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Martedì, 17 Settembre 2019

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Universita’ a Ragusa, Salvatore Battaglia “Azzeriamo l’attuale cda”

“Azzerare subito l’attuale Consiglio di amministrazione del Consorzio universitario ibleo. Ed attivare tutti i meccanismi che si rendono necessari, compresa l’istituzione di un management adeguato, affinché le modifiche effettuate nei mesi scorsi allo Statuto, per favorire l’ingresso di soci privati a sostenere il Cui, possano finalmente esplicare i propri effetti”. E’ la proposta lanciata da Salvatore Battaglia, candidato a sindaco di Ragusa del Movimento per l’Autonomia. “Una proposta che non può che partire dall’amara considerazione – sottolinea Battaglia – che oggi la presenza universitaria, nella nostra città e più in generale nella nostra provincia, è solamente il mero ricordo di ciò che avrebbe potuto essere. E non vogliamo essere facili profeti sostenendo che il peggio deve ancora venire. Ma basta leggere le contrapposizioni prossime ad ingenerarsi per avere chiara la percezione di ciò che succederà da qui a qualche mese. Ecco perché chiediamo che venga cambiato il registro. A cominciare, intanto, dall’azzeramento dell’attuale Consiglio di amministrazione che, nel bene o nel male, ha ormai fatto il suo tempo. Il Consorzio universitario ibleo deve essere gestito a livello manageriale, come se si trattasse di un’azienda. Perché i privati non hanno raccolto l’appello del Cui dopo la modifica dello Statuto? Qualcosa, evidentemente, non ha funzionato. E’ indispensabile che si possa far passare, forte e chiaro, il messaggio della validità della presenza universitaria sulla nostra terra. E della ricaduta che questa stessa presenza potrà garantire a tutte quelle aziende che, impiantate sul nostro territorio, vogliono puntare sullo sviluppo. Se non si comincia ad operare in tal senso, ed ecco perché chiedo la creazione di un management all’altezza della situazione, allora il sogno che con tanti sforzi si stava cercando di concretizzare, e che si era pure riusciti ad attuare in parte, rischia di dissolversi. O, peggio, di trasformarsi in un incubo”.

 

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