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Domenica, 09 Agosto 2020

L’attività fisica può svolgere la funzione di farmaco

Iachelli, Padua, Palma, Romano, Gozzo

 

Anche l’attività fisica può avere la funzione di un farmaco. A patto che sia ben dosata e soprattutto prescritta dopo l’attenta valutazione di un medico dello sport. E’ uno degli elementi più interessanti emersi ieri sera a conclusione del convegno medico di aggiornamento tenuto nei locali della Scuola regionale di sport della Sicilia con sede a Ragusa. Promosso dal comitato provinciale della Federazione italiana di atletica leggera, con il coordinamento scientifico della Farmacia Guccione di via Carducci, l’appuntamento ha visto la presenza dei presidenti regionale e provinciale Fidal, rispettivamente Paolo Gozzo e Adolfo Padua, oltre ad Antonio Palma, presidente del corso di laurea in Scienze e tecniche dello sport, che si è occupato di coordinare e moderare i lavori. Il presidente provinciale della Fmsi, la Federazione medici sportivi italiani, Gaetano Iachelli, ha comunicato che l’area iblea, assieme a Enna Palermo e Messina, è stata inserita (oltre alla Sicilia anche le province di altre tre regioni italiane) in un programma ministeriale teso a testare proprio la valenza dell’attività fisica come farmaco nelle patologie cibo correlate. “Si tratta di un progetto – ha sottolineato Iachelli – che ci consentirà di mettere in luce, ancora di più, testandolo scientificamente, la validità di un percorso che andiamo sostenendo da tempo”. Un esempio? “Un soggetto con diabete di tipo due – continua – può essere sottoposto, dopo la valutazione del medico dello sport, ad una terapia con tre giorni dedicati all’esercizio fisico da effettuare con una determinata intensità, come potrebbe essere il settanta per cento della frequenza cardiaca. E’ chiaro che queste valutazioni sono poi soggette ad ulteriori disamine per verificare che riscontro il paziente abbia ottenuto”.

L’incontro di ieri era rivolto essenzialmente agli sportivi e ai dirigenti dello sport. I quali hanno seguito con particolare interesse la relazione del medico nutrizionista Aronne Romano che, parlando dell’alimentazione pro zona e della sua applicazione nello sport, ha smentito che la stessa sia basata su un iper rapporto proteico quanto piuttosto su un rapporto equilibrato tra carboidrati e proteine. Un mix equilibrato che determina effetti positivi sulla salute, sulle prestazioni oltre che sul recupero degli infortuni. Diverse esperienze in ambito sportivo nazionale ed internazionale hanno consentito di testare l’importanza di questo tipo di dieta nella prevenzione o nel recupero degli infortuni, riducendo le infiammazioni e portando il necessario beneficio nelle circostanze più delicate.

Il convegno alla scuola dello sport

 

 

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