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Martedì, 21 Gennaio 2020

Monterosso Almo - Boom di visitatori per il presepe vivente

Monterosso 2012 A putia ro vino

 

Oltre cinquemila visitatori hanno animato, mercoledì 26 dicembre sera, il primo appuntamento con la ventottesima edizione del presepe vivente organizzato dall’associazione “Amici del presepe” di Monterosso Almo. Un numero di presenze record per la prima rappresentazione di quest’anno che sarà replicata domenica 30 dicembre, l’1 e il 6 gennaio, con partenza della processione alle 17,30 da piazza San Giovanni e arrivo circa mezz’ora dopo, tra due ali di folla, nello spazio antistante l’ingresso al dedalo di viuzze che costituiscono il quartiere Matrice. Torna a battere il vecchio “cuore” di Monterosso Almo, la cittadina situata a 691 metri sul livello del mare, i cui abitanti, come sempre, hanno voluto contribuire in maniera attiva alla piena riuscita della rappresentazione anche alla luce del notevole numero di visitatori che, come ogni anno, accorre da queste parti per godere di una rievocazione curata nei minimi dettagli. “Anche le buone condizioni atmosferiche – dice il presidente dell’associazione, Paolo Tavano – hanno fatto la loro parte e così chi è venuto a trovarci ha potuto immergersi nella splendida atmosfera dei tempi andati. Oltre 130 i figuranti che si sono adoperati per la piena riuscita dell’iniziativa e che sentono addosso la responsabilità di fare bene per promuovere al meglio il territorio”. Fare rivivere lo spirito del presepe vivente di Monterosso Almo è la cosa che più sta a cuore a tutti i protagonisti della rappresentazione. “Giovani, meno giovani, uomini, donne, perfino bambini in tenera età – aggiunge Tavano – tutti vogliono contribuire alla migliore riuscita del presepe vivente. E si danno da fare nel pieno rispetto dei ruoli che a ciascuno di loro è stato assegnato”. E così c’è il “curdari”, il “firraru”, “a lavannara”, “u scarparu” ma anche il “conzapiatti” e le massaie che preparano il pane e la pasta. Per non parlare degli avventori alla “putia ro vino” che bevono e cantano, senza dare retta ad alcuno. Insomma, basta varcare la porta d’ingresso del presepe per calarsi in una speciale atmosfera natalizia. Resa ancora più gioiosa dalla degustazione di salsiccia e prosciutti, di ricotta e di tante altre leccornie che contrassegnano il cammino di chi vuole scoprire tutti i segreti di questo presepe. Sino ad arrivare alla grotta della Natività dove San Giuseppe e la Madonna, riscaldati dal bue e dall’asinello, tengono nel proprio grembo il bambino Gesù. Allietati dai pastori che stazionano all’ingresso del sacro luogo. Il tutto circondato da un silenzio che sembra quasi irreale. Scelta voluta per onorare il pargolo divino. Il quartiere “Matrice, fulcro degli sforzi organizzativi dell’associazione “Amici del presepe”, è riuscito anche stavolta ad emanare il proprio fascino, perpetuando un’atmosfera molto particolare con i vari figuranti chiamati a mettere in vita le rappresentazioni tipiche del tempo che fu.

Monterosso 2012 la grotta della Natività e il bambino

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