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Martedì, 17 Settembre 2019

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La festa è riuscita. Lo testimoniano le numerose presenze, nonostante le condizioni meteo non proprio favorevoli (vento e freddo). E un messaggio ricco di contenuti. Un messaggio che parla della figura di San Giuseppe artigiano che rimanda al lavoro, al senso della famiglia che riesce a garantirsi un progetto futuribile solo in presenza di una occupazione, di un impiego che garantisca dignità. Sono questi gli auspici, perdurando una situazione difficile che, anche in città, ha creato e sta creando tensioni sociali non da poco in seno a numerosi nuclei familiari, lanciati in occasione delle celebrazioni della festa che ha animato il quartiere Sud e che si è conclusa ieri sera con la processione esterna. A presiedere la solenne celebrazione eucaristica vespertina il neoparroco, il sacerdote Gianni Mezzasalma, che ha celebrato assieme ad altri confratelli tra cui don Salvatore Giaquinta e don Giovanni Filesi (c’era anche l’accolito Vincenzo Guastella). La memoria liturgica di San Giuseppe artigiano, è stato spiegato durante la messa, è stata offerta alla Chiesa con l’intento di guardare alla prospettiva del lavoro dell’uomo. Oggi si continuano a vivere grandi situazioni di disagio per quanto riguarda la mancanza del lavoro. Forse non sempre si riesce, come si faceva un tempo, a inventarsene uno. E non si può rimanere senza fare nulla quando si perde l’occupazione ed emergono grosse difficoltà di carattere familiare e sociale. Il parroco, inoltre, ha voluto evidenziare che quest’anno la festa è stata caratterizzata da un’attenzione particolare ai ragazzi e ai giovani che sono stati impegnati in prima persona a vivere diversi momenti artistici e spirituali. Numerose le presenze registrate durante la santa messa e durante la processione del simulacro che, preceduto dai ministranti, dai fedeli con i ceri votivi, alla presenza dei sacerdoti, ha transitato per le strade del quartiere accolto con entusiasmo dai residenti delle vie Nenni, Paestum, Psaumida e da tutte le altre zone del quartiere. Tra gli obiettivi anche quello di mettere in primo piano, così come è accaduto gli altri anni, essendo San Giuseppe artigiano patrono dei lavoratori, le varie realtà produttive che insistono sul territorio della parrocchia. La processione era stata anticipata da una pulizia straordinaria lungo le vie interessate dal passaggio del simulacro effettuata dagli operatori dell’impresa ecologica Busso Sebastiano che gestisce il servizio di igiene ambientale in città.

 

