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Modica - Avviato all'alberghiero un progetto pilota sulla cucina vegetale

Sana, genuina ma soprattutto golosa. Anche la cucina vegetale ha il suo fascino. E proprio ieri, all’Istituto Professionale Alberghiero “Principi Grimaldi” di Modica, è partito il primo modulo del progetto formativo coordinato dal prof. Giovanni Roccasalva con ospite speciale, la cuoca Anna Gioia Gaglianò, componente della Federazione Italiana Cuochi e promotrice dell’associazione “Gioia in Cucina”. Gli studenti dell’istituto modicano hanno subito apprezzato le prime indicazioni fornite durante la lezione ai fornelli e che serviranno a carpire i segreti per avere successo, nel proprio futuro lavorativo, anche nel campo della cucina vegetale. Tra chi sceglie ideologicamente o per motivi salutistici di essere vegano e quella fetta di popolazione che scopre di avere delle intolleranze (come quelle al lattosio e al glutine), la cucina vegetale si sta facendo sempre più spazio dinnanzi ad una domanda crescente. Di contro, invece, i ristoranti non sono ancora ben attrezzati e non rispondono in modo adeguato. Da qui la necessità di formare i futuri cuochi con una serie di moduli che permetteranno di approfondire le varie tematiche attraverso il progetto pilota avviato a scuola.

“I ragazzi impareranno a realizzare i formaggi vegetali, la pasta senza glutine e senza uova, i dolci senza uova e senza burro, i dolci senza zucchero per una pasticceria salutistica – spiega la docente Anna Gioia Gaglianò - Una cucina necessaria perché la popolazione vegana aumenta così come aumentano le persone che sono intolleranti, come ad esempio i celiaci. Molto spesso, ancora oggi, la ristorazione non riesce a soddisfare pienamente queste esigenze più particolari, eppure con poco è possibile preparare piatti anche elaborati in grado di soddisfare i clienti”.

Il corso mira dunque a spiegare agli studenti come gestire la cucina del ristorante per raggiungere questi obiettivi, prevedendo ad esempio una linea di preparazione separata per gli alimenti senza glutine oppure avviando tutte le metodologie necessarie per realizzare piatti che siano anche belli da vedere oltre che buoni da mangiare, pur in assenza di alcuni ingredienti.

“La collaborazione avviata con la Gaglianò permette di sviluppare cinque moduli formativi per incrementare le conoscenze degli studenti in fatto di alimentazione vegetale – spiega il docente interno Giovanni Roccasalva – Abbiamo già iniziato con il primo modulo a cui seguiranno, al rientro a scuola, gli altri appuntamenti dedicati all’autoproduzione di formaggi e latte vegetale, poi la pasticceria vegana e salutistica, gli estratti di succo e la cucina con gli scarti e finiremo con la cucina senza glutine in modo da offrire ai nostri allievi un quadro completo”. Il primo modulo ha permesso di imparare a realizzare degli ottimi ravioli freschi senza uova, ripieni di formaggio vegetale e spinaci, oltre a preparare polpette di legumi e verdure, la maionese vegana senza uova e la “farittata”, una speciale frittata fatta con farina di ceci.

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