Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Lunedì, 17 Giugno 2019

Un tuffo negli anni ’30 e ’40 attraverso uno spettacolo dai toni leggeri, ma ricchi d'interessanti informazioni. Una fotografia dell’Italia che fu, accompagnata da una divertente carrellata delle canzoni tipiche dell’epoca, in cui lo swing divenne la penna per descrivere parte della storia nazionale. Una simpatica lezione sul nostro Paese quella andata in scena sabato e domenica al Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla per la stagione teatrale diretta dalle sorelle Vicky e Costanza Di Quattro, con la collaborazione di Clorinda Arezzo, con lo spettacolo “Topolini, mici e pinguini innamorati” dell’esilarante trio delle Sorelle Marinetti che ha fatto dello swing la sua cifra stilistica. Entrambe le date in sold out con un pubblico deliziato dalla bravura delle tre artiste sul palco, Turbina, Scintilla ed Elica Marinetti, al secolo Nicola Olivieri, Marco Lugli e Matteo Minerva, che hanno offerto una lezione di storia del costume, alternando armoniosamente aneddoti e canzonette, ricreando l’atmosfera del tempo, quando l’E.I.A.R. era la finestra sul mondo di un popolo desideroso di respirare un’aria meno opprimente da quella imposta nella quotidianità dal regime. Accompagnato al pianoforte dal maestro Christian Schmitz, che è anche arrangiatore dei brani, oltre che spalla nel canto e nella recitazione durante lo spettacolo, il trio ha riportato in scena il “fantastico zoo” di animaletti protagonisti dei simpatici motivetti del tempo, come “Il pinguino innamorato”, “Il gatto in cantina”, “La canzone delle mosche”, “Maramao perché sei morto”, “La sardina innamorata” e tanto altro. Ancora un successo per la stagione teatrale del suggestivo teatro ibleo che proseguirà con lo spettacolo “Matthias Martelli” l’1 e il 2 febbraio. Sponsor della stagione sono la Regione, il Comune di Ragusa, l’Eni, Yous, Argo software, Avimecc, Distretto turistico degli iblei, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Corabanche, Despar, Audi Sergio Tumino, Ibla in suite, Film vision.

La comunità dei fedeli di Giarratana ha celebrato l’apertura dei tradizionali festeggiamenti in onore di sant’Antonio abate con il suono a festa delle campane e lo sparo di colpi a cannone. Sabato scorso, nella basilica omonima che sorge sulla collina che sovrasta il centro montano ibleo, i componenti del comitato dei festeggiamenti e i fedeli, sotto la guida del parroco, don Marius Starczewski, hanno animato il tradizionale rito della traslazione del seicentesco simulacro, che raffigura il santo, sull’altare maggiore. Un momento ricco di significato simbolico che, anno dopo anno, viene ripetuto in maniera rituale per mettere in evidenza il grande legame esistente tra i giarratanesi e la figura di sant’Antonio abate nel contesto di una delle celebrazioni religiose invernali più sentite dall’intera cittadinanza. Le celebrazioni proseguiranno, adesso, mercoledì 16 gennaio, con la recita del santo Rosario a partire dalle 17,30 mentre alle 18 si terrà la celebrazione eucaristica. Giovedì 17 gennaio, invece, è la festa liturgica di sant’Antonio abate che coincide, quest’anno, con l’inizio del Triduo di preparazione alle celebrazioni esterne. A predicare il Triduo è stato chiamato il diacono Giovanni Agostini. Alle 8,30 ci sarà la santa messa in basilica mentre a mezzogiorno lo sparo di colpi a cannone evidenzierà alla comunità il giorno che la Chiesa universale dedica a sant’Antonio abate. Alle 17,15 la recita del santo Rosario e la celebrazione dei solenni Vespri mentre alle 18 prenderà il via la celebrazione eucaristica in basilica alla presenza delle autorità civili. La festa esterna, con le due processioni, una mattutina e l’altra vespertina, è in programma domenica 20 gennaio. La basilica ospita una statua di sant’Antonio abate che risale al 1626, proveniente dall'antico abitato. L’impresa ecologica Busso Sebastiano, che gestisce il servizio di igiene ambientale in città, si è già attivata, in questi ultimi giorni, per garantire una pulizia straordinaria del territorio cittadino così da fare in modo che i luoghi della festa possano presentarsi ai fedeli e ai visitatori in maniera più decorosa del solito. In occasione della festa esterna è prevista, infatti, la presenza di numerosi devoti del santo oltre alla tradizionale cerimonia di benedizione degli animali davanti al sagrato della chiesa Madre.

