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Mercoledì, 25 Novembre 2020

“Medioevo… in che senso?” chiude con bilancio positivo

Il maestro Severini e alcuni partecipanti al laboratorio

 

Che rievocazione medievale sarebbe senza musica? Ci ha pensato il maestro Giuseppe Severini, liutaio proveniente da Randazzo dove ha dato vita ad una vera e propria casa della musica con annessa liuteria medievale, a fare immergere i visitatori di “Medioevo…in che senso?” in atmosfere d’altri tempi, grazie alla perfetta ricostruzione di strumenti che scandivano la quotidianità dei secoli bui. Partecipato e accattivante il laboratorio tenuto dal maestro ieri mattina nell’auditorium di Sant’Antonino, a Ibla, rivolto non solo ai musicisti e agli appassionati ma anche a chi si è avvicinato per la prima volta a questo mondo delle sette note così come lo vivevano i nostri antenati parecchio tempo fa. Severini ha eseguito alcuni struggenti brani con la Ghironda, uno strumento inizialmente molto in voga in Spagna e poi diffuso in tutta Europa, ancora in uso, dalla sua apparizione nel dodicesimo e tredicesimo secolo, sino alla fine del Settecento. Per non parlare del salterio che, proveniente dalla Persia, fu dapprima apprezzato dagli arabi mentre il suo utilizzo, in seguito, divenne d’uso comune anche presso le corti europee. E, ancora, la cetra, con cui Severini ha eseguito una canzone, forse la più antica conosciuta, risalente al secondo secolo dopo Cristo e proveniente dal Siam, senza dimenticare, ovviamente, lo strumento più utilizzato durante il periodo medievale, vale a dire il liuto. Le ricostruzioni degli strumenti fatte da Severini, esistendo pochissimi documenti, sono basate quasi tutte sulle miniature d’epoca o sulle immagini artistiche che è possibile reperire nelle chiese di tutta Europa. Un paziente e sapiente lavoro di ricerca che, non a caso, ha fatto diventare il maestro siciliano uno dei più apprezzati e ricercati specialisti di questo genere in tutto il mondo. Anche ieri, inoltre, numerosi visitatori hanno apprezzato le varie esposizioni a Sant’Antonino partecipando con entusiasmo alla caccia al tesoro medievale (in piazza Pola alcuni “concorrenti” hanno recitato il contrasto di Ciullo d’Alcamo con un’enfasi degna di Gassman) e alle passeggiate proposte dall’associazione SiciliAntica che ha portato i visitatori a scoprire le vestigia medievali dell’antico quartiere. “Questa edizione pilota, quasi un numero zero, definiamola così – chiarisce Clorinda Arezzo, presidente dell’associazione – ci ha regalato grandissima soddisfazione perché siamo riusciti nell’intento di divulgare cultura in maniera diversa dal solito. Molti tra i turisti che hanno affollato Ibla in questo fine settimana si sono avvicinati incuriositi alle nostre esposizioni chiedendo spiegazioni di vario tipo. E poi, ieri mattina, la presenza del maestro Severini ha innalzato ulteriormente il livello di questa iniziativa che ci teniamo senz’altro a ripetere”.

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