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Lunedì, 25 Marzo 2019

Un’accoglienza straordinaria. Straripante di gioia e di entusiasmo. E’ quella riservata, ieri pomeriggio, in piazza Caduti di Nassirya, proprio di fronte all’ospedale Civile di Ragusa, alla statua della Madonna pellegrina che è stata salutata dai numerosi fedeli e devoti presenti. Provenienti dal santuario portoghese di Fatima, dal 1946 le statue della Madonna pellegrina sono in missione per le vie del mondo e girano nelle città per incontrare le persone e riaccendere la fede. L’accoglienza, nell’ambito del calendario delle iniziative, che andranno avanti sino al 30 settembre, promosse dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, diretto da don Giorgio Occhipinti, che è anche componente dell’apostolato mondiale di Fatima, è stata caratterizzata dalla presenza dei massimi rappresentanti istituzionali della città. C’erano, infatti, il prefetto Filippina Cocuzza, il sindaco Peppe Cassì, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, Federico Reginato, il neocomandante provinciale della Guardia di Finanza, Giorgio Salerno, e il direttore sanitario degli ospedali riuniti del capoluogo, Pasquale Granata. C’è stata anche la benedizione e l’affidamento dei bambini alla Madonna per intercessione dei santi Giacinta e Francesco. Subito dopo, in cappella, al Civile, don Occhipinti ha presieduto la santa messa di inizio peregrinatio.  Le iniziative proseguono sabato 22 settembre con la santa messa in cappella all’ospedale Civile alle 8, l’adorazione eucaristica alle 8,30 mentre alle 9 ci sarà il tempo disponibile per le confessioni. Alle 16, la statua arriverà nella chiesa del Preziosissimo sangue per la venerazione dei fedeli. Il giorno successivo, domenica 23 settembre, alle 11, sempre nella stessa parrocchia, si terrà la santa messa con la partecipazione degli istituti di vita consacrata.

Ieri era la terza domenica di settembre. E, come ormai da tradizione secolare, tutta Monterosso Almo è scesa in piazza per onorare la patrona e protettrice, come accade sin dal 1644, del centro montano. Il simulacro della Madonna Addolorata, dopo la celebrazione eucaristica di metà mattina, è uscito dal santuario accolto dallo squillo di trombe, dal suono festoso delle campane e dai giochi pirotecnici. E’ stato, soprattutto, il lancio di “’nzaiarieddi” di colore celeste, e non solo, a calamitare l’attenzione delle centinaia di fedeli e devoti presenti in piazza Sant’Antonio. Subito dopo, guidata dall’arciprete don Giuseppe Antoci, ha preso il via la processione di mezzodì per le vie principali del centro mentre il pregevole simulacro è stato accompagnato da migliaia di devoti alla Madonna al grido di “Viva a Beddamatri”. Ieri pomeriggio, poi, si è svolta la tradizionale “cena”, ovvero la vendita all’asta dei doni, tra cui prodotti tipici e soprattutto le specialità dolciarie preparate dalle casalinghe del posto. Tra questi la “pagnuccata”, il torrone e i cannoli. In serata, la folkloristica processione vespertina che, tra due ali di folla, si è conclusa col rientro nel santuario del simulacro della Vergine Addolorata, condotto a spalla dai devoti. L’impresa ecologica Busso Sebastiano, che gestisce il servizio di igiene ambientale in città, ha garantito per l’occasione una pulizia straordinaria delle aree interessate dal passaggio del corteo. Immancabili, poi, i giochi d’artificio che sia la mattina, subito dopo l’uscita, che in periodo notturno, a conclusione della processione, hanno rappresentato una spettacolare cornice per un evento religioso che, ancora una volta, ha messo in luce l’amore filiale che intercorre tra l’Addolorata e i cittadini di Monterosso Almo. E’ stato il sindaco ad affidare, inoltre, la cittadina montana alla protezione materna della Vergine. Stiamo, parlando, del resto, di una festa che ha origini antiche e che ha preso il via nei giorni scorsi con il novenario che si è tenuto nel santuario diocesano dell’Addolorata, vale a dire il luogo di culto dove si venera il simulacro della Vergine Madre.

