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Lunedì, 25 Marzo 2019

E’ stato il vescovo della diocesi di Ragusa, mons. Carmelo Cuttitta, a presiedere la messa vespertina conclusiva legata al rito delle quindici visite alla Madonna di Lourdes, celebrazioni tenutesi nella rettoria chiesa di San Michele arcangelo, nel cuore del centro storico superiore della città capoluogo. Le visite avevano preso il via lo scorso 11 febbraio secondo un programma ben articolato e si sono concluse dopo quindici giorni. Ognuna tra queste è stata caratterizzata dalla celebrazione della santa messa e, a seguire, dalla processione “aux flambeau” attorno alla chiesa da parte dei fedeli presenti. A proposito di fedeli, c’è da dire che la celebrazione tenuta dal vescovo Cuttitta, che ha messo in rilievo la figura di Bernadette e il suo interagire, con grande umiltà e semplicità, con la Signora vestita di bianco che le appariva all’interno di una grotta, è stata molto partecipata a testimonianza di come questo culto verso la Madonna di Lourdes sia particolarmente sentito. Il rettore di San Michele è don Giuseppe Cabibbo. La serata conclusiva delle celebrazioni è stata animata dai volontari della sottosezione Unitalsi di Ragusa che possiedono, per carisma, una devozione particolare nei confronti della Vergine di Lourdes visto che periodicamente accompagnano i malati con treni speciali proprio nel santuario francese. Sono state giornate molto intense sul piano spirituale servite a rinsaldare la devozione dei fedeli nei confronti della Madonna di Lourdes. Parecchia attenzione, poi, è stata fatta dal punto di vista della cura ecologica della zona visto e considerato che l’impresa ecologica Busso Sebastiano, che gestisce il servizio di igiene ambientale in città, ha avuto modo di effettuare un’azione di pulizia straordinaria nelle aree interessate dagli eventi religiosi in questione.

 

 

Il Duo Bechstein, composto dai pianisti Laura Beltrametti ed Ennio Poggi, si è esibito ieri sera al Teatro Don Bosco di Ragusa per il decimo appuntamento della 24° Stagione Concertistica Internazionale “Melodica”, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ragusa con la direzione artistica della pianista Diana Nocchiero.

Si tratta di un duo nato nel 1991 formato da due professionisti di chiara fama che in questi lunghi anni ha imposto la propria presenza in una serie di recital in Italia ed all’estero. Il programma eseguito è stato dedicato alle danze, dal valzer al tango per concludere con lo spettacolare Bolero di Ravel.

Il duo ha suonato in modo impeccabile con indiscutibile padronanza tecnica e accortezza nello studio del tocco e dei colori, oltre ad un’eccezionale sensibilità. Beltrametti e Poggi hanno dimostrato di essere due grandi esecutori suonando con grande espressione e sempre con una profonda intesa, sia musicale che emotiva, passando con disinvoltura e maestria dal maggiore al minore, da sonorità sognanti a ritmi scalpitanti.

Moltissimi i momenti di puro virtuosismo così come quelli di pura poesia che hanno incantato il pubblico venuto al concerto nonostante le avverse condizioni meteorologiche.

Applausi a non finire e tanti complimenti ai due esecutori che hanno concluso una serata che resterà nella memoria dei presenti con un bellissimo bis.

La 24^ stagione concertistica internazionale Melodica prosegue sabato 9 marzo con “Miniature e Danze”, protagonista il celebre pianista Michel Benhaiem. È possibile acquistare i biglietti in prevendita presso la Libreria Ubik Terramatta e al botteghino del Teatro lo stesso giorno del concerto. L’ingresso in sala sarà come sempre alle ore 20.00, con inizio del concerto alle ore 20.30. Il prezzo del biglietto è di 10€, ridotto 5€ per studenti fino ai 25 anni di età (bambini al di sotto degli 8 anni entrano gratuitamente).

I sessantuno anni di attività lionistiche in provincia di Ragusa sono stati i veri protagonisti dell’annuale charter del Lions Club Host di Ragusa, svoltosi durante la giornata di domenica 17 febbraio all’interno dell’incantevole cornice della Locanda Gulfi, nel territorio del Comune di Chiaramonte. Il Club Lions Host di Ragusa, con a capo il proprio presidente, dottor Salvatore D’Amanti, ha voluto celebrare in grande stile il 61° anno della nascita del club.

Una tappa fondamentale per tutti i soci che con spirito di appartenenza hanno dato corso, anno dopo anno, ad un numero considerevole di azioni concrete volte al bene della comunità. In un periodo storico in cui aumenta sempre di più l’esigenza di contare su uomini e donne capaci di superare gli egoismi per affrontare insieme le tante solitudini che ci affliggono, il lavoro svolto dai soci di tutti i Lions Club è quello di offrire ai meno fortunati un po’ di amore, luce e speranza nel domani. Tra i vari presenti al charter numero sessantuno, non sono voluti mancare alcuni ex presidenti: Vincenzo Adamo, Salvatore Burrafato, Vincenzo Gurrieri, Armando Tavormina, Francesco Caruso, Riccardo Roccella, Giovanni Nicosia, Rosario Tumino e Giuseppe Lembo.

