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Giovedì, 20 Giugno 2019

ALLEVI AL COMUNE

 

“Adoro la Sicilia e i siciliani e in questi giorni mi hanno esaltato i colori e i sapori di questa terra bellissima. Stasera a Ragusa concludo la fase finale del tour primaverile, ma tornerò ancora in Sicilia il prossimo 19 agosto a Taormina al teatro antico. La nuova data è stata appena fissata”. Così, al Comune di Ragusa, il maestro Giovanni Allevi nel corso della conferenza stampa di presentazione del concerto che stasera terrà al teatro Duemila nel capoluogo ibleo, inserito nel suo “Alien World Tour”. Si va verso il tutto esaurito anche per questa tappa siciliana con prenotazioni già partite oltre due mesi fa, con l’organizzazione locale della Marcello Cannizzo Agency e con il patrocinio del Comune e della Provincia regionale. Accolto dal sindaco Nello Dipasquale e dall’assessore alla Cultura, Francesco Barone, il maestro Allevi ha spiegato, rifacendosi anche alla filosofia di Hegel, cos’è per lui suonare al pianoforte tra la gente. “E’ un mostrare la propria anima che entra in contatto con i tasti del pianoforte e poi misteriosamente va ad incontrare le altre anime attorno allo strumento – ha detto Allevi – Sicuramente la mia è una passione travolgente che mi porta ad aver sempre voglia di incontrare la gente, le persone, la loro parte bella. La musica ci offre questa possibilità, quella di elevarci, di sublimarci e il concerto diventa l’incontro con l’Umanità, un incontro che mi carica e mi riempie di gioia profonda”. Il sindaco Dipasquale e l’assessore Barone, che hanno ricordato la qualità del concerto e il supporto offerto dal Comune, hanno poi regalato una piccola scultura che riproduce il simbolo della città e un libro sulla storia iblea con citazioni di Sciascia. Il maestro ha spiegato che per lui la musica è qualcosa di libero e creativo che va condivisa col pubblico, ovunque e comunque, che sia un teatro di New York o di Ragusa indifferentemente. Prima di andar via, Allevi ha firmato il registro degli ospiti illustri dove ha disegnato un pentagramma trasformando in note musicali il nome di Ragusa attraverso un procedimento matematico che risale al 1500. Stasera il concerto al teatro Duemila. Ultimi biglietti disponibili al botteghino a partire dalle ore 19.

 

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Prodotti tipici del territorio per rendere ancora più buona la Pasqua iblea. Accade a Ibla dove il prossimo fine settimana, 23 e 24 aprile, proprio in occasione della conclusione delle festività pasquali, approda il “Villaggio del Gusto”, un appuntamento con i sapori locali promosso dall’Assessorato comunale allo Sviluppo Economico e dall’Associazione Glocal. In piazza Odierna, proprio accanto agli splendidi giardini iblei, il “Villaggio del Gusto”, con la presenza di prodotti del territorio, farà conoscere soprattutto ai turisti le bontà della tradizione enogastronomica della provincia iblea. Prodotti d’eccellenza, come il formaggio, l’olio, il miele, il vino, il cioccolato, le conserve, i salumi, da far apprezzare anche attraverso la vendita diretta. Un mega stand accoglierà le produzioni ma anche piccoli momenti di degustazione all’interno dell’elegante ed accattivante villaggio che dalle 17 alle 24 di entrambe le giornate sarà operativo per questo incontro con il gusto. “L’obiettivo dell’intervento è di creare un momento di promozione delle tipicità locali da presentare sia ai cittadini ragusani che ai turisti presenti nel capoluogo durante le festività pasquali – spiegano dall’associazione Glocal – Stiamo pensando ad un percorso enogastronomico che metta in risalto la qualità delle nostre produzioni”. E proprio su questo obiettivo punta il Comune di Ragusa come conferma il vicesindaco Giovanni Cosentini che è anche l’assessore allo Sviluppo Economico: “Abbiamo la fortuna di poter contare su prodotti d’eccellenza e di qualità, frutto del lavoro meticoloso e pieno di sacrifici dei nostri produttori. Non sempre sono conosciuti, soprattutto ai turisti e per questo motivo, approfittando delle festività pasquali, quando Ibla si popola anche di turisti che intendono seguire i riti, abbiamo pensato di presentarli all’interno di un simpatico villaggio che accanto ai giardini iblei rappresenterà la naturale conclusione di un percorso culturale immerso nell’arte barocca”.

 

“Gli interessi complessivi della città di Vittoria sono stati, in questi ultimi anni, completamente travolti da un gruppo di potere che si è insediato al Municipio. Un gruppo che non ha amministrato e che non si è posto al servizio della cittadinanza. L’economia della nostra città, in questi cinque anni, è stata marginalizzata e distrutta dall’assenteismo di una Amministrazione incapace”.

Replica in questi termini il presidente di Azione democratica, Francesco Aiello, candidato a sindaco della città di Vittoria anche con il sostegno di Mpa, dopo le critiche rivolte all’accordo in questione da Sel e Pd e da alcune frange del centrodestra. “I cittadini, vessati da impostazioni tributarie e fiscali penalizzanti, con la cultura fatta a pezzi, e con il patrimonio ambientale affidato a mani improprie – aggiunge Aiello – sono stanchi. Il porto di Scoglitti rimane bloccato nell’immobilismo, devastato del suo valore identitario e produttivo; il lavoro nelle sue diverse forme è stato consegnato alle incursioni di camarille e caporali; la gestione di settori importanti, dal mercato all’Amiu, all’Emaia, è caduta nelle mani dell’affarismo. Il voto di scambio è diventato la regola. E’ chiaro, dunque, come la politica dei blocchi ideologici non riesca più ad esprimere gli interessi di Vittoria. Nicosia o Incardona giocano la stanca partita del voto inerziale, degli schieramenti precostituiti. E nulla sanno proporre ai vittoriesi di realmente valido. Nicosia ha cambiato in questi anni più di venti amministratori per non parlare delle svariate alleanze a cui ha dovuto ricorrere, da destra a sinistra, passando per il centro”.

“Per quanto riguarda Garofalo e Sel, mi dispiace dirlo – continua Aiello – ma sembra giochino la partita della fedeltà al passato, da loro gestito come depositari di una verità assoluta, della quale si sono fatti custodi ed eredi. Occorre, però, pragmatismo. Perché Vittoria è ad un passo dal baratro. E dobbiamo salvarla”. Aiello prosegue spiegando che “in questi anni abbiamo costruito in Sicilia una rete di contatti di base, nelle campagne soprattutto, ma anche in ambiti urbani che sono alla ricerca di uno sbocco nuovo alla crisi del sistema. La crisi ci accomuna – dice ancora il presidente di Azione democratica – e la ricerca di una soluzione ad essa è la strada che tutti dobbiamo percorrere. I partiti tradizionali sono diventati caste chiuse e autoreferenziali. Amministrare, oggi, per questa gente, significa spartirsi il Comune, spezzettarlo in feudi di spesa e di potere, strumentalizzare i bisogni e la dignità delle persone. E questo non possiamo più permetterlo. Il movimento Aiello Sindaco nasce proprio dal rifiuto del piccolo cabotaggio, condanna il traccheggio affaristico e della gestione feudalizzata dei servizi. Il ritorno alla legalità è una esigenza improcrastinabile a Vittoria dove gli abusi privati degli amministratori hanno superato ogni limite di decenza. Ecco perché, consapevoli di tutto ciò e al solo fine di impedire il collasso della nostra città, forti della esperienza maturata a contatto dei bisogni della gente, del popolo vittoriese, nella prospettiva di una più ampia rinascita dei siciliani, abbiamo intrapreso il cammino dell’autonomismo e della tutela del nostro patrimonio identitario, che sono stati sempre presenti nella nostra sensibilità e nella nostra cultura. Il ripristino delle regole è l’unico ancoraggio per ricostruire Vittoria. Vittoria che, assieme ai suoi problemi, non può più aspettare. Incombe il disastro nel settore agricolo e in tutte le attività economiche. L’accordo con l’Mpa ci consegna la possibilità di dare concreta e rapida attuazione ai nostri programmi di rilancio della città e della sua economia, dei servizi e della Sanità, del sistema viario e della identità culturale e ambientale di Vittoria. Dobbiamo dirlo: Vittoria è il nostro partito e i cittadini il nostro riferimento. Per questo riteniamo che l’alleanza con Mpa aiuti Vittoria a crescere e ad affrontare i temi scottanti del lavoro che manca. Le reazioni rabbiose, in alcuni casi con gli insulti, di queste ultime ore sono un buon segno. Vuol dire che abbiamo centrato il nostro obiettivo. Che non è solo elettoralistico. Da Vittoria parte un nuovo processo di mobilitazione della Sicilia”.

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Il futuro della cardiologia interventistica è la creazione di una rete che sia in grado, attraverso la telemedicina assegnata direttamente al 118, di individuare le priorità per trasportare i pazienti direttamente in reparto, evitando il passaggio in guardia medica o al pronto soccorso. A Ragusa si parte da un reparto di cardiologia interventistica che ha raggiunto livelli di grande qualità e professionalità divenendo punto di riferimento in Sicilia, ma si guarda anche ad una nuova frontiera, ovvero l’attivazione di una stroke-unit per intervenire sulle ischemie nel modo più appropriato. E’ quanto emerso ieri pomeriggio nel corso del nuovo appuntamento dei “Salotti Sanitari” organizzati dal Moica, il Movimento Italiano Casalinghe di Ragusa e il Mosac, il Movimento Sicilia Arte e Cultura. Relatori d’eccezione sono stati il dott. Raffaele Ferrante, primario della divisione di Cardiologia dell’ospedale Paternò Arezzo e il dott. Antonino Nicosia, responsabile del reparto di Emodinamica sempre nello stesso ospedale. “Sicuramente siamo orgogliosi per il fatto che siamo riusciti a creare a Ragusa una cardiologia interventistica che non teme il confronto con le realtà delle città metropolitane – ha detto il dott. Ferrante - Riusciamo a trattare non solo la cardiopatia ischemica ma anche le vascolopatie carotidee, causa dell’ictus, e quelle periferiche. Il futuro? E’ difficile poter ipotizzarlo, sono sicuro che miglioreremo soprattutto quando si riuscirà a fare arrivare in ospedale tutte le vascolopatie acute e penso che lo si dovrà fare non solo sul versante cardiologico ma anche su quello celebrale. Aprire l’unità per lo stroke, laddove si accerti un drop in carotide che ha causato uno stroke acuto, sarà come intervenire per l’infarto, ovvero rimandare del sangue in un cervello in sofferenza. E’ la grande scommessa”. Il dott. Nicosia ha rilanciato l’idea di attivare una rete operativa che coinvolga anche il 118. Al vaglio della Regione c’è già una proposta che emula il sistema dell’Emilia Romagna che lo stesso Nicosia ha fatto conoscere ai vertici sanitari regionali. “La prima cosa da fare – spiega Nicosia – è dotare tutte le ambulanze del 118 di un sistema di telemedicina, perché la cura dell’infarto va spostata dall’ospedale al territorio dove si può fare una prima diagnosi. Poi ci si sposta all’ospedale. Si deve insomma intervenire in modo collegato tra 118 e ospedale di periferia o ospedale centrale, pronto soccorso, cardiologia ed emodinamica. Probabilmente è un sistema complesso che va coordinato e che non può basarsi solo su un professionista. Per questo ho lanciato alla Regione Sicilia la proposta di creare una rete ad hoc sulla scorta di quanto fatto anche in altre realtà italiane. Ho proposto di prendere esempio dall’Emilia Romagna e abbiamo già visto il funzionamento. Ora dobbiamo metterlo in pratica”. Insomma tante informazioni dal nuovo appuntamento dei “Salotti Sanitari” che continuano ad informare e soprattutto a fare prevenzione, come spiegato da Giovannella Spina Barbagallo, presidente del Moica di Ragusa: “I Salotti Sanitari sono dei convegni e delle conferenze che organizziamo noi del Movimento Italiano Casalinghe estendendo l’invito alle associazioni del Centro Servizi Culturali che gentilmente ci ospita, per trattare temi importanti come i disturbi della nutrizione e la corretta alimentazione o ancora, come in questo caso, la cardiologia interventistica e le nuove frontiere. Prevenzione assoluta grazie anche a queste dettagliate informazioni”.

 

La processione di Gesù nell'orto degli ulivi

 

Altri momenti di grande fervore religioso sono stati vissuti ieri pomeriggio, sino a sera inoltrata, nel quartiere barocco di Ibla in occasione della perpetuazione degli antichi riti della Settimana Santa. La celebrazione delle “Quarantore di adorazione del Santissimo Sacramento”, esposto solennemente nel duomo di San Giorgio, in ricordo delle quaranta ore durante le quali Gesù rimase nel sepolcro, è proseguita con le processioni animate da altre confraternite dopo le tre che già avevano caratterizzato l’avvio di queste fasi di alta spiritualità nel pomeriggio di domenica scorsa. Per il lunedì santo, dalla chiesa di San Giacomo Apostolo, all’interno del Giardino ibleo, l’arciconfraternita di San Giacomo Apostolo, dopo la celebrazione della messa, ha condotto la processione del gruppo statuario di “Gesù nell’orto degli ulivi” che da piazza Odierna, transitando per corso XXV aprile, ha raggiunto piazza Duomo e da qui la chiesa Madre. Subito dopo il rientro del suddetto simulacro, è stata la volta della confraternita della Buona Morte che, dalla chiesa di Santa Maria dello Spasimo (Santa Lucia) in via Torrenuova ha dato vita alla processione della Buona Morte (o de La Pietà) sino ad arrivare, transitando per piazza Pola, all’interno, anche in questo caso, della chiesa Madre. Il rientro ieri sera, intorno alle 21. In entrambe le circostanze, le processioni sono state seguite, oltre che dai fedeli, dai componenti dell’associazione musicale “San Giorgio” che, con marce dai toni mesti, hanno riempito di ulteriore suggestione l’alto significato spirituale di queste iniziative. La celebrazione delle “Quarantore” sarà compiuta nella giornata odierna quando, dalla chiesa di San Filippo Neri, in via Giusti, il simulacro de “La Veronica” sarà condotto sino all’interno del Duomo, anche stavolta per l’adorazione del Santissimo Sacramento. L’inizio della processione è previsto intorno alle 20.

La processione de La Buona Morte

 

 

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