“La morte di San Francesco fu chiamata “Transito” perché in pochi fu evidente, come in lui, che il cessare della vita terrena rappresentava il passaggio alla vera vita. Sul letto di morte San Francesco disse ai suoi fratelli: “Io ho fatto la mia parte, la vostra ve la insegni Cristo”. E’ un monito per tutti noi, un monito a cui fare riferimento per accogliere e mettere a frutto la sua preziosa eredità”. Così il parroco della chiesa di San Francesco d’Assisi a Ragusa, don Nicola Iudica, in occasione dell’apertura, ieri, dei festeggiamenti in onore del patrono d’Italia. Apertura che è stata caratterizzata dalla discesa del simulacro del santo che è stato poi spostato a fianco dell’altare centrale per dare modo a tutti i fedeli e i devoti di venerarlo. L’eucarestia vespertina è stata presieduta dal vicario generale della diocesi, padre Roberto Asta, che non ha mancato di evidenziare le peculiarità di una figura che ha segnato in positivo la storia della Chiesa. Dopo la funzione religiosa, un momento di approfondimento significativo che è stato tenuto da Francesco Gurrieri il quale si è soffermato ad analizzare la figura di San Francesco in qualità di modello per l’arte sino a diventare un esempio per la vita. E’ stato fatto un excursus sull’iconografia del poverello d’Assisi che ha fornito molti spunti interessanti di riflessione. Oggi, intanto, le celebrazioni proseguono con la festa dell’impressione delle stimmate. Nel pomeriggio, alle 18,30, si terrà la santa messa. Le celebrazioni, poi, continueranno sabato 22 settembre con la recita del Rosario e la coroncina di San Francesco d’Assisi, a partire dalle 18. Alle 18,30 ci sarà la santa messa presieduta da don Giorgio Occhipinti, direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute e animata dai componenti della consulta e della cappellania ospedaliera. Sempre sabato, ma alle 19,30, è in programma una conferenza curata dal prof. Giorgio Flaccavento sul tema “Cappuccini: un quartiere fra vecchia e moderna Ragusa”. Alle 20,30, inoltre, si terrà l’inaugurazione della mostra “L’arte sacra della chiesa dei Cappuccini”. La mostra sarà aperta tutti i giorni sino al 7 ottobre, con i seguenti orari: dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 20. “A tutti l’augurio di una buona festa – sottolinea il parroco – invocando l’intercessione del santo patrono d’Italia per una benedizione di pace per il mondo intero”.

 

