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Lunedì, 24 Gennaio 2022

Passata anche da Ragusa la Targa Florio

Il transito da via Roma

 

Un tuffo negli anni ruggenti. Quando costruire un’auto era un’arte. Quando assemblare un motore richiedeva una passione senza pari. Regalando emozioni uniche. Le stesse emozioni provate da chi, ieri pomeriggio, ha visto sfilare i veri e propri gioielli a quattro ruote che stanno animando la XXII edizione del Giro di Sicilia – Targa Florio organizzato dal Veteran Car Club Panormus. Edizione che, in provincia di Ragusa, ha usufruito del supporto tecnico del Veteran Car Club Ibleo. L’appuntamento del centenario ha contemplato la partecipazione di automobili che definire tali forse è limitativo trattandosi di pezzi pregiati che hanno fatto la storia delle quattroruote. In piazza Libertà la verifica tecnica: qui sono transitate, per la gioia degli appassionati, Lancia Appia del 1957, Alfa Romeo Tr Super del 1933, Talbot AV 95 del 1934, Jaguar XK del 1957, Porsche 356 Speedster del 1956 e tanti altri modelli di richiamo. Ma gli occhi di tutti sono stati puntati sulla Scat Type C racer del 1911 che ha dato vita ad un contrasto suggestivo e affascinante con il contesto circostante, i palazzi del centro storico superiore. L’auto guidata dall’inglese Andrea Howe-Davies, con co-pilota Peter Bartley, è stata la più applaudita oltre ad essere la stessa che, nel 1912, vinse la prima edizione della Targa Florio sull’intero periplo della Sicilia. “Un momento di grande richiamo per i cultori delle quattroruote ma anche per i semplici curiosi – commenta il segretario del Veteran Car Club Ibleo, Antonino Provenzale – siamo onorati dal fatto che anche Ragusa abbia potuto ammirare questi prodigi della tecnica. Sono automobili che non è facile poter trovare da queste parti. Il transito di ieri rimarrà a lungo negli annali della storia del nostro club oltre che delle vicende motoristiche della città capoluogo”.

Una Mercedes Benz cabriolet del 1955

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