Numeri eccezionali per la 34esima edizione del presepe vivente di Monterosso Almo che ha chiuso i battenti domenica scorsa con la quinta delle cinque giornate programmate per questa stagione. I vicoli, gli anfratti e le vecchie abitazioni del quartiere Matrice hanno ripreso a brulicare di vita, regalando emozioni a tutto spiano ai visitatori che, neppure in quest’ultima occasione, e sfidando il freddo, hanno voluto fare mancare la loro presenza. “E i numeri ci raccontano tutto – sottolinea il presidente dell’associazione Amici del Presepe, Paolo Tavano – perché siamo stati in grado di migliorare le performance dello scorso anno. Nelle cinque giornate i visitatori complessivamente sono stati oltre 12mila e, per di più, provenienti da ogni parte della Sicilia e anche dalla Calabria. Insomma, un resoconto davvero straordinario quello che possiamo fare e che la dice lunga su come questa tradizione vada il più possibile tutelata e salvaguardata”. Il presidente Tavano, poi, ringrazia tutti i figuranti che hanno animato questo evento tradizionale del presepe, l’amministrazione comunale per il patrocinio e la logistica, gli sponsor che hanno sostenuto i vari appuntamenti e, “soprattutto, i numerosi visitatori che ci hanno fatto l’onore di venirci a trovare – chiarisce – sfidando il gelo di alcune serate. Ma è stato un modo per rivivere le emozioni di giorni indimenticabili e che danno un senso, riteniamo, alle festività natalizie, alla celebrazione di un percorso che, in quei periodi, va esaltato il più possibile. E’ stata una bella edizione del presepe vivente di Monterosso Almo e siamo già pronti per allestire la rappresentazione del prossimo anno, dopo qualche opportuna settimana di riposo, che sarà quella in cui celebreremo la 35esima edizione, un traguardo molto importante per una manifestazione del genere, la più antica della provincia di Ragusa”.

Sarà il concerto del coro “Jubilate”, diretto da Gianna Rizza, a dare il via, domani, domenica 13 gennaio, alle celebrazioni avviate in occasione dell’anniversario della nascita (Catanzaro, 16 gennaio del 1884) della beata madre Candida dell’Eucaristia e del presunto miracolo eucaristico nella chiesa delle Carmelitane scalze, monastero di Santa Teresa, a Ragusa. Maria Candida dell’Eucaristia, al secolo Maria Barba, è una figura eminente del Carmelo teresiano femminile presente in città che si adoperò con tutti i mezzi per il ritorno dei Carmelitani scalzi in Sicilia. Fu beatificata il 21 marzo del 2004 da San Giovanni Paolo II nella Basilica vaticana. Il concerto del coro Jubilate si terrà a partire dalle 19,15 e saranno proposti canti ispirati al recente periodo natalizio. Ci sono anche altri appuntamenti che si terranno nei giorni a seguire. In particolare, lunedì 14 gennaio, sempre al monastero di via Marsala 64 a Ragusa, è in programma, a partire dalle 19,30, la riflessione della professoressa Maria Grazia Licitra sul tema “In barca con Gesù” che sarà accompagnata da una proiezione. A seguire, intorno alle 20,30, ci sarà un’ora di adorazione eucaristica guidata da don Gianni Mezzasalma e animata dalla comunità “Eccomi manda me”. La beata Maria Candida dell’Eucaristia fu priora del monastero dal 1924 al 1947, eccettuato il triennio 1930-‘33. Restaurò tre antichi monasteri in Sicilia e fu l’artefice, come detto, del ritorno dei Carmelitani scalzi sull’isola nel 1946. Incaricata di fondare un nuovo Carmelo a Siracusa, non vide l’opera completa. Morì, infatti, il 12 giugno del 1949. In concomitanza con gli appuntamenti che proseguiranno anche martedì 15 e mercoledì 16 gennaio, l’impresa ecologica Busso Sebastiano, che gestisce il servizio di igiene ambientale in città, ha programmato un’azione di pulitura delle aree interessate per rendere le stesse le più decorose possibile.

Un corteo con i Magi molto significativo. Lungo le vie del quartiere in cui sorge la parrocchia Sacro Cuore di Gesù, ieri mattina, a Ragusa, l’appuntamento con l’Epifania è stato vissuto all’insegna della novità. Quella voluta dal parroco, don Marco Diara, che ha così voluto dare un segnale rispetto a un appuntamento che merita di essere celebrato ed esaltato con grande attenzione da parte dei fedeli. E non è un caso che il corteo, che ha preso il via dal sagrato della chiesa, sia stato accompagnato da numerosi parrocchiani mentre parecchie sono state le persone che si sono affacciate dai balconi durante il passaggio e che hanno voluto fare in qualche modo sentire la loro partecipazione all’evento. Tra l’altro, il corteo è stato animato dalla presenza dei tamburi imperiali di Comiso che hanno contribuito a rendere ancora più solenne l’intero momento. Quest’ultimo si è concluso con la celebrazione della messa e la distribuzione di doni per i bambini. La giornata dell’Epifania, poi, è proseguita con l’ultima rappresentazione del presepe vivente all’interno de “U palazzieddu” di via Francesco Cilea, una location straordinaria che ha consentito ai visitatori di immergersi nel vero spirito del presepe. Molto apprezzati dai visitatori gli abiti barocchi scelti per alcuni figuranti che hanno consentito di allestire il quadro della Natività con maggiore accuratezza, facendo sì che lo stesso riscuotesse il plauso dei numerosi visitatori che, in tutte queste giornate, hanno scelto di visitare il sito. “Per la nostra parrocchia – sottolinea don Diara – era la prima volta. Ci siamo scommessi e abbiamo avuto ragione. Questo costituisce la base per ulteriori iniziative del genere che vogliamo attuare in occasione di altri momenti significativi dell’anno liturgico. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato e che hanno reso possibile la realizzazione del nostro presepe vivente e in particolare la signora Maria Arezzo Schininà per averci concesso il palazzo dove abbiamo organizzato l’allestimento”.

 

 

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI