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Martedì, 09 Marzo 2021

Mostra-convegno su “Clemente Grimaldi e l'agricoltura iblea tra storia e prospettiva”

Grimaldi - Brogi

 

“Clemente Grimaldi e l'agricoltura iblea tra storia e prospettiva”. È questo il titolo di una mostra-convegno organizzata venerdì 5 aprile alle ore 18.00 a Palazzo Grimaldi (Corso Umberto I, 106) dalla Fondazione Grimaldi e dall'Unitre, con il patrocinio del Comune di Modica. Il convegno ricorderà la figura di Clemente Grimaldi (Modica, 1862-1915), agronomo di fama internazionale e organizzatore instancabile dell'agricoltura iblea, a 151 anni dalla nascita.

Interverranno lo storico Giuseppe Barone, presidente della Fondazione Grimaldi e preside della Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Catania, e l'agronomo Orazio Sortino, docente di Scienze agronomiche nel Dipartimento di Scienze delle produzioni agrarie e alimentari dell'ateneo catanese.

Al termine del convegno sarà inaugurata una mostra fotografica e documentaria, a cura di Benedetto Gugliotta, autore di un prezioso lavoro di inventario e catalogazione delle carte d'archivio custodite dalla Fondazione. La mostra, aperta fino al 20 aprile, esporrà immagini inedite, pubblicazioni rarissime, epistolari e manoscritti originali appartenuti a Clemente Grimaldi. Il percorso documentario, tra l'altro, illumina le fasi meno note della vita dell'agronomo, quali gli anni universitari a Portici e l'inedita avventura libica.

Rampollo di famiglia aristocratica, discendente dei Grimaldi di Genova che sin dal secolo XV avevano messo solide radici nella Contea di Modica, Clemente combatté gli effetti della “grande depressione” e della “crisi agraria” di fine Ottocento sul terreno della scienza attraverso interventi e proposte di razionalizzazione della produzione foraggiera, diffusione del credito agrario e dei concimi chimici, sviluppo della cooperazione, introduzione di macchine agricole e di nuove colture (ortaggi e primaticci), l’incremento dell’allevamento zootecnico, ibridazione dei vitigni con viti americane più resistenti (che egli stesso aveva sperimentato nei propri vivai di Cipolluzzi, Calamenzana e Fondolongo). Autore di centinaia tra monografie, saggi e articoli apparsi su riviste italiane ed estese, fece del richiamo alla competenza e alla professionalità, della critica pungente contro una politica economica che favoriva con alte tariffe doganali gli industriali settentrionali e la cerealicoltura a danno delle esportazioni agricole pregiate del Mezzogiorno, dell’invito ai produttori agricoli ad associarsi per ottenere dallo Stato interventi mirati a sostegno delle coltivazioni arboree, il leitmotiv di ogni suo scritto.

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