Centonove donne sostenute. Assieme a 26 uomini. Rispetto al dato complessivo, 101 arrivano dalla Nigeria, 24 dalla Romania, 2 a testa da Ucraina, Gambia e Ghana, 1 a testa da Costa D’Avorio, Marocco, Tunisia ed Egitto. Sono i numeri del progetto Fari 2.0 che, attuato dalla cooperativa Proxima, si è svolto dall’1 dicembre 2017 al 28 febbraio 2019 a sostegno delle vittime di tratta, contro lo sfruttamento sessuale e lavorativo. I dati sono stati illustrati ieri sera, al centro servizi culturali Emanuele Schembari di via Diaz a Ragusa, nel corso dell’iniziativa denominata “Integr-Azioni”. Per quanto riguarda il dato complessivo, i soggetti beneficiari delle azioni del progetto sono stati 87 adulti e 48 minori. Per quanto riguarda quest’ultima voce, occorre precisare che i minori non accompagnati sono stati 27 a fronte di 21 che invece risultavano inseriti in un nucleo familiare. Sempre con riferimento al dato complessivo, occorre precisare, per quanto concerne la tipologia dello sfruttamento, che 94, pari all’82,46%, hanno subito uno sfruttamento sessuale, 12 di tipo lavorativo, 2 lavorativo e sessuale, 1 un matrimonio forzato, 1 nella sfera delle economie illegali e 4 un altro tipo di sfruttamento. A questo dato occorre aggiungere la presenza di 21 figli minori. L’iniziativa di ieri sera, dopo i saluti iniziali della presidente di Proxima Ragusa, Ivana Tumino, che ha sottolineato quali sono gli obiettivi della cooperativa, è stata organizzata soprattutto per presentare alla cittadinanza (sala gremita al centro servizi culturali) il docufilm “The Journey: over the sea” realizzato da Francesca Commissari e da Francesco Frasca. Toccante la testimonianza della fotoreporter che ha chiarito come, durante la realizzazione di questa pellicola, che racconta il viaggio compiuto dalle nigeriane verso l’Italia e come le stesse restino ingabbiate in una rete più grande di loro che nella quasi totalità dei casi le porta a battere il marciapiede per restituire un debito che sanno benissimo che non potranno mai colmare, le ragazze che l’hanno interpretata hanno colto l’occasione per rinfrancarsi da un passato di dolore e riacquisire, passo dopo passo, la loro dignità. La mediatrice culturale Ehis Ainomwan ha sottolineato che il suo primo obiettivo è quello di fare comprendere alle proprie connazionali a che cosa vanno incontro, avviando l’opera di persuasione per farle uscire da questa rete di disperazione. Commissari, inoltre, ha colto l’occasione per annunciare che, sempre in collaborazione con Proxima, è stata avviata la progettazione per la realizzazione di un altro documentario dal titolo “Deep Signs”. A questo proposito, inoltre, è stata avviata una raccolta fondi a cui tutti i cittadini possono partecipare. Letizia Blandino, coordinatrice della Sartoria sociale di Proxima, ha illustrato i contenuti di un progetto, la Sartoria sociale appunto, che rappresenta una occasione di riscatto per chi, vittima di tratta, intende coltivare l’occasione di una nuova vita. Assieme a lei anche la sarta, Santina Bosco, che da due anni si occupa del progetto in questone, e Blessing Idhen che, invece, è la responsabile del gruppo delle ragazze che opera all’interno della casa protetta in cui si realizzano materiali di stoffa di vario tipo poi inseriti in appositi canali di commercializzazione. Sempre ieri sera, poi, è stato illustrato alla cittadinanza il progetto degli Orti sociali che, grazie alla collaborazione con il Comune di Ragusa, che ha concesso in comodato d’uso gratuito alcuni appezzamenti di terreno in periferia, si prefigge di sostenere chi si adopera per fuoriuscire da un percorso di sfruttamento. Alina Balan, presidente della cooperativa agricola Terra Si-Cura, istituita da Proxima nel novembre 2017, ha raccontato che “molti stranieri, uomini, donne, anche giovanissimi, famiglie intere con figli minori, comunitari ed extracomunitari, sono impiegati nella manodopera serricola della fascia trasformata di Ragusa o nei campi di coltivazione stagionale della zona siracusana. Queste persone vivono in condizioni di isolamento, di degrado abitativo. Qui non arrivano mezzi pubblici di trasporto e ciò comporta una conseguente difficoltà di accesso ai servizi, soprattutto quelli sanitari. In questo contesto, ciò che risulta più preoccupante è la presenza di numerosi minori che vivono in assenza di tutele, in particolare il nodo problematico più rilevante è relativo alla dispersione scolastica”. Alberto Nistorica, contadino romeno, ha poi raccontato come, grazie a Proxima, gli sia stato possibile uscire fuori da una situazione disperata e avviare una vita più dignitosa. Tutto ciò, assieme alla sua famiglia, gli consente di lavorare i campi e di guardare al futuro con maggiore ottimismo. Infine, Massimo Scribano, coordinatore del progetto Fari 3, che, finanziato come il precedente dal dipartimento Pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri, ha parlato del marchio “MadeInEthicalItaly” che punta a promuovere nuovi percorsi e strumenti che permettano di valorizzare il comportamento etico d’impresa, la responsabilità sociale, il rispetto delle pari opportunità in ambiti produttivi dove trovano impiego i migranti. “Il nostro obiettivo – ha sottolineato Scribano – è attivare un processo dove si possa arrivare alla straordinaria normalità del lavoro da contrapporsi a una normalizzazione dello sfruttamento”.

