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Martedì, 18 Giugno 2019

Gli studenti della Giacomo Albo di Modica

 

E’ proseguito anche ieri mattina, nell’azienda Bracchitta di Ragusa, in contrada Cento Pozzi, il progetto delle associazioni culturali “Ricordi di terra nostra” e “Luce di un tempo” che celebrano, con la trebbiatura del grano e con la mostra delle macchine agricole d’epoca, il lavoro nei campi con le sue tradizioni, riti, usanze e costumi, insieme all’ingegno, inventiva, capacità innovativa ed impegno di tanti agricoltori ed imprenditori. Questa mattina è stata la volta degli alunni del circolo didattico “Giacomo Albo” di Modica. Quarantadue i piccoli studenti presenti, appartenenti alle classi VC e VD, accompagnati dalle insegnanti Virginia Vasco, Maria Carmela Petrolo e Rosa Assenza. Durante la visita guidata, la scolaresca, nel contesto della seconda parte del progetto denominato “La poesia dei campi”, ha assistito ed è stata coinvolta nelle operazioni dei differenti sistemi di trebbiatura del grano, da quella tradizionale, mediante calpestio degli animali sull’aia, a quella meccanica attraverso l’utilizzo di una trebbiatrice degli anni Cinquanta. In mostra trattrici d’epoca, una vasta gamma di trebbiatrici e macchine per la fienagione e la raccolta del grano.

La sistemazione dei covoni di fieno sul carro

 

“Rappresentano – afferma il presidente dell’associazione “Ricordi di terra nostra”, Emanuele Bracchitta – una storia importante per la nostra provincia, la vita e lo sviluppo delle nostre popolazioni dall’800 fino all’avvento della globalizzazione industriale. Un viaggio denso di sensazioni ed emozioni, un archivio di vita che rimarrà scolpito nelle menti delle giovani generazioni per ricordare chi siamo e da dove veniamo, una occasione per ricostruire una identità storica-culturale nostra e del nostro paese”. Tra i tanti momenti che hanno caratterizzato l’appuntamento odierno, la sistemazione dei covoni di fieno all’interno di un tipico carretto siciliano trasportato all’interno dell’aia da un asino ragusano. Il progetto proseguirà anche questa mattina con ospiti gli studenti dell’istituto comprensivo “Giovanni Consolino” di Vittoria e mercoledì 20 aprile con gli studenti dell’istituto comprensivo “Pedalino”.

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Venerdì 29 aprile, sabato 30 e domenica 1° maggio Ragusa si trasformerà in una nuova capitale dei libri, in occasione della seconda edizione del festival letterario “A Tutto Volume” che anche quest’anno sarà ospitato nella suggestiva cornice della città barocca.

Venti tra i migliori scrittori italiani dell’ultimo anno editoriale, insieme a lettori e curiosi, invaderanno gioiosamente piazze e cortili, strade e vicoli, chiese e palazzi storici, librerie e caffè, osterie e botteghe dell’intero centro storico di Ragusa e Ibla.

“A Tutto Volume” ha voluto dare voce alle parole più diverse, sposando la scelta del pluralismo culturale attraverso un’offerta di incontri letterari di alta qualità che spaziano dalla saggistica d’attualità alla narrativa, dal giallo al genere memorialistico, dall’arte alla poesia e alla ricerca spirituale meno convenzionale. E così come sono presenti saggisti (come Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Mario Giordano, Innocenzo Cipolletta, Roberto Vacca, Carlo Ottaviano, Roger Abravanel e Luca D’Agnese) insieme a narratori (Marco Presta, Marco Malvaldi, Lucrezia Lerro, Giorgio Nisini e Francesca Lancini), così autori affermati (come Giovanni Minoli, Aldo Cazzullo, Vito Mancuso, Simonetta Agnello Hornby, Achille Bonito Oliva) si alterneranno a giovani e talentuosi esordienti (come Viola Di Grado e Alessia Gazzola).

Lo spirito della manifestazione (che si svolge contemporaneamente al mese di promozione nazionale della lettura indetto dal Centro per il Libro) è quello di coinvolgere in una vera e propria festa del libro tutto il territorio e le energie locali insieme a cittadini, turisti e appassionati in una tre-giorni di letture, incontri e presentazioni. In concomitanza al programma principale si svolge anche Extra Volume, una ricca serie di laboratori, installazioni ed eventi di vario tipo organizzati direttamente dai cittadini ragusani proprio nell’intenzione di coinvolgere tutto il territorio nel modo più libero e spontaneo possibile.

“A Tutto Volume”, oltre a essere il primo festival siciliano dedicato interamente ed esclusivamente ai libri, vuole essere anche un’occasione per invitare appassionati e visitatori a scoprire lo straordinario fascino di Ragusa, con i suoi gioielli barocchi e i ben 18 siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, l’ospitalità di una città accogliente e solare senza dimenticare le rinomate delizie dell’enogastronomia locale.

L’ingresso a tutti gli incontri è gratuito.

Il direttore scientifico di “A Tutto Volume” è il giornalista e scrittore Roberto Ippolito.

Il direttore organizzativo è Alessandro Di Salvo.

La manifestazione è organizzata dalla Fondazione degli Archi in collaborazione con il Comune di Ragusa e la Provincia Regionale. Ha il patrocinio della Regione Siciliana e della Camera di Commercio di Ragusa e il sostegno della Banca Agricola Popolare di Ragusa. Aderiscono all’iniziativa: Confcommercio Ragusa, Confindustria Ragusa, Federalberghi Ragusa. Collaborano Archinet srl (tecnologie e logistica), Salarchi Immagini (editoria e web), Tecnica Mista (eventi artistici), Cinestudio Groucho Marx (videoarte e cinema).

 

Gli editori che partecipano al festival sono: Rizzoli, Garzanti, Bompiani, Gambero Rosso, Electa, edizioni e/o, Laterza, Mondadori, Einaudi, Fazi, Longanesi, Sellerio.

 

 

 

La processione dell'Addolorata

 

Tre processioni in un solo pomeriggio. I riti delle antiche tradizioni della Settimana santa a Ragusa Ibla sono stati ripetuti anche ieri con l’avvio della celebrazione delle “Quarantore di adorazione del Santissimo Sacramento”. Le confraternite, antiche associazioni di fedeli, hanno animato le processioni dei rispettivi simulacri caratterizzati, oltre che dalla presenza dei devoti, dall’accompagnamento della banda musicale “San Giorgio” con una marcia dal tono mesto che ha contribuito a rendere il quadro d’insieme ancora più suggestivo. Come certamente ricco di fascino è stato il transito dei simulacri tra le viuzze del quartiere barocco. I momenti di alta spiritualità hanno avuto lo stesso copione. Prima l’uscita dalla chiesa in cui risiede ogni confraternita, poi la processione verso il duomo di San Giorgio per l’adorazione del Santissimo Sacramento, quindi il rientro nella chiesa di provenienza. La prima processione è stata quella della confraternita Addolorata dalla chiesa dei Cavalieri di Malta di salita Commendatore. Da qui, dopo essere stato portato in piazza Repubblica, il simulacro dell’Addolorata è transitato per via del Mercato sino a raggiungere piazza Duomo e quindi l’ingresso nella chiesa madre. La seconda processione è stata animata dalla confraternita Maddalena con l’uscita dalla chiesa omonima di corso XXV aprile. Dopo il transito in piazza Pola, l’avvio verso il Duomo di San Giorgio. Dopo il rientro in sede, dalla stessa chiesa, intorno alle 20, l’uscita, animata dalla confraternita Santissimo Rosario, del Gesù alla Colonna che, anche in questo caso, è stato condotto, per l’adorazione, all’interno del Duomo. Il rientro, però, è avvenuto nella chiesa di San Francesco all’Immacolata, sede in cui originariamente il suddetto simulacro veniva ospitato. Il parroco del Duomo, don Pietro Floridia, ha ricordato il significato intimamente religioso delle  “Quarantore” con preghiere silenziose, canti e riflessioni.

 

“Ora dopo le conferenze stampa per denigrare il lavoro che ha fatto l’amministrazione Dipasquale, il candidato del centrosinistra si diletta anche nella domenica delle Palme, giorno in cui inizia la Passione, a dire bugie”. Punto per punto il sindaco Dipasquale risponde alla nota diramata dall’esponente del centrosinistra. “Guastella non sa di cosa parla. Del resto non mi aspettavo di più da uno che eletto nel 2006 è stato assente e latitante sui temi del Teatro Marino, sui tempi di realizzazione dei parcheggi, sui temi della legge 61/81 e sui temi della raccolta differenziata. Dopo questo suo lungo letargo Guastella si è inventato la candidatura a sindaco o qualcuno lo ha fatto per lui e si propone come il papabile sindaco della città. E’ vero che il Teatro Marino è chiuso, ma siccome era in letargo Guastella non si è reso conto che l’immobile è stato espropriato da questo sindaco, che è di proprietà del Comune, che è stata avviata la gara e la progettazione e che mai nessuno aveva detto che il teatro poteva essere aperto nel corso di questo mandato. Queste cose le può dire solo Guastella perché dormiva. Non si è accorto che il parcheggio di piazza del Popolo era rimasto privo di finanziamento per 1.250.000 ed il sindaco Dipasquale lo ha fatto rifinanziare e abbiamo avviato le procedure di gara”. Il sindaco Dipasquale continua a ripetere: “Ma lui dormiva e non si è accorto di questo. Che la raccolta differenziata era inesistente e in questa città oggi è una realtà su cui stiamo puntando e che dobbiamo incremetare. Non si è accorto neanche, ma certo era in letargo, che a fronte di una situazione disastrosa in Sicilia in tema di rifiuti, questo sindaco ha aperto una discarica evitando disagi alla città di Ragusa. La sua assenza e la sua latitanza non gli fa vedere il lavoro fatto. Se Guastella pensa che alle sciocchezze denigratorie che vengono dette noi dobbiamo stare zitti, mi dispiace ma proprio non lo potrò accontentare ed ogni qualvolta lui interverrà per criticare ingiustamente il lavoro degli altri, noi interverremo e così come abbiamo fatto tutte le altre volte smentiremo tutte le bugie e metteremo a nudo tutte le omissioni di Guastella. Come è una omissione la dichiarazione che nulla abbiamo fatto per riportare  l’edilizia abitativa nel centro storico perché mentre lui dormiva abbiamo approvato il piano particolareggiato che mancava da 30 anni in  questa città e stiamo facendo le procedure per poterlo spedire a Palermo. Un’altra menzogna. L’ultima cosa che vorrei per la mia città è un sindaco bugiardo”. Il sindaco Dipasquale conclude: “Rispetto a questi anni di opposizione mi aspettavo di più da parte del centrosinistra, mi sarei aspettato un vero candidato di sinistra. Oggi continuo a vedere l’atteggiamento distruttivo da parte di alcuni componenti dell’opposizione. Il tutto mascherato dietro un bel botto e con un linguaggio più appropriato”.

 

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Camarina come un campus grazie alle tante iniziative programmate per la “Settimana della Cultura”. Studenti ma anche tanti turisti, hanno approfittato dell’ingresso gratuito per conoscere più da vicino il museo e in generale il parco archeologico terraqueo di Camarina. Le scolaresche sono state coinvolte nella simulazione degli scavi archeologici e nella visita presso gli ambienti più naturalistici dell’intera area. Sono state molto gradite anche le visite presso le collezioni delle ceramiche del museo. Un fitto programma, curato dal direttore del parco, Giovanni Distefano, assieme ai dirigenti Calogero Rizzuto e Giuseppe Savarino, che ha nei fatti trasformato Camarina in un vero e proprio campus con tanti giovani che si sono riappropriati degli spazi esterni ed interni di questo bellissimo sito archeologico che punta sempre più alla sua valorizzazione. La “Settimana della Cultura” a Camarina si chiuderà domenica 17 aprile con “CinemarcheologicoCamarina”, una vera e propria rassegna di documentari. Dalle 10, presso l’auditorium del museo, saranno proiettati cinque documentari: “Dacia Augusti Provincia”, “La Domus del chirurgo di Rimini”, “10 mila anni fa, il mesolitico”, “Miti e megaliti, monumenti di pietra nella civiltà dei Celti”, “Il mondo dei Vichinghi”. Dopo la proiezione dei filmati è previsto l’intervento dell’archeologo Giovanni Distefano su “Ritorno a Camarina – il futuro del passato”. Sponsor dell’iniziativa è stata MediaLive che ha curato la comunicazione.

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