno economico incredibile per l’economia di un territorio che ha sempre contato anche sulla presenza dei nostri concorrenti che arrivano da tutto il mondo. La mancanza di risorse economiche, con il taglio arrivato dalla Regione, sta dando non poche preoccupazioni alla nostra organizzazione”. A parlare è il maestro Salvatore Moltisanti, presidente della Fondazione Ibla che da New York sta vivendo momenti non certo facili dopo che all’Ars hanno tagliato le risorse destinate alla legge su Ibla da cui il Comune attinge per dare un contributo per il concorso internazionale Ibla Grand Prize che ogni anno, da 20 anni a questa parte, si svolge a Ibla tra giugno e luglio. Quest’anno erano già pronte le 20 candeline sulla torta, ma a rovinare la festa, almeno al momento, è la notizia giunta da Palermo. Una notizia, quella dei tagli alla legge speciale e di conseguenza anche al contributo per il concorso Ibla Grand Prize, che ha praticamente già fatto il giro del mondo con la Fondazione Ibla che è stata subissata da centinaia di telefonate ed email proveniente dai cinque continenti. “L’Amministrazione comunale ci ha incoraggiati a non fermarci e a non bloccare il concorso internazionale perché spera che tutto si possa risolvere, ma certamente questi tagli arrivati dalla Regione non ci stanno certo aiutando – spiega ancora il maestro Moltisanti – Il 2011 è nei fatti il ventesimo anniversario del nostro concorso. Siamo stati pionieri della rivalorizzazione di Ragusa Ibla, quando 20 anni fa ci credevano in pochi, non c’erano locali, non c’erano strutture alberghiere, non c’erano pub. Poi, anche grazie al movimento che ha iniziato a fare il nostro concorso, Ibla è lentamente cambiata, con investimenti di imprenditori privati e con l’aiuto, naturalmente, anche della legge speciale creata dall’intuizione dell’on. Giorgio Chessari. Legge a cui ha fatto riferimento anche la nostra Fondazione per una parte dei contributi. Ogni anno abbiamo portato circa 5 mila presenze alberghiere (circa 95 mila in 19 anni), così come a Ibla, da tutto il mondo, sono venuti a suonare 3800 musicisti, divenuti ambasciatori di questa terra. Centinaia i concerti eseguiti sia a Ibla che nei Comuni intorno, ed ancora le attività di raccolta fondi da destinare in beneficenza grazie alle serate conclusive. Il nome di Ibla è andato nelle principali capitali europee grazie alle esibizioni dei vincitori nei principali teatri del mondo. Decine e decine i servizi televisivi che ci sono stati dedicati dai più famosi network televisivi americani ed europei, così come non si contano più gli articoli della stampa internazionale. E’ davvero un peccato dover rinunciare a tutto questo, dopo un lavoro costruito, anno dopo anno, per ormai 20 anni, solo perché, senza motivazioni ben chiare, sono stati tagliati i fondi della legge speciale. L’appello che facciamo alla Regione, a cui tra l’altro ci siamo rivolti anche negli ultimi anni ma senza mai trovare positive risposte, è quello di tornare indietro e trovare le modalità più idonee per ripristinare i fondi. Lo diciamo non certo per il nostro concorso internazionale che cercheremo comunque di portare avanti, ma naturalmente per Ibla e per i suoi monumenti patrimonio dell’Umanità a cui si farebbe sicuramente un torto. A differenza di altri, la nostra Fondazione programma per tempo. E non vorremmo certo vivere l’imbarazzo di trovarci il prossimo anno alla Carnegie Hall a New York, uno dei teatri più famosi al mondo che abbiamo già pagato per pianificare l’esibizione nel maggio 2012, davanti ad un folto pubblico americano in attesa dei vincitori del nostro concorso, vincitori che non arriverebbero mai su quel palco, visto che Ibla Grand Prize rischia di non svolgersi più”.

 

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