Conclusa con la reposizione del simulacro la festa di san Giorgio

Il glorioso patrono di Ragusa è tornato a “riposare” nella nicchia che lo ospita tutto l’anno. Una cerimonia composta, sentita e ricca di spunti spirituali quella tenutasi sabato sera al Duomo di Ragusa in occasione della reposizione del simulacro di San Giorgio martire e dell’Arca santa. Dopo i solenni festeggiamenti del glorioso patrono della città, che hanno preso il via con la “Scinnuta” del 21 aprile, quello di sabato è stato l’atto conclusivo di un periodo di venerazione durato in pratica due mesi nei confronti del megalomartire. Prima, però, dal transetto delimitante l’altare, i portatori si sono interessati all’Arca santa, contenente numerose reliquie, che, con un complesso sistema di argani, è stata riposta nella propria nicchia. Poi, i portatori si sono sistemati dinanzi all’altare per dare il via al tradizionale rito di reposizione del simulacro del santo cavaliere nella propria nicchia. C’è stato il tempo per la consueta “ballata” e per dare modo ai devoti e ai fedeli presenti di “salutare” San Giorgio, dando l’arrivederci al prossimo anno. Quindi, la reposizione si è conclusa con un applauso e con il consueto “Truonu viva”. Da sottolineare che sono stati molti i giovani che, anche quest’anno, si sono avvicinati al gruppo dei portatori e che hanno fornito il proprio contributo per la riuscita della festa. Una circostanza che lascia ben sperare per l’ulteriore crescita di una tradizione che continua a fare registrare numeri molto interessanti.

 

 

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