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Martedì, 01 Dicembre 2020

“Tu, Giovanni, profeta dell’Altissimo, elogiato da Cristo quale primo tra i nati da donna, proteggi la nostra città, mentre ci professiamo tuoi veri seguaci per difendere tenacemente, fino alla morte, l’unto di Dio; benedici le autorità che ci guidano, i sacerdoti, i nostri benefattori, gli ammalati, i poveri, i missionari e tutti i tuoi devoti”. E’ questo il messaggio rivolto ai fedeli che i sacerdoti e il comitato hanno scelto per caratterizzare le celebrazioni 2020 della festa di San Giovanni Battista. Una serie di iniziative dal sapore inedito, se vogliamo, perché contrassegnate dalle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. E mentre sempre più persone ammirano la speciale realizzazione del comitato, vale a dire la scalinata di via San Giovanni, rievocante il Tricolore che si snoda dalla base sino alla chiesa commendale, come se si trattasse di un segnale di incoraggiamento per il Belpaese in un momento storico tra i più difficili di sempre, ci si appresta a vivere le giornate della vigilia e della festa vera e propria. Domani, infatti, martedì 23 giugno, durante tutta la giornata e fino alle 17, ci sarà la visita dei fedeli e la recita del tradizionale Rosario di San Giovanni con la benedizione delle vesti in occasione dei voti che i fedeli indosseranno in onore del santo protettore. Le celebrazioni eucaristiche sono in programma alle 7,30, alle 9,30 e alle 11,30. Alle 10,30 ci sarà la liturgia penitenziale animata dai fedeli che offriranno il giorno in onore di San Giovanni. A mezzogiorno, il solenne scampanio in tutte le chiese della città. Alle 19 la solenne celebrazione eucaristica in cui sarà onorata la nascita di San Giovanni secondo il vetusto rito della veglia con la tradizionale “apertura”, vale a dire la svelata, della statua del Battista. Quindi, i Vespri solenni, l’esposizione del Santissimo sacramento e la benedizione eucaristica. La chiesa di San Giovanni, come da tradizione, rimarrà aperta per tutta la notte. Mercoledì, poi, sarà la giornata della solennità in onore del santo precursore. Alle 6 il festoso scampanio, alle 6,30 la celebrazione eucaristica per i lavoratori presieduta da don Salvatore Vaccaro. Le altre sante messe della giornata si terranno alle 8,30, alle 12,30, alle 17 e alle 21. Alle 9,30 la confraternita di San Vito offrirà un cero al santo protettore. Alle 10,30 la solenne celebrazione eucaristica con panegirico celebrata dal vescovo di Ragusa, mons. Carmelo Cuttitta, alla presenza delle autorità civili e militari. Al termine, il sindaco Sebastiano Gurrieri affiderà la città al protettore San Giovanni Battista. Alle 19, poi, la solenne celebrazione eucaristica per ricordare i confrati defunti. Dal giorno successivo, il 25 giugno e sino all’1 luglio, prenderà il via l’Ottavario di conclusione. In particolare, ogni giorno, alle 18,30, ci sarà l’esposizione del Santissimo sacramento e l’adorazione eucaristica. L’accesso alla chiesa e la partecipazione alle liturgie saranno disposti così come previsto dalle normative vigenti in materia di contrasto al Covid-19. E’ da sottolineare la cura nella comunicazione esterna da parte di Confcommercio provinciale, con il presidente Gianluca Manenti, e Confcommercio comunale, con il presidente Danilo Scollo, che evidenziano come questi riti, sebbene contrassegnati dalle limitazioni dettate dalle norme antipandemiche, sono seguiti da un numero consistente di persone. E tutto ciò per la grande attenzione nutrita dall’intera comunità chiaramontana nei confronti di San Giovanni Battista che, a Chiaramonte, è capace di richiamare fedeli da ogni dove.

 

“E’ stata una splendida festa. Resa ancora più coinvolgente grazie alla presenza dei seminaristi della nostra diocesi guidati dal rettore del seminario, don Maurizio Di Maria, che ringraziamo per avere accolto il nostro invito. Certo, non è stata la festa che ci eravamo immaginati qualche mese fa a causa delle restrizioni dettate dall’emergenza sanitaria. Ma stiamo parlando, comunque, di momenti molto belli, vissuti, partecipati e, soprattutto, spiritualmente intensi”. Così il parroco del Sacro Cuore di Gesù, don Marco Diara, all’indomani della solennità liturgica e del momento clou della festa caratterizzata da una serie di celebrazioni specifiche nella parrocchia omonima. Ieri mattina, numerosi fedeli, a rotazione, hanno animato l’adorazione eucaristica. Subito dopo, a mezzogiorno, il suono festoso delle campane ha fatto da cornice all’atto di consacrazione al Sacro Cuore di Gesù. Nel pomeriggio, quindi, la santa messa presieduta da don Di Maria che ha ringraziato la comunità per l’accoglienza così calorosa e ha illustrato, in breve, il percorso che stanno compiendo i seminaristi, future guide pastorali della comunità diocesana iblea. Un momento molto intimo che è stato apprezzato dai presenti i quali si sono complimentati per il risultato della vocazione che consentirà a questi giovani, quando arriveranno in fondo al loro cammino, di diventare presbiteri. “I fedeli della nostra comunità, confrontandosi con loro – aggiunge don Diara – hanno avuto l’opportunità di comprendere le motivazioni profonde di tali scelte. E’ stato davvero una celebrazione molto partecipata, rispettando le indicazioni sul distanziamento, e sentita”. Nel corso della giornata, poi, è stato premiato il disegno della piccola Suami, raffigurante il Sacro Cuore di Gesù, nel contesto del concorso promosso dalla parrocchia e denominato “Sacro Cuore in festa…!”. Suami ha ricevuto un numero maggiore di “like” rispetto agli altri 21 concorrenti. Il suo disegno è stato stampato in formato cartolina e distribuito in occasione delle celebrazioni di venerdì scorso.

“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio. Santa Madre di Dio: non disprezzare le nostre suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”. E’ una preghiera alla Madre di Gesù risalente al III secolo quella che è stata scelta per caratterizzare il primo giorno di festa in onore di Maria Santissima delle Grazie a Chiaramonte Gulfi. Ogni giorno, in particolare, sarà contrassegnato da preghiere di varie epoche storiche con cui potersi rivolgere ed affidarsi alla madre di tutti. La chiesetta che si trova sulla sommità del paese ibleo sarà aperta tutti i giorni del Novenario dalle 10 alle 12 e dalle 16,30 alle 22. Ieri il primo significativo momento con la celebrazione eucaristica tenutasi nel piazzale antistante la chiesa sia la mattina che in serata. Alle celebrazioni programmate in esterno hanno partecipato novanta persone, il massimo consentito dalle norme tuttora vigenti. “Responsabilità e prudenza – affermano il parroco, il sacerdote Salvatore Vaccaro, con il vicario, il sacerdote Filippo Bella – devono caratterizzare maggiormente in questa nuova fase la vita di credenti e di cittadini. Questa seconda fase coincide per noi chiaramontani con la festa della Madonna delle Grazie che quest’anno vivremo in maniera insolita ma ciò non ci vieta di continuare ad onorare la vergine Maria. Più che mai, infatti, ci affidiamo a Lei, mediatrice di ogni grazia, perché possa ascoltare e accogliere le nostre preghiere e le nostre suppliche e presentarle al suo figlio Gesù”. Da oggi e sino a sabato 30 maggio, oltre a lunedì 1 giugno, ogni giorno la celebrazione eucaristica si terrà alle 19 all’interno della chiesa. In questo caso, il numero massimo dei partecipanti consentito è di 35 persone, 25 all’interno e 10 all’esterno. Tutte le celebrazioni eucaristiche si tengono nel rispetto delle norme vigenti emanate dal Dpcm del 26 aprile 2020 e del decreto vescovile del 13 maggio 2020. Ai fedeli è raccomandato di venire muniti di guanti e mascherina. Confcommercio provinciale Ragusa e sezionale Chiaramonte, con i rispettivi presidenti Gianluca Manenti e Danilo Scollo, hanno accolto la possibilità di curare l’aspetto della comunicazione. “Un supporto – dicono – essenziale in un momento come questo in cui è sempre più necessario mettere in evidenza la nostra identità anche con riferimento alle tradizioni di carattere religioso che, in una realtà come Chiaramonte, sono fortemente radicate”.

