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Mercoledì, 20 Gennaio 2021

Nasce il Forum delle associazioni infermieristiche

La foto di gruppo

 

Le associazioni infermieristiche hanno deciso. Costituiranno un forum in provincia di Ragusa che avrà la caratteristica di comitato consultivo per fornire indicazioni al Collegio Ipasvi su tematiche specifiche riguardanti il pianeta infermieri e, più in generale, il mondo dell’assistenza infermieristica. E’ uno dei punti nodali emersi questa mattina durante i lavori della prima sessione del congresso provinciale del Collegio Ipasvi di Ragusa in fase di svolgimento sino a domani nell’auditorium San Vincenzo Ferreri di Ibla. A prendere la decisione, avallata dai vertici dell’Ipasvi, i rappresentanti di Cives (Giuseppe Occhipinti), Aico (Giovanni Refano), Simeu Area Nursing (Salvatore Rinzivillo) e Simti (Nuccio Zisa). “Una determinazione – afferma il presidente di Cives, Occhipinti – che abbiamo ritenuta opportuna perché ciascuna delle associazioni è specializzata in una branca specifica della professione e conosce quindi in modo più approfondito determinate esigenze di cui si farà portavoce”.

I lavori del congresso, dal titolo “L’infermiere: tra presente e prospettive future”, sono rivolti ai 1.800 infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari iscritti e operanti nell’area iblea mentre in tutta la Sicilia i numeri ammontano a circa trentamila associati, come ha messo in luce il coordinatore regionale dei collegi Ipasvi, Salvatore Feliciotto. “La nostra è una professione che si è evoluta proprio negli ultimi quindici anni – ha detto – e abbiamo ottenuto una serie di riconoscimenti normativi e deontologici che hanno dato vita ad un cambiamento radicale del ruolo, dello status, delle funzioni e della responsabilità dell’infermiere. Possiamo dire che oggi abbiamo degli infermieri esperti in processi innovativi e tecnologici, infermieri esperti in processi di qualità, altri esperti in formazione non solo sul campo ma anche in aula”. Feliciotto ha spiegato, però, che la professione ha rischiato, proprio in Sicilia, di subire un salto qualitativo all’indietro, scongiurato dalla legge n.1 del 2010. “Si sta muovendo pure qualche altra cosa – prosegue Feliciotto – per quanto riguarda, ad esempio, le posizioni organizzative o i Responsabili infermieristici dipartimentali. Seppure con qualche limite, sembra essere questo il futuro della nostra professione. Stiamo, inoltre, pressando per ottenere i necessari supporti, vale a dire gli operatori socio sanitari, senza cui l’infermiere rischia di portare avanti un lavoro avente solo carattere ausiliario e alberghiero”.

Il presidente del Collegio Ipasvi di Ragusa, Gaetano Monsù, ha tenuto a mettere in rilievo che “oggi, in un momento di crisi generalizzata, la professione infermieristica è tra le poche, anche nella nostra realtà locale, che riesce a garantire uno sbocco occupazionale. Magari non subito nel nostro territorio, bensì in altre realtà, ma col tempo si riesce a raggiungere, vicino casa, una dimensione professionale adeguata che costituisce motivo di soddisfazione per quanti hanno deciso di imboccare questa strada”.

 

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