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Maria Santissima di Gulfi, centinaia di fedeli al rito della Svelata

Devozione senza limiti. Fervore religioso incontenibile. Emozioni dal notevole impatto quelle che, nel primo pomeriggio di oggi, hanno animato una presenza eccezionale di fedeli per il rito della “Svelata”. Il santuario di Chiaramonte, dove è stato dato il via ai solenni festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Gulfi, Patrona principale e regina del centro montano, è risultato letteralmente strapieno di devoti. Ogni anno, in questo modo, viene testimoniata l’eccezionale attenzione che l’intera comunità dedica a una cerimonia molto speciale per l’intera comunità. E’ stato il novello sacerdote, don Filippo Bella, che poco prima aveva presieduto la celebrazione eucaristica, a dare il via all’antico rito, aprendo con entusiasmo la porta della teca che ospita il simulacro della Madonna, sancendo la fase iniziale di questi intensi tre giorni collegati alla prima parte dei festeggiamenti che culmineranno, il 23 aprile, domenica in Albis, con la tradizionale processione della salita della Madonna, capace di coinvolgere migliaia di persone.

L’apertura della teca è stata accompagnata dalla tradizionale marcia N.11, eseguita dal corpo bandistico Vito Cutello diretto dal maestro Paolo Scollo, a cui ha fatto seguito l’Inno di Maria cantato dai fedeli. Accanto a don Filippo, il rettore del Santuario, don Giuseppe Burrafato, il parroco della Chiesa Madre, don Salvatore Vaccaro, con il sindaco, Vito Fornaro, accompagnato dall’assessore Alessandro Cascone, e il maresciallo dei carabinieri Alberto Bruno. E’ stato letto anche il testo del telegramma pervenuto da Papa Francesco con la benedizione al popolo chiaramontano per questa solenne occasione. “E’ arrivato il momento di stringerci attorno alla nostra Signora di Gulfi, Maria Santissima – dice padre Burrafato – per vivere questo novenario all’insegna della comunione e della pace. Il rito di oggi costituisce un momento di forte devozione e di particolare attenzione dei figli verso la Madre”. E il parroco della Chiesa madre, don Salvatore Vaccaro, aggiunge: “Ogni anno arriva questo momento ma ogni anno porta sempre qualcosa di nuovo che ci invita alla lode, allo stupore, a un ulteriore impegno”.

Il simulacro della Madonna è stato, poi, sistemato sul “Baiardu” fattosi largo tra due ali di folla. Sarà proprio il “Baiardu”, domenica mattina, dopo che il simulacro vi è stato posizionato, ad essere trasportato a spalla dai portatori. “E’ davvero una grande festa – dice il sindaco Fornaro – Chiaramonte dimostra profonda fede e devozione oltre che grande attenzione nei confronti della Patrona. Una tradizione che va avanti da oltre 400 anni con immutata partecipazione, una tradizione, quindi, lunga secoli che conferma, se ce ne fosse bisogno, l’identità della nostra comunità che si stringe attorno alla sua storia”. Intenso il programma preannunciato per domenica. Già dalle 8,15 prenderà il via il pellegrinaggio da Chiaramonte verso il santuario. Alle 9,00 la celebrazione eucaristica sarà presieduta dal rettore del Santuario. Quindi, alle 10, la tradizionale salita del simulacro della Madonna. Alle 10,50 in via Gulfi (Calvario), le autorità accoglieranno la Patrona in città. Alle 11, l’arrivo a Chiaramonte. In Chiesa madre ci sarà il saluto alla Madonna da parte del predicatore, padre Giuseppe Di Fatta, ofm. La celebrazione eucaristica sarà presieduta dal parroco della Chiesa madre, don Salvatore Vaccaro. Alle 14,30, il tradizionale “cuncursu” per le vie cittadine, vale a dire la processione pomeridiana. Alle 17,45 un altro momento atteso con il simulacro del Patrono San Vito che sarà portato in Chiesa madre. Alle 19, la celebrazione eucaristica che sarà presieduta dal predicatore mentre i canti saranno animati dal coro della Chiesa madre.

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