All’interno del suo sentito intervento, l’attuale presidente, il dottor Salvatore D’Amanti, ha voluto rivolgere un affettuoso riconoscimento a tutti gli ex presidenti, i soci e le loro famiglie che, dal lontano 5 febbraio 1958 ad oggi, hanno aderito al Lions Club Host di Ragusa, contribuendo al suo prestigio: “…Ciascun presidente si è sempre sforzato di operare in piena armonia con i soci senza mai perdere di vista il raggiungimento di obiettivi e la realizzazione di progetti ambiziosi, che sono stati possibili grazie soprattutto alla compattezza e al comune sentire dei nostri iscritti”.

L’appuntamento del 61° charter è stata anche l’occasione per presentare i progetti futuri e quelli invece già realizzati nel corso dell’ultimo anno. Grande attenzione è stata data al progetto “L’ambulatorio solidale” e al prossimo Lions Day. Il primo, che prenderà il via a breve, ha già ottenuto la disponibilità da parte di tutti i medici Lions del club di Ragusa; il Lions Day invece, il giorno di circoscrizione del Club, si svolerà quest’anno a Scicli nella giornata del 10 marzo. A conclusione dell’incontro il presidente D’Amanti ha voluto terminare ringraziando nuovamente tutti i soci “…per quanto abbiamo finora realizzato ringrazio il direttivo e tutti coloro che hanno collaborato nel portare avanti il programma con spirito di abnegazione e con impegno lionistico”.

“Maria ci mostra la nostra vocazione: non abbiate paura di divenire santi, apritevi semplicemente all’amore che vi è offerto e porterete così l’amore al mondo. Maria è la creatura realizzata agli occhi del Signore, è figura e madre della Chiesa. Possiamo affidarci a Lei e Dio farà di noi i suoi figli”. Così il direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute di Ragusa, don Giorgio Occhipinti, ha chiuso, ieri sera, nella chiesa di San Michele arcangelo, le iniziative dedicate all’edizione 2019 della Giornata del malato. Nell’ambito dell’appuntamento denominato “Sui passi di Bernadette”, prima, in Cattedrale, c’è stato il raduno di medici, operatori sanitari, associazioni di volontariato sanitario e parrocchiale che hanno voluto animare l’itinerario spirituale attraverso la storia e la vita di Santa Bernadette, la veggente di Lourdes. Dalla Cattedrale, poi, ci si è spostati per la celebrazione eucaristica nella chiesa di San Michele, dove è coltivato un particolare culto nei confronti della Madonna di Lourdes, caratterizzata dalla preghiera di affidamento dei malati alla Vergine. La santa messa, che ha visto partecipare numerosi fedeli, i quali hanno reso onore alla Madonna con le fiaccole, come nello stile del santuario francese, è stata animata dalla cappellania ospedaliera e dai volontari dell’Avo. “Non si tratta di soffrire sulla terra con rassegnazione per poi ottenere la felicità dopo la morte – ha spiegato don Occhipinti – L’altro mondo comincia qui ed ora. Per quanti si chiudono nell’egoismo l’inferno è già qui e per chi apre il proprio cuore all’amore di Dio, il paradiso è già presente. Nella miseria del Cachot dove abitava nel 1858, Bernadette conosceva la gioia vera dell’amore vissuto in famiglia. Più tardi dirà: ‘Sono più felice sul mio letto di sofferenza con il mio Crocifisso che una regina sul suo trono’. Il segreto della felicità sta nell’accogliere a poco a poco, anche attraverso le delusioni, le sconfitte e la sofferenza, lo sguardo e la chiamata di Colui che ci ha amati sino alla fine”.

 

Sono stati molto numerosi i fedeli che, durante la giornata di ieri, hanno voluto rinnovare il proprio patto di devozione con San Biagio, patrono di Comiso. Durante la festa liturgica, nella rettoria sono state celebrate ben nove messe che hanno dato modo ai devoti di prendere posto all’interno dell’edificio di culto e di assistere alle celebrazioni in onore del vescovo martire. A conclusione di ogni messa, è seguito il rito della benedizione della gola compiuto dai sacerdoti, come da immemore tradizione, con due candele incrociate. Un rito significativo e simbolico che i fedeli hanno animato in numero consistente. Il momento liturgico, dunque, è perfettamente riuscito. Nelle aree interessate dalla festa, poi, l’impresa ecologica Busso Sebastiano, che gestisce il servizio di igiene ambientale sul territorio comunale casmeneo, ha effettuato un’azione di pulizia straordinaria, rendendo i luoghi delle celebrazioni più decorosi del solito. Il martire Biagio è ritenuto dalla tradizione vescovo della comunità di Sebaste in Armenia al tempo della "pax" costantiniana. Il suo martirio, avvenuto intorno al 316, è perciò spiegato dagli storici con una persecuzione locale dovuta ai contrasti tra l'occidentale Costantino e l'orientale Licinio. Nell'VIII secolo alcuni armeni portarono le reliquie a Maratea (Potenza). Avendo guarito miracolosamente un bimbo cui si era conficcata una lisca in gola, è invocato come protettore per i mali di quella parte del corpo. San Biagio è venerato in diverse città della diocesi di Ragusa ed è patrono, oltre che della città di Comiso, anche di quella di Acate.

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