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Venerdì, 22 Febbraio 2019

Due comunità che si uniscono. E che hanno così celebrato in maniera congiunta i festeggiamenti esterni in onore dei santi apostoli Pietro e Paolo. Molti i fedeli che non hanno voluto mancare a un evento che si verifica una volta all’anno e che, per questo motivo, assume un significato spirituale molto speciale. Stiamo parlando dell’incontro tra i due simulacri sul sagrato della chiesa del Sacro Cuore (Gesuiti) concretizzatosi dopo che ciascuno tra questi, in processione, era arrivato dalla propria parrocchia con al seguito i propri devoti. I sacerdoti delle due chiese, il parroco don Gino Ravalli per San Pietro, il parroco don Mauro Nicosia per San Paolo, assieme agli altri sacerdoti (don Giovanni Nobile e il parroco del Sacro Cuore, don Marco Diara) che hanno partecipato a questo speciale momento, hanno così inteso fornire una caratterizzazione particolare alla fase di preghiera che ha coinvolto i numerosi presenti. E per l’occasione i sacerdoti hanno benedetto la folla di fedeli in concomitanza con il relativo incontro. Un momento di grande suggestione come hanno voluto ricordare i sacerdoti presenti parlando di una festa che assume un significato rilevante proprio perché il confronto tra due comunità di fedeli simboleggia il voler ricercare sempre e costantemente la costruzione di ponti, così come, tra l’altro, auspicato da Papa Francesco. I due simulacri, in processione, sono poi andati avanti assieme per un tratto di strada, lungo viale dei Platani. Un altro momento da annotare che, non a caso, ha visto la presenza di molte persone al seguito. I due simulacri, quindi, hanno fatto ritorno verso la propria parrocchia seguendo un percorso già definito e che ha toccato le varie zone del proprio popoloso territorio. Anche quest’anno, i solenni festeggiamenti in onore dei santi apostoli Pietro e Paolo hanno richiamato, con vari appuntamenti, numerosi parrocchiani. Al rientro in chiesa dei simulacri, nelle rispettive parrocchie, le due comunità hanno dato appuntamento ai fedeli per i festeggiamenti del prossimo anno, il 2019.

 

 

 

Stringono. Modellano. Costruiscono. Creano. Le mani sono un ponte tra il pensiero e la capacità di agire sulla materia, di trasformare l'ambiente circostante. Alle mani operose degli uomini della terra iblea il fotografo e regista Giovanni Caccamo dedica una mostra dal titolo "Mani di questa Terra", che sarà ospitata nella prestigiosa sede della Fondazione Grimaldi in Corso Umberto I, 106 dal 28 giugno al 12 agosto.
 
La mostra, affiancata da eventi collaterali che intendono promuovere l'identità territoriale e i suoi valori, è organizzata da Sava & Sava communication con il coordinamento di Salvatore Curcio e Concetto Iozzia e il patrocinio dell'Associazione culturale Franco Ruta.
 
All'inaugurazione, che si terrà giovedì 28 alle ore 20 (preview per i giornalisti alle ore 18), interverranno l'autore Giovanni Caccamo, il presidente della Fondazione Grimaldi Giuseppe Barone, la scrittrice Lucia Trombadore e Giuseppe Savarino direttore di Sava & Sava communication.
 
Caccamo ha iniziato la carriera di fotografo per l'agenzia Grazia Neri di Milano. In seguito si è dedicato alla regia di trasmissioni televisive di successo in onda in prima serata sui canali Rai e Mediaset. Regista di spot ed eventi per aziende automobilistiche, bancarie, tessili e di telecomunicazioni italiane ed estere, è autore di libri e mostre fotografiche in tutta Italia.
 
In "Mani di questa Terra" l'autore espone oltre trenta scatti in bianco e nero che immortalano mani di contadini e artigiani solcate da rughe, callose per la fatica del lavoro, impegnate in abili gesti tramandati da un'antica sapienza. Il suo intento, come scrive Lucia Trombadore nel testo che accompagna la mostra, non è tanto quello di rendere esplicito «il dato descrittivo dell'operazione artistica, cioè l'archiviazione memorialistica di mestieri perduti, di abilità in estinzione, di oblio della tradizione». Ma, piuttosto, quello di esprimere un «dato simbolico e ontologico»: le qualità e le capacità che si esprimono attraverso la manualità, cioè quella «speciale mistura di intelligenza e funzionalità, espressività e sensibilità, elaborazione ideale e manipolazione materiale, attraverso la quale il mondo umano [...] si trasforma in un ambiente prodigiosamente plasmato dall'immaterialità dello spirito e dalla corporeità della mano».
 
Sono previsti, inoltre, quattro eventi (l'8, il 15, il 22 e il 29 luglio alle ore 20) dedicati all'importanza che saperi, mestieri e tradizioni iblee hanno avuto nel lavoro di talenti che onorano il nome di questa terra in tutto il mondo. La mostra potrà essere visitata dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 16 alle 20.

Quando manca ancora qualche giorno alla celebrazione della solennità della Natività di San Giovanni Battista, è tornata a ripetersi, ieri pomeriggio, nella chiesa commendale di Chiaramonte Gulfi, una singolare cerimonia che ha coinvolto la confraternita di Maria Santissima della Misericordia e il comitato della Cattedrale di Ragusa. Il rito è stato consumato sotto il segno del Battista, all’insegna del comune protettore. A celebrare la santa messa il parroco della Cattedrale, il sacerdote Giuseppe Burrafato, naturalmente con la partecipazione dei componenti dei due comitati. Un gemellaggio molto sentito, consumato alla presenza dei fedeli chiaramontani i quali, ogni anno in questo stesso periodo, si ritrovano nell’attesa che i solenni festeggiamenti del precursore entrino nel vivo. Dopo la recita del Rosario e la coroncina di lodi al santo, oltre alle litanie cantate, la santa messa è servita per entrare pienamente nello spirito della festa. Sono state tratteggiate, tra l’altro, le peculiarità del Battista. Sono state ricordate le parole di padre Giuseppe Barbera, rettore della chiesa commendale, scomparso lo scorso anno. “Massimo profeta – diceva padre Barbera parlando di San Giovanni – apostolo zelante e primo tra i nati da donna. Angelo purissimo che ci ha indicato la via maestra”. E non è mancata la benedizione con la reliquia del santo protettore. La confraternita Maria Santissima della Misericordia sta intanto preparandosi per celebrare la solennità della patrona che si terrà mercoledì 20 giugno. Prima, però, oggi, martedì 19 giugno, alle 18,30 ci sarà la recita del Santo Rosario, la coroncina di lodi a San Giovanni, le litanie cantate e, a seguire, la celebrazione eucaristica presieduta da frate Antonino Catalfamo, animata dal Terz’ordine francescano e dall’associazione Alba Chiara onlus, quindi la benedizione con la reliquia del santo protettore. Alle 20,30, nella chiesa commendale, l’inaugurazione della mostra “San Giovanni nella devozione popolare”, esposizione di antiche statuette del Battista, visitabile dal 19 al 22 giugno. Dal 20 giugno, invece, sarà possibile ammirare l’allestimento artistico della scalinata di via San Giovanni, realizzata in collaborazione con “Cantine Mortilla”. Mercoledì 20 giugno, quindi, festa di Maria Santissima della Misericordia, patrona della confraternita, il corpo bandistico Alessandro Scarlatti percorrerà le vie della città con visita alla chiesa di Santa Maria di Gesù. Alle 18,30 la recita del Rosario, la coroncina di lodi a San Giovanni, le litanie e quindi la celebrazione eucaristica presieduta dal predicatore padre Giovanni Matera op animata dalla confraternita, affidamento alla Madre della Misericordia. Poi, la benedizione con la reliquia di San Giovanni. Al termine marce in piazza San Giovanni. Alle 21 l’accensione dell’artistica luminaria di piazza San Giovanni.

Lo straordinario rapporto tra gli autori e i propri lettori. Un rapporto tangibile, che nasce nelle piazze del festival “A Tutto Volume” di Ragusa. Un rapporto unico, “meraviglioso”, come ha dichiarato la pluripremiata scrittrice spagnola, amatissima in Italia, Clara Sanchez, diverso da “quello solito del comodino”. Un’alchimia speciale. È anche questo il segreto del successo del festival letterario più a Sud d’Italia che, celebrando la nona edizione con l’ideazione e la direzione artistica di Alessandro Di Salvo, si è concluso ieri sera a Ragusa Ibla, nella storica piazza Duomo, con il partecipatissimo incontro con Paolo Mieli. Scrittori come rockstar: in migliaia, anche ieri per la terza giornata del festival, hanno preso parte ai numerosi incontri con gli autori, nelle piazze, nei palazzi nobiliari, negli incantevoli spazi dei giardini pubblici, riscoprendo luoghi che non sempre sono della cultura ma che lo diventano proprio grazie al festival. L’incontro conclusivo con Mieli è divenuto una vera e propria lezione di storia che, partendo dalla presentazione del suo libro “Il caos italiano”, ha riepilogato le tappe salienti dell’Italia, “l’unico paese dove si è sempre pensato di stare insieme e mai di dividersi in civiltà”. L’obiettivo è quello di rivisitare il passato per riflettere sul presente e provare a capire le origini dei nostri mali. Poco prima, in piazza Pola, l’intervento della giornalista Rai, Tiziana Ferrario, ha auspicato una maggior presa di coscienza delle donne nella vita politica e sociale del Paese, mentre nell’auditorium Ferreri, Vincenzo Visco ha parlato di evasioni fiscali, tasse e riforme, temi ben diversi dall’incontro ai giardini iblei con Mirko Zilahy e Gian Mauro Costa che hanno suggerito i segreti per scrivere un giallo di successo.

