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Sabato, 04 Luglio 2020

Domani la festa liturgica di San Giovanni Bosco

Il parroco don Nino Aprile e il simulacro di don Bosco

 

Giornata clou, domani, giovedì 31 gennaio, per i solenni festeggiamenti in onore di San Giovanni Bosco. La parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice (Salesiani) di corso Italia a Ragusa, dopo il triduo predicato da don Antonino Aprile, ospiterà, a partire dalle 18, una concelebrazione eucaristica presieduta da don Pier Fausto Frisoli, salesiano, responsabile per l’Italia e il Medio Oriente. Con don Frisoli ci sarà l’occasione anche per confrontarsi sull’andamento della congregazione salesiana nel mondo, in Europa e in particolare in Italia. Don Frisoli sottolinea “come sia necessario leggere la storia dell'Europa e dell’Italia contemporanea con realismo senza farsi prendere e cadere né nella sindrome dei nobili decaduti (ricordando solo il passato), né in quella della vedova di Zarepta (non c'è più niente da fare, meglio lasciarsi morire). Il Signore ci sta parlando di queste situazioni: tasso di natalità molto basso, ideologie illuministe, marxiste, psicoanaliste, ed è qui che ci chiede di vivere e di essere testimoni della buona notizia. Ed è da qui che bisogna rivitalizzare il carisma, partendo dal di dentro delle nostre comunità. E’ il Signore che guida provvidenzialmente la sua Chiesa, è Lui il soggetto della pastorale: è lo Spirito Santo che guida la Chiesa e la conduce dove vuole”.

Ieri pomeriggio, intanto, la seconda giornata del triduo è stata molto partecipata dai fedeli con don Aprile che si è soffermato sulla figura di don Bosco prete dopo che lunedì aveva invece tracciato le linee della figura del santo come sognatore. Stasera, invece, il parroco parlerà di “Don Bosco apostolo della riconciliazione, dell’Eucaristia e della devozione a Maria Ausiliatrice”. Nel corso della celebrazione di ieri, officiata alla presenza di don Giorgio Occhipinti, cappellano dell’ospedale Civile di Ragusa, è stato evidenziato come Don Bosco abbia formato generazioni di santi perché ha richiamato i suoi giovani all'amore di Dio, alla realtà della morte, del giudizio di Dio, dell'Inferno eterno, della necessità di pregare, di fuggire il peccato e le occasioni che inducono a peccare, e di accostarsi frequentemente ai Sacramenti. Al termine della cerimonia i fedeli hanno posato per una foto ricordo con il loro parroco.

I fedeli e don Aprile dopo la cerimonia religiosa di ieri sera

 

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