Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Lunedì, 21 Settembre 2020

Grande successo per la mo…

Set 11, 2020 Hits:399 Crotone

Ad Amadeus il "Premi…

Ago 27, 2020 Hits:1174 Crotone

Le colonne d'oro di Miche…

Ago 04, 2020 Hits:1909 Crotone

Centro storico ripulito d…

Ago 03, 2020 Hits:1444 Crotone

Nuovo look per Isola Capo…

Lug 21, 2020 Hits:1420 Crotone

Michele Affidato firma i …

Lug 16, 2020 Hits:1390 Crotone

Cerrelli: Crotone campo p…

Lug 07, 2020 Hits:1663 Crotone

“L’unita’ nella diversita’”, don Sacco e i lati oscuri dell’immigrazione in terra iblea

Padre Beniamino Sacco durante l'intervento di ieri sera

 

Quando parla, don Beniamino Sacco, parroco della chiesa Spirito Santo di Vittoria, va subito al sodo. Lo ha fatto anche ieri sera, a Ragusa, in occasione delle iniziative collaterali che stanno caratterizzando le celebrazioni in onore di San Giuseppe promosse dalla parrocchia SS. Salvatore, durante l’incontro tenutosi presso il salone di via Garibaldi, nel corso del quale è stata affrontata la tematica relativa a “L’unità nella diversità”, intervento inserito nel contesto del momento di festa e sensibilizzazione con le diverse etnie. Da anni, infatti, padre Beniamino si batte perché agli immigrati presenti nell’area iblea possa essere riconosciuta una piena dignità, senza sfruttamenti di alcun tipo. “In alcuni territori della nostra provincia, dove maggiore è la presenza di immigrati impiegati nelle colture intensive – ha denunciato – sta prendendo piede sempre di più la moda di quelli che io chiamo i “festini agricoli”. L’imprenditore fa lavorare l’immigrato, o meglio le immigrate, ma in cambio chiede attenzioni particolari, prestazioni a sfondo sessuale. Per sé e anche per gli amici”. Poi, don Beniamino ha raccontato un episodio crudo, che ha vissuto da protagonista. “A Scoglitti, ho denunciato un datore di lavoro, che è finito in galera – ha chiarito – perché utilizzava una donna immigrata in un modo disumano. Non solo la faceva lavorare sedici ore al giorno, pagandola venti euro ogni giornata, ma le aveva affittato un sottoscala dove la faceva dormire. In cambio, per la locazione, chiedeva cento euro alla settimana. Insomma, la donna era diventata debitrice del datore di lavoro. Una cosa disumana. Sono orgoglioso di avere mandato quest’uomo in galera. E manderò in galera tutti coloro che pretendono di calpestare così, come se nulla fosse, la dignità umana. E se qualcuno, come è stato fatto, mi fa sapere: “Dite a quel prete che la smetta sennò lo ammazziamo”, non importa. Io vado avanti. Gli altri ci appartengono, fanno parte della nostra famiglia. Pensate che ogni domenica, nella nostra parrocchia, a Vittoria, ospitiamo un prete rumeno che celebra con rito ortodosso. Noi celebriamo la nostra funzione religiosa sotto la tenda. A loro metto a disposizione l’edificio parrocchiale. E’ questo il senso dell’accoglienza”.

A partecipare all’iniziativa, ieri sera, anche i rappresentanti dell’associazione italo-rumena “Primo dicembre”. “Era opportuno – sostiene il parroco del SS. Salvatore, don Giovanni Pluchino – che venisse concretizzata una possibilità di confronto tra i nostri fedeli e padre Beniamino su un tema, quello dell’unità nella diversità, che ci riguarda tutti da vicino”.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI