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Mercoledì, 12 Agosto 2020

Seminario dei commercialisti sul 730 precompilato

Il seminario sul 730 precompilato

“Da professionisti boicotteremo il sistema del precompilato. Perché non serve a nulla”. Parola di Paolo Amato, commercialista in Palermo, rappresentante di Odp servizi, che ha tenuto, alla sala Avis di Ragusa, il seminario sulle novità del 730/2015, con particolare riferimento alla precompilazione, promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili per la circoscrizione del Tribunale di Ragusa in collaborazione con l’Ordine dei consulenti del lavoro e le associazioni sindacali che ricomprendono le due categorie di professionisti, vale a dire Anc per i commercialisti e Ancl per i consulenti. “Il precompilato – chiarisce Amato – è al 20-25% nel senso che i dati forniti riguardano il frontespizio, terreni e fabbricati e poi la certificazione unica. Seguono tutte le spese che devono essere documentate e prodotte dal nostro contribuente. Una dichiarazione precompilata risulta essere valida e non si ravvisano responsabilità di sorta solo nel caso in cui non ci sia alcuna modifica. Basta inserire, ad esempio, una spesa medica che il precompilato non è più coerente e quindi non ha valore. Non è più adesso il cittadino ma il professionista o il Caf ad assumersi in toto la responsabilità. E questo diventa per noi un onere insostenibile. Riteniamo sia incostituzionale caricare di responsabilità il professionista per un errore del genere. Un professionista non può pagare per le imposte del cittadino. Alla fine che cosa succederà? Che sarà il cittadino a pagare di più considerato che il professionista, per tutelarsi, dovrà redigere una assicurazione a trecentosessanta gradi e quindi dovrà coprire questi ulteriori costi. Per tale ragione consigliamo ai contribuenti di predisporre la dichiarazione così come in precedenza, con la diligenza del buon padre di famiglia, piuttosto che affidarsi ad un sistema la cui validità è tutta da dimostrare”. Il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti, Daniele Manenti, sostiene in proposito che “la vicenda merita la massima attenzione soprattutto da parte di professionisti che si adoperano per evitare errori e che, però, possono sempre incorrere in uno svarione o qualcosa del genere. Ma se una sanzione è ammissibile, non è concepibile – aggiunge Manenti – che il professionista sia penalizzato in una maniera così pesante. Si rischia di creare dei paradossi che, piuttosto che semplificare, sono destinati a complicare tutto”.

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