 

Affollati e interessanti anche tutti gli altri incontri con Massimo Bubola, Vito Mancuso, Giorgio Ieranò, Francesco Riva, Filippo La Porta protagonisti ieri dell’ultima giornata dopo il pienone di sabato, a Ragusa superiore, con tanti altri autori, da Annamaria Testa a Gianluigi Nuzzi, da Davide Rondoni a Vincenzo Imperatore, da Silvia Truzzi a Saverio Raimondo, ad Aldo Cazzullo. Il festival ha accolto anche i lettori che hanno scelto di raggiungere Ragusa utilizzando il treno speciale con carrozze storiche partito da Siracusa così come tanti appassionati lettori sono arrivati da tutta la Sicilia e da varie città italiane per un week-end di vacanza tra mare e libri. “Ancora una volta grandissima partecipazione, numeri sempre in crescita e l’obiettivo nuovamente centrato di avvicinare gli autori ai lettori, mettendo il libro al centro di una vera e propria festa”, commenta entusiasta il direttore artistico Alessandro Di Salvo che, dando appuntamento alla decima edizione ha voluto salutare e ringraziare i numerosi migranti richiedenti asilo che hanno offerto gratuitamente il proprio lavoro a supporto della logistica del festival. Da segnalare anche una mappa dedicata al food che ha permesso ai visitatori, nei tre giorni della manifestazione, di scoprire prodotti tipici e locali del centro storico di Ragusa superiore. "A Tutto Volume" è promosso dalla Fondazione degli Archi con il sostegno di Siae - Società Italiana degli Autori ed Editori, dell’Assemblea Regionale Siciliana, del Comune di Ragusa, della Camera di Commercio del Sud Est, della Banca Agricola Popolare di Ragusa e di altri numerosi partner privati.

 

Inaugurato nel fine settimana, con un vero e proprio bagno di folla, il concept store Separé a Scicli. Sulle note jazz di un romantico giradischi e sullo sfondo del giardino di carrubi, la passeggiata Aleardi, lungo l’antico torrente in pietra, si è arricchito di una perla, una boutique di ricercatissimi oggetti, accessori, complementi e preziosi delle più affascinanti firme dell’artigianato italiano. Hand design e abbigliamento sartoriale, abitano da oggi gli archi dell’ottocentesco Palazzo Favacchio, di recente rinato grazie alle cure del magnate Patané, allestito tra sedute Decò e pezzi vintage, come la bellissima camiciaia vintage. Simona e Marika hanno viaggiato in lungo e in largo, su e giù per l’Italia, per trovare gli artigiani con le storie più belle, dipinte su un piatto vintage o incise su un anello di design. Sabato sera è stata festa in città, dove le basole della passeggiata Aleardi sono state un’involontaria passerella, per signore di raffinata eleganza e personalità modaiole, un’accoglienza eccezionale per il neonato Separé, che d’altra parte vanta una ‘discendenza nobile’, parente com’è della nota galleria Quam, dunque molto vicino al mondo dell’arte.

Cosa propone questo concept store? I metalli che diventano preziosi, nella grande varietà di bigiotteria e accessori per donna, i tessuti degli zaini casual o dell’abbigliamento, con tagli imprevedibili e disegni unici, le essenze e i profumi spalmabili, proposte in confezioni di una certa nobiltà ritrovata, le meravigliose meduse in vetro colorato, dei maestri vetrai, e ancora i detti della nonna che arredano la tavola, nella nuova interpretazione di piatti in lamiera. Un piccolo mondo fantasioso, che a Scicli trova una naturale affinità con l’identità culturale e internazionale, un progetto di ampio respiro, che offre un luogo per l’alto artigianato, quello presente e quello in arrivo, per come promette la giovane proprietaria Simona, che svelerà firme e artigiani un poco alla volta, “per rendere sempre dinamica e nuova la proposta”.

Un luogo intenso, che suggestiona l’ospite con interventi artistici, come quello dell’artista Francesco Rinzivillo, sulle superfici dei grandi separé e delle vetrine, ma anche con scorci della piccola corte interna e persino un ingresso privato per gli ospiti del palazzo, oggi il più lussuoso albergo della città. Anche il progetto del ‘contenitore’ Separé, vanta ‘scelte firmate’, e si vede nei diversi arredi disegnati ad hoc per la boutique, come ad esempio i corpi illuminanti, o nella selezione degli arredi vintage, ma anche i percorsi disegnati dai tanti separè, in legno o in tessuto.

Anche per il notevole seguito che ha suscitato sui social, questo posto sembra essere la novità di Scicli, almeno per questa prossima stagione estiva, una tappa obbligatoria dunque, per tutti quelli che vogliono sempre essere aggiornati sulle novità di questa parte di Sicilia!

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