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Domenica, 12 Luglio 2020

Il presepe vivente di Monterosso Almo continua ad ammaliare i visitatori con oltre ottomila presenze

Monterosso 2012 la Natività e l'insegnante Angela Amato

 

Ancora il pieno di presenze, domenica 30 dicembre e martedì 1 gennaio, a Monterosso Almo per la seconda e terza giornata di rappresentazione del presepe vivente. Visitatori provenienti da ogni parte della Sicilia, oltre ottomila seconda le stime degli organizzatori, hanno animato le caratteristiche viuzze col saliscendi del quartiere Matrice, il cuore antico di Monterosso, che ha pulsato grazie all’attività degli oltre centocinquanta figuranti dell’associazione “Amici del presepe” in grado di mettere in scena una delle edizioni più memorabili del presepe vivente, giunta quest’anno al ventottesimo appuntamento. Complici le belle serate, il 30 dicembre e il Capodanno si sono trasformati in momenti tutti da vivere per ammirare gli scorci nascosti del centro montano e per farsi catturare dalle decine e decine di scene abilmente ricostruite che hanno trasportato i visitatori indietro di decenni. Gli antichi mestieri sono stati il piatto forte della ricostruzione storica messa in piedi dagli “Amici del presepe” che, come sempre, hanno seguito con la massima attenzione tutti gli aspetti filologici, grazie ai quali nulla è stata lasciato al caso, ricostruendo i vari ambienti con una perfezione accurata, quasi maniacale, per quanto riguarda i dettagli. Ciò ha anche significato il recupero di centinaia di antichi oggetti ritrovati nelle case dei nonni, tramandati da una generazione all’altra. Il corteo, formatosi in piazza San Giovanni e poi radunatosi in piazza Sant’Antonio, dove è situato l’ingresso del presepe, ha potuto contare su un flusso continuo di persone rimaste estasiate dalla fucina del fabbro ferraio, dalla preparazione del pane, dalla “putia ro vino” in cui gli avventori hanno deliziato i presenti con le tradizionali nenie siciliane; senza dimenticare, ovviamente, l’artigiano che riparava le sedie realizzate con le fascine oppure il “cunzatore” di scope. C’erano, anche, l’intagliatore di flauti e le vecchie comari, interpretate da alcune giovanissime, che hanno reso nel modo più attraente possibile l’“arte” del pettegolezzo. Ma i visitatori sono rimasti ancora più estasiati non appena hanno messo piede all’interno della grotta dove, accanto al bue e all’asinello, la scena della Natività è stata ricostruita con grande perizia, complice anche l’aiuto fornito da una insegnante della scuola primaria, Angela Amato, seguendo i canoni della tradizione. Accanto a San Giuseppe e alla Madonna, anche la presenza dei tre Magi, seguiti da una corte di dignitari, che hanno reso più evidente il contrasto tra l’umiltà della nascita del Bambino Gesù e la magnificenza di vesti e doni regalati al Re dei Re.

Monterosso 2012 le comari

 

“La macchina organizzativa – afferma Paolo Tavano, presidente dell’associazione “Amici del presepe” – anche in queste due serate ha funzionato alla perfezione. E siamo stati in grado, con l’aiuto delle condizioni meteo che ci hanno favorito, di ammaliare le numerose persone che sono venute a trovarci, rimaste letteralmente catturate dall’atmosfera che si respirava. Il notevole afflusso su cui abbiamo potuto contare dimostra che il presepe vivente di Monterosso Almo continua a fare registrare una certa attenzione soprattutto nel contesto della Sicilia orientale. Speriamo di ripeterci anche per la prossima rappresentazione”. Il presepe vivente di Monterosso Almo, infatti, tornerà in scena domenica 6 gennaio, a partire dalle 17,30. Un’altra ghiotta occasione, dunque, per vedere all’opera i figuranti capaci di rendere al meglio la magnificenza del momento legato alla Natività.

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