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Lunedì, 04 Luglio 2022

Ragusani nel mondo: la storia di Gaspare Di Caro

gaspare di caro

 

La sua è un’arte decisamente particolare ma che ha già riscosso grande successo in varie parti del mondo. E’ definito il “pittore della luce” per la sua eccellente capacità di illuminare monumenti con un’arte che unisce due tecniche antichissime, la lanterna magica e la camera oscura. E’ il caso di Gaspare Di Caro, uno dei cinque premiati del premio “Ragusani nel Mondo” in programma il prossimo 3 agosto a Ragusa in piazza Libertà. La genialità di Di Caro ha rivestito di luce le opere d’arte di diverse metropoli mondiali. La sua ispirazione maggiore è quella di creare a Comiso, città di origine dei suoi genitori, corsi di luminografia con cui trasmettere un’arte di cui è uno dei pochi interpreti al mondo. Nato in Francia nel 1961 da genitori di origine comisana, ha vissuto e studiato a Nizza dove ha avuto modo di mettersi in contatto con diversi artisti di fama. In questo ambito ha affinato la sua propensione per l’arte e in particolare per lo studio della luce e il rapporto con lo spazio. La sua formazione è cinematografica, letteraria e plastica. Ha lavorato con Ettore Scola, girato due documentari con Eugene Ionesco e Italo Calvino. Vicino a Mauro Bolognini, Federico Fellini e Samuel Beckett, per il quale ha scritto la nuova versione dello script di "Film". Ha girato il mondo per poi fermarsi a Brasilia dove ha perfezionato la sua magica arte di luminografo, confrontandosi con la architettura di Oscar Niemeyer. Un’arte che unisce, come detto, due tecniche antichissime, la lanterna magica e la camera oscura, con cui si da rilievo ai particolari delle opere d’arte e dei monumenti. Le sue performance sono state ammirate in tutto il mondo, dalla Spagna alla Francia, dagli Stati Uniti agli Emirati Arabi, dal Sudamerica a Cuba. Da ricordare in particolare l’illuminazione del Cristo Redentore di Rio De Janeiro, la Cattedrale dell’Havana durante la visita del Papa, la Fontana di Trevi a Roma. Tra i suoi progetti futuri rientra quello di illuminare l’Arco di Trionfo a Parigi e nuovamente il Cristo Redentore di Rio durante i prossimi mondiali di calcio, oltre all’antico portale di San Giorgio a Ibla in forma permanente. Nel 2001 quasi per caso scopre e si innamora di Comiso, città dei bisnonni, che definisce il punto di incontro fra immaginazione, realtà e desiderio. Subito attratto dalla bellezza dei suoi monumenti, vuole mettere la sua arte al servizio di una comunità di cui sente orgogliosamente di farne parte, trasformando le bellezze in opportunità di ricchezza per la stessa. Con l’uso di lampade a basso consumo, Gaspare afferma che l’illuminazione dei monumenti e opere d’arte potrebbe trasformare le città in un palcoscenico permanente, esaltandone l’incanto e valorizzandone i prospetti, con richiamo notevole per turisti e visitatori.

cristo rio de janeiro

 

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