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Comiso - Maria Santissima Addolorata, moltissime le novità

La città di Comiso ha abbracciato Maria Santissima Addolorata. Dimostrando che la devozione e l’affetto non conoscono confini. E’ accaduto anche domenica scorsa, nel pomeriggio, quando queste peculiarità distintive sono tornate a manifestarsi nel contesto di un rito di grande valenza e suggestione per l’intera comunità di Comiso. Dopo la solenne celebrazione eucaristica, il fercolo che ospita il settecentesco simulacro della Madonna, messo in rilievo dal magnifico baldacchino dorato, si è mosso lungo la navata centrale della Chiesa Madre sino all’uscita sul sagrato salutata da grida di giubilo. Da qui il baldacchino è andato avanti lungo il proprio percorso, tra due ali di folla, sostenuto dai portatori che hanno espresso la propria devozione gridando a ripetizione “Viva Maria Addolorata”. Il simulacro ha poi raggiunto piazza Fonte Diana, stracolma di fedeli, dove il coro di voci bianche ha cantato l’inno composto da monsignor Francesco Rimmaudo e musicato dal maestro Alfio Pulvirenti nel 1910, lo stesso inno che esalta l’accorato “Salve alla Madre” di tutti i devoti presenti. Gli studenti della scuola primaria, posizionati sul palco, hanno poi salutato il simulacro dell’Addolorata con un lancio di palloncini bianchi e azzurri a cui è seguito il tradizionale sventolio dei fazzoletti bianchi. Subito dopo, lo scoppio di una pioggia di quadratini di carta colorati, che sono calati come una pioggia sui fedeli in attesa, ha dato inizio alla lunga processione che ha interessato le vie principali della città. L’arciprete parroco don Innocenzo Mascali, il vicepresidente del comitato, Maurizio Meli, assieme agli altri componenti, il sindaco Filippo Spataro e gli altri rappresentanti della Giunta municipale, assieme alle autorità religiose, civili e militari, hanno preceduto il passaggio del fercolo che è stato salutato con estremo fervore dagli stessi cittadini che hanno così rinnovato il proprio patto di devozione nei confronti dell’Addolorata. I fiori innumerevoli che sono piovuti da tutti i balconi, l’agitare dei bianchi fazzoletti dei bambini dell’inno, lo scampanio, il tuonare delle bombe, assieme all’esecuzione della storica marcetta delle bande musicali e ai “Viva Maria Addolorata” entusiastici con cui è stato accolto il bel simulacro, soprattutto nel suo primo apparire, tra i fedeli in piazza, hanno avuto una evidenza straordinaria, fornendo a chi assiste una sensazione di grande entusiasmo. In serata, poi, dopo il completamento del percorso, il simulacro è ritornato in piazza per restituirsi in chiesa subissato da moltitudini di “Viva Maria Addolorata”. La festa è stata chiusa dal momento suggestivo, molto apprezzato dai presenti, dell’affresco di luce creato dal luminografo Gaspare Di Caro sulla facciata della Chiesa madre. E poi il grandioso spettacolo pirotecnico eseguito dalla ditta “La Rosa Artist Fieworks” in contrada Canicarao. L’ottavario della festa sta intanto proseguendo con tutta una serie di iniziative religiose di ampio respiro. Tra queste da segnalare, sabato 27 maggio, in Chiesa madre, alle 19, la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Paolo Urso, vescovo emerito di Ragusa. Domenica, poi, solennità dell’Ascensione del Signore, ci sarà alle 19 la celebrazione eucaristica presieduta dal sacerdote Innocenzo Mascali e, alle 20, la seconda rassegna di cori polifonici sul tema “Cantiamo la speranza” a cura di Maria Lucia Faro. Domenica 4 giugno, alle 20, al termine della celebrazione eucaristica, il venerato simulacro della Vergine Addolorata, portato processionalmente lungo le navate della chiesa, sarà riposto nella cappella.

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