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Giovedì, 17 Ottobre 2019

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Tantissimi turisti hanno accolto di buon grado l’iniziativa “Villaggio del Gusto” voluta dall’Assessorato comunale allo Sviluppo Economico di Ragusa e dall’associazione Glocal per sviluppare un’ampia azione di promozione dei prodotti tipici della gastronomia iblea. Una due giorni, che si è conclusa ieri sera, proprio nel giorno di Pasqua, per far vivere il quartiere barocco di Ragusa Ibla in modo ancora più completo, tra fede e tradizione, con i riti della festa, ma anche con la possibilità di conoscere, degustare, apprezzare e comprare i prodotti tipici. Il “Villaggio del Gusto” è stato particolarmente apprezzato dai turisti presenti nelle strutture ricettive, alcuni dei quali, provenienti da Modica, hanno abbinato un’escursione tra i monumenti barocchi di Ibla raggiungendo così anche un altro obiettivo dell’iniziativa, ovvero promuovere il territorio in senso lato, non solo i suoi aspetti gastronomici. E piazza Odierna, accanto ai giardini iblei, è stata una perfetta location per un’attività che ha completato ulteriormente l’offerta turistica locale.

 

Il buio per esaltare i sensi lungo un percorso che non lascia mai il binario della solidarietà. E’ la prima “cena al buio” che si svolgerà a Ragusa il prossimo 9 maggio aprendo un ciclo di appuntamenti nati per far provare emozioni nuove attraverso l’amplificazione di tutti i sensi, ad esclusione di quello predominante della vista. E la cena al buio sarà infatti l’occasione per assaggiare prelibati piatti, facendo però stavolta riferimento al tatto, all’olfatto, naturalmente al gusto e perfino all’udito. Saranno preparate pietanze dal sapore distintivo, dall’odore ben riconoscibile, prediligendo la cucina locale e i prodotti tipici degli iblei.

L’iniziativa prevede un primo lancio a cura della sezione provinciale dell’Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti di Ragusa per avvicinare i normodotati ai non vedenti facendo provare, per una volta, cosa voglia dire non avere il dono della vista ma condurre comunque la normale vita quotidiana. Si spegneranno dunque le luci per restare completamente al buio. Un buio nuovo, che non fa paura ma che al contrario viene “illuminato” dal valore della solidarietà. Per questo primo appuntamento l’Uic ha invitato autorità e giornalisti volendo appositamente conferire il carattere istituzionale che merita l’evento, trattandosi di un’importantissima iniziativa per il territorio, dai forti risvolti sociali e di grande valenza culturale. In un ambiente totalmente oscurato, gli ospiti verranno accompagnati ai loro posti per iniziare un viaggio ultrasensoriale “spegnendo” per un paio di ore il senso della vista. Non si resterà mai abbandonati durante tutta l’esperienza. La voce calda e rassicurante dell’attore ragusano Giuseppe Marrone, accompagnerà i commensali per tutta la cena guidandoli e suggerendo le amplificazioni sensoriali percepibili in questo particolare percorso degustativo con un menù rigorosamente segreto e tutto da scoprire. Una musica soffusa, alternata a registrazioni dei suoni della natura che richiamano il contesto ambientale delle pietanze, farà da sfondo alla serata dal carattere new age, surreale e unica per quanti parteciperanno, ma concreta e quotidiana per i ciechi.

Ma c’è una novità nella novità. A servire ai tavoli, appositamente formati dai docenti dell’istituto alberghiero di Modica, saranno quattro camerieri non vedenti che per una volta a ruoli invertiti, assisteranno e accompagneranno ai tavoli i commensali reali protagonisti in una situazione totalmente nuova. L’ideazione e l’intera organizzazione della cena al buio è curata dall’agenzia Best Memories, specializzata nella realizzazione di cene tematiche ed eventi. L’intenzione è quella di sensibilizzare la collettività sui non vedenti e sulle problematiche a cui ogni giorno sono costretti a far fronte. Per questo motivo sono già state invitate a partecipare alle successive cene associazioni di categoria, club service, aziende, gruppi di amici che, pienamente compresa l’iniziativa, vogliono vivere per una sera un’esperienza alternativa, inconsueta, unica e al tempo stesso carica di emozioni e sensazioni. Interesse e prime adesioni sono arrivate a tal riguardo da parte di alcuni club service di Ragusa, come il Rotary e il Kiwanis o da varie associazioni e comitati, come Confindustria, Ance, Coni e il Cral della Provincia.

L’avvio di questo rilevante progetto è stato reso possibile grazie al sostegno del Comune di Ragusa, al patrocinio della Provincia regionale di Ragusa e di differenti sponsor privati, come la Banca Agricola Popolare di Ragusa. E’ stato scelto un menù che valorizza il contesto territoriale attraverso un lavoro di concertazione portato avanti con alcuni partner quali Dipasquale Formaggi, Majore, Vini Olindo e Crémia, che hanno messo a disposizione dei prodotti di spicco dell’enogastronomia locale. Le cene si svolgeranno al Domus Aurea Resort di Ragusa all’interno di una sala totalmente al buio alla presenza di personale dotato di occhiali infrarossi che monitorerà passo dopo passo questa particolarissima e attesa esperienza.

Per seguire tutti gli aggiornamenti è stata creata una pagina facebook “Cena al buio Ragusa” ed è stata attivata anche una info-line al numero 0932 1913944.

 

“La riunione del comitato ristretto per la Ragusa-Catania in programma venerdì a Giarratana, in cui si metteranno a punto i dettagli della protesta da tenere a Roma, dinanzi alla sede del ministero del Tesoro, è quella che si sarebbe dovuta tenere già da tempo per venire, una volta per tutte, a capo di questa spinosa vicenda”. Ad affermarlo Salvatore Battaglia, candidato a sindaco della città di Ragusa per Mpa e Api. “Abbiamo più volte ribadito, anche a costo di sembrare ripetitivi – aggiunge Battaglia – che gli strali rivolti al Governo regionale non avevano senso alcuno e che la marcia lenta del 14 aprile scorso non ha avuto, se la vediamo da questo punto di vista, ragione alcuna se non la legittima indignazione di un territorio che non ce la fa più a sopportare questo stato di immobilismo. Sono pronto a sostenere, invece, tutte le proteste che saranno indirizzate nei confronti del ministro Tremonti che, così come tutti hanno compreso, tiene rinchiuse nel cassetto, ammesso che davvero ce le abbia (perché anche su questo aspetto sarebbe opportuna una verifica definitiva), le risorse necessarie per poter avviare una volta per tutte la realizzazione di questa importante infrastruttura. Per quanto mi riguarda, sono disposto a fare sino in fondo la mia parte, sensibilizzando, laddove necessario, il governatore siciliano ad accelerare le procedure che si rendono indispensabili non appena i fondi in questione saranno a disposizione”.

L'Arca Santa ieri sera

 

Una folla di fedeli ha accolto con devozione e grande entusiasmo, domenica sera, chiuse le celebrazioni pasquali, la traslazione del simulacro di San Giorgio martire dalla cappella in cui viene ospitato tutto l’anno sino al transetto del Duomo, accanto all’altare. Qualche minuto prima, stesso protocollo religioso era stato seguito, perpetuando un rito antichissimo, per l’Arca santa. In una chiesa madre gremita, la città è tornata a stringersi attorno al glorioso patrono di Ragusa, dimostrando un immutato affetto, destinato a rinnovarsi da qui sino ai giorni in cui si terrà la festa esterna, quest’anno prevista per il 3, 4 e 5 giugno. Al suono della marcia di San Giorgio, il simulacro, portato a spalla dai portatori, ha dato vita alla caratteristica ballata, muovendo la statua come in una danza che affonda le radici simboliche nella notte dei tempi. Più volte, inoltre, il simulacro è stato fatto affacciare sulla soglia del sagrato, un altro gesto simbolico, con il santo cavaliere che ha voluto rendere omaggio, in un saluto che si ripete ogni anno durante questo periodo, alla città e alla comunità dei fedeli. Con la cerimonia di ieri, quest’anno risultata più partecipata del solito, hanno preso il via in forma ufficiale i festeggiamenti in onore del santo che anche stavolta, come nei tre anni precedenti, vedranno impegnati in prima linea i componenti dell’associazione “San Giorgio martire” i quali forniranno piena collaborazione al parroco, don Pietro Floridia, per la piena riuscita di tutte le iniziative in fase di programmazione.

 

Quest’anno la festa liturgica è coincisa con il Sabato Santo. Per questa ragione, la tradizionale traslazione del simulacro del santo martire e dell’Arca santa è stata spostata a ieri sera. Don Salvatore Mallemi fornisce una serie di informazioni storiche sulla Pasqua e sul simulacro di San Giorgio. “Al termine della veglia pasquale, che prima della riforma liturgica del papa Pio XII si celebrava nel mattino del Sabato Santo – racconta don Mallemi – dal Duomo di San Giorgio si snodava la solenne processione del Cristo Risorto. Tale processione si è svolta, a memoria d’uomo, fino agli anni Cinquanta quando la statua del Cristo Risorto, essendosi danneggiata, fu riportata in Chiesa per non uscire più. Curiosa però, è la presenza, accanto alla statua del Cristo Risorto, del simulacro equestre del Patrono San Giorgio, così come testimoniato da varie foto d’epoca. Sconosciamo l’origine di questa tradizione. Interessante però è quanto racconta lo storico locale Eugenio Sortino Trono. Nel suo diario narra l’evento: “Alle ore 16 e 4, fortissima scossa di terremoto sussultorio. Spavento generale!” Era il 13 aprile 1895: Sabato Santo. L’indomani, domenica di Pasqua: “Spontaneamente quei di sopra portarono S. Giovanni, da noi, accolto entusiasticamente. La sera S. Giorgio fu portato Sopra. Entusiasmo indescrivibile! Folla straordinaria. Più bel giorno di Pasqua sarà difficile a vedersi”. Una cronaca dettagliata dell’evento si trova ancora nel registro dei battesimi di S. Giorgio di quell’anno. Un rescritto della Sacra Congregazione dei riti del 18 giugno 1847 stabilì che ogni qualvolta la festa liturgica di San Giorgio cade il Sabato Santo, se ne sposta la celebrazione al lunedì dopo la domenica in albis cioè al 2 maggio. La presenza del simulacro equestre di San Giorgio portato in processione accanto al Cristo Risorto nel giorno del Sabato Santo nell’ultimo secolo è quindi celebrazione della Pasqua del Signore; ricordo grato dell’intercessione gloriosa dei Santi per la liberazione dal flagello del terremoto; espressione visiva e simbolica della vittoria di Cristo Signore sul dragone antico del peccato e della morte partecipata dai suoi discepoli, membra del suo corpo mistico; evento di comunione e di solidarietà tra le componenti dell’unica comunità ragusana”.

 

“La crisi non è solo un modo di dire, un’espressione alla moda. E’ purtroppo, anche per quanto riguarda la provincia di Ragusa, supportata dai numeri. Che rischiano di diventare sempre più drammatici”. E’ la riflessione fatta dal segretario provinciale dell’Ust Cisl di Ragusa, Enzo Romeo, dopo aver preso atto delle cifre emerse durante le recenti attività del tavolo di ricollocazione istituito dall’Ufficio provinciale del Lavoro di Ragusa in collaborazione con Italia Lavoro.

Dati che consentono di evidenziare come le richieste di Cassa integrazione guadagni straordinaria e di mobilità in deroga, da parte delle aziende, siano in crescita: 70 richieste (47 Cigs e 23 mobilità) nell’intero 2010, già ben 48 (36 Cigs e 12 mobilità) nel solo quadrimestre gennaio-aprile 2011. A fronte di ciò i lavoratori per i quali è stata avanzata richiesta di Cigs e mobilità sono stati 310 nel 2010 (251 Cigs e 59 mobilità) rispetto ai 178 del primo quadrimestre di quest’anno (147 Cigs, 31 mobilità).

“Dati preoccupanti – commenta il segretario Romeo – e che ci stimolano sulla necessità di compiere azioni positive. In questo senso, il progetto “Welfare to work” per le politiche di reimpiego ci permette di garantire una risposta positiva. Anche perché si incanala nel contesto delle Politiche attive del lavoro che la Regione Sicilia attende da tempo. La legge Biagi risale al 2003. E’ ovvio, però, che si tratta di un inizio a cui occorre fornire maggiore incisività. In che modo? Gli attori sociali sono chiamati a svolgere un ruolo forte. Le azioni positive del progetto puntano alla formazione atta alla ricollocazione degli operatori. La sinergia tra le parti sindacali e le organizzazioni datoriali deve, però, rivelarsi sempre più stringente. E lo si può fare solo se la ricollocazione mira ai settori di maggiore sviluppo”. Secondo Romeo questo è ciò che, nella fase attuale, più manca. “Ci vuole – aggiunge – un quadro conoscitivo aggiornato per comprendere le dinamiche del mercato, per capire di che cosa lo stesso ha bisogno. Lo sforzo maggiore deve essere portato avanti, lo ripeto, dagli attori principali coinvolti. Solo così si potrà assistere ad una inversione di tendenza, inversione che sembra essere già partita nel resto del Paese. I primi segnali che si colgono, altrove, sono deboli mentre dalle nostre parti la condizione complessiva resta critica e precaria. Come dimostrano anche le cifre in questione”.

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