Oltre duecentoquaranta allievi, tra cui persino maltesi, novanta coreografie in gara fra solisti, duetto e gruppi, ventitré scuole di danza partecipanti. Sono i numeri che decretano lo straordinario successo della quarta edizione del Concorso “Città di Ragusa” che ieri a Ragusa Ibla ha chiuso il lungo fine settimana dedicato all’arte coreutica in compagnia del “Festival della danza”. La giuria composta dal ballerino e coreografo Fabio Crestale, direttore della compagnia “IFunamboli” e professore al Conservatoire Meudon nonché danseur all’Opera de Paris, da Mia Molinari, prima ballerina televisiva Rai e Mediaset, da George Postelnicu, già primo ballerino dell’Opera Nazionale di Bucarest, e da Isadora Gorra, già Ballerina del Teatro dell’Opera di Roma, ha esaminato i ballerini provenienti dalle migliori scuole di danza di tutta la Sicilia e oltre, specializzati nelle discipline classico e contemporaneo. Questi i vincitori delle diverse discipline: per il classico Margaret Agatha (categoria baby), Amber Pace  (categoria allievi), Magro Naike (categoria juniores), Nicole Floridia (categoria seniores); per il contemporaneo Serena Iannizzotto (categoria allievi), Giorgio De Caro (categoria juniores); per il moderno Scuderi Michael (categoria allievi), Marco Salerno (categoria juniores), Scirè Gabriella (categoria pre professional); per il duo sezione unica Melissa Riso - Giulia Distefano (categoria under 14), Scuderi Asia – Cannolo (categoria over 15); per il classico gruppi gli “Orologi” (categoria baby), “Pas de Quattre” (categoria allievi), “Rosso di sera” (categoria Juniores); per il contemporaneo gruppi “Il giardino magico” (categoria baby), “Infine separate” (categoria allievi), “Kartell 4875” (categoria juniores); per il moderno gruppi “Sopra-sotto” (categoria allievi) e Don Raffaè (categoria juniores). Il concorso ha rappresentato il momento più atteso del “Festival della danza”, organizzato dall’Associazione “Progetto Danza”, con il contributo del Comune di Ragusa (Assessorato al Turismo e agli Spettacoli), che ha celebrato la danza per l’intero fine settimana ibleo con tanti eventi. I tanti turisti presenti a Ibla in questo inizio di primavera hanno infatti potuto ammirare il quartiere barocco “vestito a danza” con i meravigliosi tutù dell’esposizione “I Tutù dei grandi balletti Classici” realizzata in collaborazione con “Majoca”, la storica sartoria teatrale di Catania diretta da Simonetta Sgalambro, figlia del famoso Manlio, filosofo e paroliere di Battiato nonché della sua canzone La Cura”, che sono stati espositi nelle vetrine e all’interno dei negozi di viale XXV Aprile. Emozionanti poi i ritratti di due mostre realizzate in collaborazione con il Centro Commerciale Naturale Antica Ibla, anche queste allestite lungo la via principale del quartiere ibleo: si tratta della mostra “Porta Sicula”, che ha raccontato Ibla attraverso le immagini delle ballerine incorniciate dalle tipiche porte barocche, e della mostra “Passaggi di Livello” realizzata da Arti Visive Studio che mostrano una rivalutazione degli antichi caselli dismessi che ritrovano un’altra funzione grazie proprio alla danza. “Siamo stanchi, ma felici del successo di questa edizione con numeri straordinari e partecipanti perfino da Malta – commentano gli organizzatori Andrea Pannuzzo e Saveria Tumino di “Progetto Danza” – L’idea alla base del Festival è quella di avvicinare la gente comune, grandi, piccoli, appassionati e semplici curiosi, al mondo della danza, così affascinante, bello, ma anche faticoso e dalle rigide regole disciplinari, e gli apprezzamenti della gente che è venuta in questi giorni a visitare le mostre, ad assistere al concorso, i bambini che venerdì hanno partecipato alla la visione del Balletto “Don Quixote” del Ballet Nacional de Cuba, diretto da Alicia Alonso, ci hanno confermato di avere raggiunto l’obiettivo. Un successo che arriva proprio a ridosso della Giornata mondiale della danza che si celebra il 29 aprile. Oltre agli eventi collaterali il festival ovviamente ha dato particolare attenzione alla danza in senso stretto, con il concorso di ieri e le lezioni di sabato con la bravissima Isadora Gorra per i quali sono arrivate tantissime iscrizioni da tutta la regione che dimostrano come ormai il il festival sia un momento molto atteso e accreditato tra gli addetti ai lavori”.

Un bilancio dunque più che positivo che attesta una crescita continua della manifestazione: non resta che attendere il prossimo anno per scoprire le novità della prossima edizione del “Festival della Danza”.

Partner del Festival sono stati: Comune di Ragusa, Progetto danza, Arti Visive, Centro servizi culturali, Centro commerciale naturale Antica Ibla. Sponsor: Banca Agricola Popolare di Ragusa, WikiWeb Agency, il B&B “A casa di Grazia” e Majoca Sartoria Teatrale.

Quattro eventi speciali, tra cui la presenza dei finalisti del premio Strega, cinque guest director, libri, dibattiti, reading e mostre a cielo aperto. Coinvolgimento delle strutture turistiche e commerciali ma anche la possibilità di ricevere un libro in omaggio per chi soggiorna in città.

