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Sabato, 15 Agosto 2020

Tanti fedeli a Ibla stretti attorno al simulacro della Madonna Addolorata

L'Addolorata subito dopo l'uscita

 

Assistere al lento incedere del simulacro della Madre piangente tra i monumenti Unesco, con le viuzze cariche di fascino e suggestione a fare da cornice e con fedeli in processione, tutti in ossequioso silenzio, a punteggiare ogni tratto del cammino, è un’emozione singolare. Che è possibile ritrovare solo nella festa solenne dedicata all’Addolorata di Ibla. Qui la carica di spiritualità e il misticismo della fede sono un tutt’uno. Elementi che, ogni anno, si ritrovano per scandagliare meglio le sottili sfumature del credo di ognuno. E non è un caso che l’avvenimento religioso in questione sia tra i più antichi dell’antico quartiere di Ragusa. Anche quest’anno, la processione che è partita dalla chiesa di Santa Maria dell’Itria non ha tradito le attese, raccogliendo attorno a sé un consistente numero di devoti, gli stessi che hanno preceduto il simulacro della Vergine con i ceri, accompagnando il fercolo tra i vicoli e le viuzze. In piazza della Repubblica, sistemato il simulacro dinanzi alla chiesa delle Anime sante del Purgatorio, è stato possibile assistere ad una prima fase dello spettacolo pirotecnico, appena prima della fase centrale della processione. Un rito sacrale ripetutosi ieri pomeriggio all’uscita dall’edificio di culto, restaurato di recente, e caratterizzato da una vera e propria esplosione di gioia. Poi, il momento della riflessione che ha sostenuto quanti percorrono la strada del dolore, come quello dell’Addolorata che soffre per il Figlio morto sulla Croce.

L'uscita del simulacro

 

Attenzione rivolta verso i canoni della crescita spirituale che accompagna ogni devoto come è stato sottolineato dal parroco, don Gino Scrofani, durante lo svolgersi della processione, ma anche dal sacerdote Salvatore Mallemi durante la celebrazione della santa messa. “La festa della Madonna Addolorata – ha detto – ci ricorda la necessità della nostra conversione. Quando noi guardiamo alla Madonna che piange ai piedi della Croce, come ci ha insegnato Papa Giovanni Paolo II, siamo invitati alla conversione. Le lacrime di Maria sono lacrime di preghiera, di speranza, di consolazione. E i cristiani, guardando queste lacrime, sono spronati a vivere una fede che è fatta non di sole parole ma di vita concreta”. Il momento solenne dei festeggiamenti che, per tutta la settimana, hanno animato il fervore religioso di un’intera zona di Ibla, è stato seguito con estrema partecipazione dai fedeli che hanno rinnovato il proprio affetto nei confronti della Madre piangente. Accompagnato dal corpo bandistico “San Giorgio” di Ragusa, il simulacro ha fatto rientro in chiesa dopo circa due ore. Prima del rientro, lo spettacolo pirotecnico ha riempito il cielo della zona nord di Ibla di speciali immagini coreografiche.

La processione di ieri pomeriggio

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