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Lunedì, 26 Agosto 2019

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Una folla straordinaria cornice per "A Maronna vasa vasa"

Un’altra edizione davvero straordinaria. Tantissime le persone presenti, nonostante il forte vento che ha caratterizzato la giornata di sabato. Una circostanza che ha sancito, ancora una volta, qualora ce ne fosse di bisogno, l’eccezionale entusiasmo dei fedeli, dei visitatori, dei turisti attorno a questo evento religioso di notevole tradizione. E che, da quando ha fatto esordire i momenti serali dell’incontro (è accaduto per il quarto anno di seguito) ha fatto registrare, se possibile, ancora più interesse. “A Maronna vasa vasa” edizione 2019 va in archivio con numeri importanti, in particolare gli otto “baci”, nel corso della giornata (cinque la mattina e tre in serata), che hanno scandito uno degli eventi più suggestivi della Pasqua degli Iblei. E accade quando la Madre incontra il Figlio. E la folla applaude in maniera liberatoria. Mentre tutt’attorno, nell’aria, esplode la festa. “A Maronna vasa vasa” e il Cristo risorto, a mezzogiorno in punto, si sono ritrovati in piazza Monumento, proprio di fronte al Municipio, tra una moltitudine di persone. Maria si è liberata del manto nero, portato in segno di lutto per la morte del Figlio, lasciando librare in cielo alcune colombe bianche mentre i fedeli hanno applaudito con trasporto. Il Cristo risorto si è avvicinato alla Madre e quest’ultima ha dato vita al cosiddetto “bacio”, un modo per esprimere la gioia della Resurrezione. Turisti provenienti da ogni dove hanno fatto da cornice a questo splendido momento. I riti pasquali avevano preso il via già di buon mattino. Alle 8,45, da Santa Maria di Betlem, per il sesto anno consecutivo, il simulacro della Madonna bardato a lutto aveva percorso le viuzze situate nella zona a monte della chiesa. Alle 10 era cominciata la solenne celebrazione eucaristica tenuta dal parroco don Antonio Maria Forgione. Intorno alle 11, in due tempi diversi, i simulacri sono usciti, dopo la messa solenne, dalla chiesa di Santa Maria di Betlem. Mentre il Cristo risorto ha seguito l’itinerario delle strade principali, il corteo con la Madonna bardata a lutto si è mosso, preceduto da un tamburino, lungo le viuzze più ricche di fascino del centro storico di Modica. A mezzogiorno l’incontro. La Madonna scorge da lontano il Figlio. La sua gioia è grande. E d’un tratto si libera del manto nero perché il lutto non ha più motivo d’essere. E agita le mani per manifestare la sua grande gioia. In piazza, tra una moltitudine di persone, esplode la festa. Mentre i mortaretti e il lancio delle colombe fanno da cornice all’esultanza generale. I due simulacri, a questo punto, si fanno spazio tra la gente e s’incontrano sino a dare vita al cosiddetto bacio, con la Madonna che quasi accarezza le ferite del figlio. Poi, entrambi i simulacri si rivolgono alla folla. E grazie al movimento delle mani, la Madonna benedice il popolo. Gli altri due baci esterni dinanzi alla chiesa di San Pietro e dinanzi a Santa Maria di Betlem prima del rientro dei due simulacri. In chiesa si sono tenuti altri due “baci”, uno al centro dell’edificio di culto, l’altro sull’altare. Numerosi i fedeli presenti, dopo la santa messa vespertina presieduta dal vescovo di Piazza Armerina, mons. Rosario Gisana, modicano, anche per la solenne processione serale del Cristo risorto e della Madonna vasa vasa lungo via Marchesa Tedeschi a cui ha fatto seguito il “bacio” in piazza Municipio. La processione ha poi raggiunto San Giorgio a Modica Alta per un “bacio” sul sagrato del Duomo. I due simulacri sono stati poi portati all’interno per “incontrare” il santo cavaliere. L’ultimo “bacio” della giornata si è tenuto in piazza Matteotti, prima del rientro in chiesa. I festeggiamenti sono stati patrocinati dall’Amministrazione comunale di Modica. Mentre Paesaggio Barocco si è occupata di curare la comunicazione esterna. Giorgio Solarino e Daniele Pavone sottolineano la piena riuscita dell’evento religioso nonostante le condizioni meteo non proprio favorevoli. “Uno straordinario momento di fede – dicono – ma anche di esaltazione delle nostre tradizioni. Sono arrivati turisti da ogni parte d’Italia e del mondo. Le ricadute, in termini di presenze, sono risultate eccezionali anche per tutti coloro che operano in città. E ancora una volta Modica ha saputo fare dell’accoglienza uno dei propri punti di forza”.

 

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