Sono alcune delle novità che caratterizzeranno la decima edizione del festival letterario “A Tutto Volume – libri in festa a Ragusa” in programma dal 13 al 16 maggio prossimi. Il segreto di un successo che, appunto da 10 anni, nella seconda settimana di giugno rende per qualche giorno Ragusa capitale italiana della letteratura con un festival la cui caratteristica non è solo nella notorietà degli ospiti ma soprattutto nella capacità di coinvolgere tutti.

“La forza di questo festival? Essere una manifestazione amata dal territorio”, ha spiegato l’ideatore e direttore artistico Alessandro Di Salvo in occasione della presentazione in anteprima del programma ai librai, ai lettori, ai volontari e ai sostenitori, con un coinvolgimento che è massimo. Soprattutto per questa decima edizione.

Il festival vivrà un giorno in più, il giovedì, con eventi nel polmone verde della città, al City e al Parco Giovanni Paolo II, con la volontà di puntare l’attenzione sulla vallata che attraversa Ragusa, luogo scelto per festeggiare l’importante compleanno.

L’immagine grafica di questa edizione speciale è tratta da un dipinto regalato dall’artista Velasco Vitali, mentre il programma ufficiale vedrà oltre quaranta incontri a cui si sommano altrettanti appuntamenti per la sezione ExtraVolume. Ai riconfermati guest director Loredana Lipperini e Massimo Cirri si aggiungono quest’anno Antonio Pascale, Pino Corrias e Telmo Pievani. 

Una parte del programma sarà connotato da eventi e sezioni speciali. Il più atteso è sicuramente l’appuntamento con i finalisti della LXXIII edizione del Premio Strega. La cinquina sarà a Ragusa venerdì 14 giugno, a due giorni dall’ufficializzazione. E il festival “A Tutto Volume” è stato scelto anche dalla Biblioteca Universale Rizzoli per festeggiare i suoi 70 anni con la presenza di importanti autori che racconteranno i loro libri preferiti. 

Su suggerimento del docente universitario Pippo Traina, il festival si apre anche alle “voci indipendenti”, quelle di editori di qualità che realizzano una produzione letteraria degna di nota. Si comincia quest'anno con la casa editrice Il Palindromo.

Ci sarà inoltre un momento dedicato all’ex soprintendente del mare ed ex assessore regionale, Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso in un incidente aereo. 

Ricchissimo il programma che da oggi è presente sul rinnovato sito web di A tutto volume Riconfermata la suddivisione in varie sezioni. Tra queste torna “Libri in scena” con reading e performance teatrali. Da segnalare l’appuntamento “Credevo che” con Simonetta Agnello Hornby e Filomena Campus, per riflettere sulla violenza domestica. E poi “Malafollia”, un reading con Francesco Montanari con l’intervento di Roberto Alajmo e la conduzione di Antonella Bolelli Ferrera. Infine “Superficie” con Diego De Silva e il Malinconico Trio. 

La sezione “A tutto campo - scienza, benessere, futuro” per parlare del piccolo e del grande e di come noi stessi siamo piccoli universi da scoprire. Dialogheranno con Antonio Pascale Beatrice Mautino, Giorgio Donegani e Amedeo Balbi rispettivamente su inganni dell'industria cosmetica, buon cibo e origini dell'universo. Lo farà Telmo Pievani con Simone Morandini sull'importanza dell'imperfezione per la nostra evoluzione. 

Ma sono tantissimi i nomi di questa decima edizione che come sempre si chiuderà la domenica sera nella barocca piazza Duomo a Ragusa Ibla con Ferruccio De Bortoli. Si va da scrittori, giornalisti ed economisti, a saggisti, attori e perfino rapper. Da Giovanni Minoli a Silva Truzzi e Antonio Padellaro, da Elsa Fornero a Giovanni Minoli e Michele Maio, da Pier Luigi Celli a Francesco Mandelli, da Oscar Farinetti a Piergiorgio Odifreddi, da Nadia Terranova a Ernesto Galli della Loggia, da Lella Costa a Frankie Hi Nrg. Ed ancora Michela Marzano, Edoardo Albinati, Alberto Pellai e Barbara Tamborini, Andrea Purgatori, Emma D’Aquino, Maurizio De Giovanni, Antonio Ferrari, Luca Dondoni, Cristina Cattaneo, Gianfranco Pacchioni, Simona Lo Iacono, Evelina Santangelo, Attilio Bolzoni, Floriana Bulfon, Giulio Perrone. 