Dal 9 all’11 ottobre Ragusa riassaporerà la magia di “A Tutto Volume”. Svelate le nuove date del festival di libri che si appresta a vivere la sua prima edizione in versione autunnale. L’emergenza sanitaria da Covid-19 non ha permesso infatti il normale svolgimento a giugno, abituale periodo nel calendario di eventi nazionali occupato dalla manifestazione letteraria siciliana, ma all’iniziale preoccupazione di dover slittare l’11^ edizione al 2021 ha fatto subito eco il bisogno dirompente dei libri, della lettura, degli incontri al sapore delle parole e dei luoghi meravigliosi di Ragusa e di Ragusa Ibla che da sempre accolgono gli incontri in programma. Quasi un dovere morale per la città tutta, per i suoi commercianti, per gli operatori della cultura e del turismo, per gli amanti dei libri e i tantissimi sostenitori del festival superare dunque ogni titubanza e mettersi in gioco per regalare a tutti un “A Tutto Volume” 2020 indimenticabile. La macchina organizzativa guidata dal direttore artistico Alessandro Di Salvo si è già messa in moto, individuando nel fine settimana dal 9 all’11 ottobre le date più adatte per la manifestazione, sempre qualora i livelli della pandemia non dovessero salire e le norme di sicurezza sugli eventi diventare più stringenti. “La volontà, tanta, c’è, forse ancora più di prima – spiega Alessandro Di Salvo - Mai come quest'anno abbiamo avuto e avremo ancora bisogno di libri perché abbiamo capito quanto sia importante un’informazione completa, profonda e plurale sulle vicende del mondo; perché chiusi in casa abbiamo scoperto quanto la letteratura possa aiutarci a sognare stando svegli e a viaggiare rimanendo seduti; perché in questi mesi ci è mancato stare insieme fino a tarda notte a discutere in piazza, abbracciarci, ridere, commuoverci insieme. E allora diventa necessario fare di tutto per realizzare almeno in autunno l’edizione del 2020. Settembre e ottobre sono mesi già normalmente ricchi di appuntamenti culturali in generale e letterari in particolare. Non è stato facile “incastrare” la nostra manifestazione in un calendario nazionale di eventi editoriali nel quale eravamo stabilmente inseriti a giugno, ma un posto lo abbiamo trovato e siamo già a lavoro per regalare al nostro pubblico e a noi stessi un’edizione come sempre ricca di ospiti, eventi e soprattutto tanti libri”.

Un’attenzione speciale, ma non c’erano dubbi, da parte dei fedeli e dei devoti che ieri, con compostezza esemplare, nel pieno rispetto delle misure anticontagio, hanno voluto rendere omaggio a Santa Rita da Cascia e alla reliquia esposta per la venerazione nella chiesa dell’Ecce Homo, nel centro storico di Ragusa superiore. Un momento straordinario rispetto a cui non è mancata neppure la preghiera per gli ammalati, i medici e gli operatori sanitari, oltre che per i fedeli, allo scopo di preservare tutti dalla pandemia. Il parroco, don Giovanni Bruno Battaglia, ha coinvolto la comunità parrocchiale per far sì che questi momenti potessero essere vissuti all’insegna della carità e della solidarietà. “Abbiamo chiesto alla santa delle cause impossibili, da sempre venerata nella nostra parrocchia – afferma il parroco – di intercedere per le necessità di tutti, di ascoltare le preghiere dei fedeli e di gradire il gesto di solidarietà di chi è stato in visita, solidarietà che per numerose famiglie diventerà segno visibile di gratitudine e generosità”. La chiesa dell’Ecce Homo, ieri, è rimasta aperta sino a tarda sera. Al posto dell’offerta di rose e lumini, è stata suggerita dal parroco un’offerta per i bisognosi da lasciare ai vincenziani che hanno installato una postazione davanti al portone centrale. A partecipare ai momenti di venerazione anche il direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute di Ragusa, don Giorgio Occhipinti, che si è complimentato con il parroco e con la comunità parrocchiale per la straordinaria collaborazione e disponibilità nella predisposizione delle disposizioni previste dal decreto sulle misure di sicurezza. 

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