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Lunedì, 25 Ottobre 2021

Sul passaggio a livello di via paestum, “Ragusa in movimento” si schiera con il comitato “no al muro-passaggio sicuro”

“Anche noi ci schieriamo contro la realizzazione del muro in via Paestum. E forniamo pieno sostegno ai cittadini e ai commercianti della zona. Per un provvedimento che non solo risulta essere antistorico (avrebbe avuto, forse, un senso negli anni Novanta) ma che pregiudica anche questioni legate alla sicurezza per la mancanza di una via di fuga. E’ per questa ragione che sosteniamo il comitato cittadino “No al muro-Passaggio sicuro”. E faremo valere, per quanto rientra nelle nostre possibilità, le ragioni di tale scelta”. Mario Chiavola, presidente dell’associazione politico-culturale “Ragusa in movimento”, dirigente provinciale de “La Destra”, prende posizione dopo la riunione dell’altra sera nel salone della parrocchia San Giuseppe Artigiano nel corso della quale sono state definite le linee guida degli interventi che il comitato intende portare avanti. “Riflettiamo anche sul fatto, e questo è un elemento che come città dobbiamo tenere in considerazione – continua Chiavola – che la presenza delle ferrovie è fortemente compromessa. Addirittura, in questi ultimi giorni, Trenitalia ha annunciato che sopprimerà altre corse. Ci chiediamo, dunque, che senso avrebbe innalzare questo muro quando, invece, paradossalmente, sarebbe forse meglio disattivare la linea ferrata. Ma questo, è chiaro, noi non lo diciamo, però non possiamo non riflettere sul fatto che un minimo investimento deve essere previsto per garantire la piena sicurezza del passaggio a livello. Ad ogni modo, considerato che il tempo corre e che a palazzo di Città non ci sono ancora segnali univoci rispetto alle scelte da concretizzare per evitare la realizzazione di questo muro, anche perché il commissario straordinario ha dichiarato che ci sarà ben poco da fare anche per le sentenze sfavorevoli che hanno visto soccombere altri enti locali siciliani che si trovavano in una situazione simile, diciamo sin da ora che siamo disponibili a protestare sul posto e ad avviare, qualora si rendesse necessario, azioni di resistenza civile. E’ evidente che se si dovesse arrivare al muro contro muro è necessario fare sentire il più possibile la voce della cittadinanza”.

 

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