Coinvolto anche il tessuto sociale ed economico della città di Ragusa con una food map per trovare i prodotti del territorio, una shopping road con vetrine a tema e libri in omaggio per chi acquista o per chi soggiorna a Ragusa.

All’incontro di presentazione è intervenuto il sindaco Peppe Cassì che ha rimarcato la valenza culturale del festival, ormai l’iniziativa di riferimento di Ragusa, oltre a sottolineare l’impegno del direttore Di Salvo che ha lanciato un evento di grande portata fin dalla sua prima edizione e che si rivolge non solo al grande pubblico ma anche alle giovani generazioni per invogliarle a leggere.

“(...) Il luogo è magnifico, il pubblico folto e attento, e l’ospitalità memorabile, in un angolo unico di Sicilia”, come scrive uno degli ospiti delle passate edizioni nell’invito diramato via mail ad amici e colleghi per invitarli all'evento. Forse il miglior modo per descrivere “A Tutto Volume – libri in festa a Ragusa”.

E’ stata una grande e straordinaria festa. Con una dimostrazione d’affetto che non ha eguali. Una mobilitazione suggestiva di fedeli e devoti che, assieme a turisti e visitatori, hanno formato un tappeto umano soprattutto nel pomeriggio, all’uscita del simulacro dal Duomo, e, in maniera ancora più consistente, intorno a mezzanotte quando il santo cavaliere è rientrato e ha dato inizio ai memorabili “gira” all’interno delle navate della chiesa Madre di Modica. Tutto questo, e molto altro ancora, è stata la fase finale dei festeggiamenti in onore di San Giorgio, martire e patrono di Modica, che ieri ha vissuto il momento clou mettendo in rilievo la notevole affezione che l’intera comunità cittadina nutre nei confronti del megalomartire. Vere e proprie manifestazioni di giubilo che hanno riguardato tutti in maniera indistinta. E così dopo la celebrazione eucaristica del primo pomeriggio, intorno alle 17 la trionfale uscita è stata accolta dalla consueta acclamazione “Giorgio, Giorgio, Giorgio” oltre che dallo sparo di volantini e fuochi pirotecnici. Quindi ha avuto inizio la processione lungo il percorso tradizionale che ha vissuto straordinari momenti di intensità caratterizzati anche da fasi di vera e propria emozione ogni qualvolta il simulacro si è fermato in prossimità delle abitazioni di persone anziane o che non potevano deambulare. Al passaggio della processione presso l’ex foro boario di via Fontana, un altro spettacolo pirotecnico a cui ha fatto seguito la “Calata dell’Angelo”, omaggio al santo accompagnato da fuochi e musica a cura della Angel’s Entertainment di Flavio Pulvirenti. E poi, intorno alla mezzanotte, mentre la scalinata del Duomo era stracolma di visitatori, il trionfale rientro della processione accolta dai fuochi artificiali, andati avanti per parecchi minuti, della ditta Pirogiò di Fabio Donzella di Scicli. Già in mattinata la festa aveva preso il via con il piede giusto, con la presenza della “Fanfara dei bersaglieri dell’Etna” che ha sfilato per tutta la città. Inoltre, sempre in mattinata, c’era stata la santa messa presieduta dal vescovo della diocesi di Noto, mons. Angelo Staglianò. Il preposto parroco, il sacerdote Giovanni Stracquadanio, e l’associazione portatori San Giorgio, presieduta da Marco Borrometi, esprimono grande soddisfazione per la piena riuscita dei festeggiamenti che, ancora una volta, hanno coinvolto fedeli e devoti provenienti da ogni dove. Il Comune di Modica ha patrocinato le celebrazioni. A curare la comunicazione esterna, invece, Confcommercio provinciale Ragusa con la collaborazione della sezione cittadina. “E’ stata una festa, ma d’altronde non avevamo dubbi in proposito, davvero straordinaria – sottolineano il presidente provinciale Gianluca Manenti e il presidente cittadino Giorgio Moncada – con la grande processione in onore di San Giorgio martire che ha fatto registrare numeri importanti. Ma soprattutto le presenze si sono moltiplicate in occasione dell’uscita e del rientro quando abbiamo potuto notare migliaia e migliaia di persone. Tra queste anche visitatori e turisti i quali sono stati accolti al meglio nelle nostre strutture ricettive facendo diventare la festa di San Giorgio l’occasione propizia per far sì che la città di Modica possa mettersi ancora una volta in vetrina nella maniera dovuta”.

 

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