Almeno ventimila presenze soltanto nella giornata di ieri. Quasi trentacinquemila in tutto il fine settimana. Sono sempre numeri eccezionali per la “Sagra dell’uva” di Roccazzo. Un fiume di gente si è riversato nelle strutture del mercato ortofrutticolo dove sono stati allestiti gli stand. L’edizione numero trentadue è dunque servita a consacrare, ancora di più, questa manifestazione come la più partecipata dell’intera stagione estiva sul territorio chiaramontano. Una formula che piace, e parecchio, perché contrassegnata da una sana genuinità e da una capacità organizzativa senza pari. Una formula messa in campo dall’Associazione giovanile Roccazzo, che, grazie al connubio tra tradizione e sapori, riesce a catturare un numero sempre maggiore di visitatori. Dai giovani ai meno giovani, dai cultori del gusto a coloro che cercano prodotti cui non fa difetto l’originalità nella preparazione. Insomma, un’alchimia speciale che non a caso riesce ad attirare presenze da ogni dove. E certo un importante richiamo è stato esercitato anche dal concerto di Nick Luciani, ex voce solista dei Cugini di Campagna, che ieri sera, in oltre due ore di spettacolo, ha catturato il pubblico con la propria dinamicità, effervescenza e verve oltre che con la storia di un autore che, non a caso, ha fatto parte integrante di un passato indimenticabile della musica leggera italiana. A scaldare il pubblico anche la breve esibizione di un giovane talento ibleo, il piccolo Danilo Guardabasso. “Non ci aspettavamo un simile importante riscontro – affermano gli organizzatori, in testa Giovanni Gravina e Paolo Divita – è stato un vero e proprio bagno di folla che ha premiato la nostra fatica. Straordinario il successo del concertone finale. La location del mercato ortofrutticolo ci ha consentito, anche stavolta, di potere puntare su una sistemazione più articolata degli stand della degustazione, su una maggiore disponibilità di parcheggio oltre alla presenza di numerosi venditori ambulanti ed espositori che hanno reso ancora più frizzanti le varie iniziative che fungono da corollario alla sagra. Dalle 17 di ieri e sino a mezzanotte un moto perpetuo per quanto riguarda l’afflusso di gente e, di conseguenza, la distribuzione dei prodotti tipici della montagna, a cominciare dalle tradizionali cudduredde senza dimenticare la mostata e tutti gli altri prodotti tipici della montagna”. Ad intervenire, ieri, il sindaco di Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Gurrieri, oltre ad altri rappresentanti dell’amministrazione comunale. L’Associazione giovanile Roccazzo ha dunque rivolto speciali ringraziamenti, per il sostegno ricevuto, oltre all’Amministrazione comunale, a tutte le istituzioni e ai numerosi sponsor che a vario titolo hanno fornito il proprio supporto alla riuscita della sagra. Inoltre, uno speciale ringraziamento è stato indirizzato dagli organizzatori alle forze dell’ordine, in particolare ai carabinieri della locale Stazione, oltre alla polizia municipale e alla Protezione civile. A farla da padrone la degustazione dei sapori classici della vendemmia, con il mosto utilizzato per la preparazione di mostata e “cudduredde”, per non parlare delle centinaia di chili di salsiccia e di frittelle che sono andate via come se nulla fosse tra l’apprezzamento generale. Grande attenzione, inoltre, riservata all’uva, messa a disposizione dei visitatori nelle differenti varietà, a cominciare dalla specialità Italia, la regina della tavola. Alla fine l’arrivederci al prossimo anno, con l’edizione numero trentatré.

 

 

 

 

 

Il Lions Club Ragusa Host, presieduto dal dott. Salvatore D’Amanti, ha ripreso le proprie attività programmate per l’anno sociale. Nei giorni scorsi al Circolo Velico di Kaucana è stata realizzata un’iniziativa che ha permesso di coinvolgere attivamente i ragazzi del centro Anfass di Ragusa grazie alla seconda edizione di “VeleggiHare insieme”. Un appuntamento che si è rivelato un’ottima occasione di divertimento e di apprendimento per tutti, istruttori ed allievi. I giovani apprendisti velisti, appartenenti al gruppo sportivo Anfass, dopo aver appreso le basilari nozioni di vela, insieme agli istruttori del circolo hanno armato la barca e a piccoli gruppetti hanno preso il largo con l’apposita imbarcazione a vela adatta per i neofiti di questo straordinario sport. Durante la regata inoltre, gli allievi hanno potuto a turno timonare ed apprendere la nomenclatura delle varie parti della barca. Un utile appuntamento per diffondere l’importanza dell’attività fisica anche nei giovani disabili e per apprendere le nozioni di base della vela. Ad assistere i ragazzi durante l’intera giornata la referente del centro Anfass di Ragusa Salvina Cilia e i vari assistenti personali coadiuvati da alcuni dei soci istruttori del Circolo Velico Kaucana, i quali hanno permesso lo svolgimento di tutte le attività nel pieno rispetto delle regole fondamentali per la sicurezza. Tutti i giovani corsisti sono stati letteralmente affascinati dal mondo della vela grazie anche alla passione con cui gli istruttori, i soci del Lions Club Ragusa Host e del circolo velico li hanno accolti. Un’occasione anche per tutti i presenti per vivere una giornata a contatto con ragazzi che, fin dalle prime nozioni apprese, si sono rivelati particolarmente pronti ad apprendere e a manovrare una vera imbarcazione a vela. La giornata di divertimento e sport si è successivamente conclusa con un pranzo offerto dal cuoco del circolo che ha ristorato tutti i partecipanti con le proprie prelibatezze culinarie. 

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