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Giovedì, 21 Ottobre 2021

Monterosso Almo - La reliquia del sangue del beato Wojtyla e gli ammalati

Gli ammalati, gli operatori Unitalsi e don Marco Diara

 

Un lungo, costante, speciale sentimento di emozione. E’ quello che ha attraversato gli oltre sessanta ammalati che, dinanzi alla reliquia del sangue del beato Giovanni Paolo II, si sono commossi, acclamando l’amato pontefice polacco. Una cerimonia speciale quella tenutasi ieri nella chiesa di San Giovanni a Monterosso Almo, animata dalla sottosezione Unitalsi i cui operatori hanno avuto cura di accompagnare i disabili, provenienti da Ragusa e Vittoria, e tutti coloro che, per malattie di vario genere, necessitavano di assistenza e avevano espresso la volontà di assistere alla toccante cerimonia religiosa. Quest’ultima, presieduta da don Nicola Iudica, vicario foraneo di Chiaramonte, con la partecipazione dell’arciprete, don Marco Diara, e del diacono Giovanni Agostini, è stata caratterizzata dal supporto musicale del coro parrocchiale di San Giovanni che ha “decorato” in maniera magistrale la “colonna sonora” della liturgia.

La reliquia del sangue del beato Wojtyla

 

Gli operatori sanitari Unitalsi, con lo stendardo della sottosezione di Ragusa, hanno aperto in processione la santa messa nel corso della quale don Iudica ha ricordato la figura del beato Giovanni Paolo II. “Una figura – ha detto – che ha dato molto alla Chiesa e il cui esempio, ancora oggi, può servire per sostenere chi è sofferente e ha bisogno d’aiuto. Lo stesso “carisma” che caratterizza l’attività dell’Unitalsi”. Don Diara, inoltre, si è soffermato sull’attenzione che i devoti, i fedeli ma anche semplici curiosi hanno avuto nei confronti della reliquia. “Da giovedì scorso a oggi – afferma l’arciprete – abbiamo accolto migliaia di persone che sono arrivate nel centro montano da ogni parte della nostra provincia e della Sicilia sud-orientale. Presenze da Palazzolo, da Siracusa, da Acireale. Perfino da Messina. Un grande affetto quello che i devoti ancora nutrono nei confronti del Papa polacco. E non caso a molte delle loro figlie è stato imposto il nome Carola, a volere perpetuare in maniera duratura questo ricordo”. I cinque giorni di presenza della reliquia del sangue del beato si concludono oggi. La reliquia già domani farà rientro in Vaticano, a Roma, da dove la stessa era stata condotta, giovedì scorso, nell’area iblea.

 Il diacono Agostini, don Iudica e don Diara

 

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