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Venerdì, 29 Maggio 2020

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I malati non devono essere lasciati soli. Una semplice visita può portare momenti di gioia a chi vive nella solitudine e nella sofferenza. Lo ha detto il vescovo della diocesi di Ragusa, mons. Carmelo Cuttitta, durante l’omelia della celebrazione presieduta ieri pomeriggio in Cattedrale per la XXVIII Giornata diocesana del malato. A concelebrare, tra gli altri, il direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, don Giorgio Occhipinti, che ha organizzato i momenti di preghiera, aggregazione e riflessione, il parroco della Cattedrale, don Giuseppe Burrafato, don Giuseppe Occhipinti e don Giovanni Cavalieri. La Pastorale della salute ha potuto avvalersi della collaborazione delle associazioni di volontariato che hanno fornito assistenza ai disabili e ai malati presenti. C’erano, infatti, i rappresentanti di Unitalsi, Ci Ridiamo Su con i clown e le loro bolle di sapone, Csr, Arthai e Anfass. Nel suo intervento, don Occhipinti, oltre a riportare alcuni passi del messaggio di Papa Francesco per questa speciale giornata, ha ricordato che ieri hanno preso il via le quindici visite alla Madonna di Lourdes che, per l’occasione, si terranno nella cappella dell’ospedale Giovanni Paolo II. Da sottolineare, inoltre, lo straordinario simbolo preparato dal Csr che, attraverso il convegno internazionale sul disturbo dello spettro autistico, tenutosi nei giorni scorsi a Modica, ha arricchito gli appuntamenti in preparazione alla Giornata del malato. Che, tra l’altro, attraverso uno specifico concorso rivolto agli studenti, ha già un collegamento con la Giornata del sollievo che si terrà nei prossimi mesi. “Quest’anno, poi, per la Giornata del malato – spiega don Occhipinti – abbiamo voluto utilizzare una particolare immagine che avevo disegnato decenni fa, quella di due apostoli vicini a Gesù. Quello che poggia il capo sulla spalla di Gesù è il discepolo Giovanni, l’altro Pietro. Lo sguardo di Gesù vuole rassicurare i discepoli e anche noi dai momenti difficili che tutti attraversiamo, rappresentati dall’alone scuro che ricopre le tre figure. A volte nei momenti di sofferenza ci attacchiamo a lui come Giovanni oppure ci allontaniamo un po’ nei momenti di incertezze o quando si smarrisce la speranza (tipica di alcuni malati). Gesù ci invita tutti ugualmente a lui e ci dice: Venite a me e io vi ristorerò”. E don Occhipinti aggiunge: “Lo sguardo abbassato dei due personaggi non nasconde le preoccupazioni che spesso ci turbano. L’essere vicino ai malati come Gesù in questa immagine che risale al 1991 quando l’ho disegnata esprime quello che diciamo sempre vale a dire il “Prendersi cura”. Ringrazio tutti i componenti dell’ufficio diocesano della Pastorale della salute per la splendida riuscita della giornata di ieri e anche i numerosi fedeli che hanno voluto essere presenti alla celebrazione. E’ stato un momento davvero straordinario”.

 

Un gruppo di giovani musicisti in giro, ieri pomeriggio, per le corsie e i reparti dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa. Musica anche al pronto soccorso. Più volte il gruppo si è fermato e ha incominciato a intonare melodie celebri che hanno catturato l’attenzione dei pazienti, dei familiari degli stessi oltre che dei medici e degli operatori sanitari. E’ stato un pomeriggio speciale quello di ieri che, idealmente, si è ricollegato all’iniziativa di sabato 8 febbraio quando l’associazione Cantus Novo, al termine della santa messa, ha tenuto un concerto. Ieri, l’appuntamento promosso dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, denominato “La cura tra le note. Musica e melodie nei reparti dell’ospedale Giovanni Paolo II”, ha rappresentato il secondo capitolo di questo viaggio musicale che ha visto per protagonisti alcuni studenti dell’istituto superiore liceo musicale Giovanni Verga di Modica diretti dal maestro Giovanni Giaquinta, lo stesso direttore di Cantus Novo. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’Asp di Ragusa. “Che dire – sottolinea il direttore dell’ufficio, don Giorgio Occhipinti – una sensazione meravigliosa e speciale. Avere la possibilità di ascoltare musica suonata dal vivo, e poi in maniera così attenta e melodiosa, in un luogo dove di solito è la sofferenza a farla da padrone, ha fatto da giusto contrappunto a quella che deve essere l’attenzione di tutti nei confronti dei pazienti, di chi è malato e chi sta attraversando un momento particolare per quanto riguarda la salute. I pazienti sono persone che hanno bisogno della massima attenzione e che, soprattutto, devono essere curati con la maggiore umanità possibile. Ecco, l’umanizzazione delle cure, è questa la frontiera verso cui si protende sempre di più nel futuro. Voglio ringraziare i ragazzi e il maestro Giaquinta perché sono stati meravigliosi. Un’esperienza straordinaria che speriamo di ripetere al più presto”.

L’esperienza degli orti sociali curati dalla cooperativa Proxima Ragusa si arricchisce di nuove tecnologie. Sta per essere completata, infatti, in via Grazia Deledda, a Ragusa, dove è attivo l’orto sociale più esteso gestito dalla cooperativa, la predisposizione di una serra che si prefigge di coltivare differenti varietà di fragole in impianti di acquaponica, il cui obiettivo è duplice. “Da un lato, infatti – è spiegato dai tecnici che si occupano di seguire l’orto – si riduce il consumo d’acqua per unità di prodotto ottenuto, addirittura si può arrivare sino al 100%; dall’altro le ricadute sono, come dire, di carattere sociale perché si forniscono delle nozioni innovative a tutti i beneficiari che operano nell’orto, con riferimento a un’agricoltura sostenibile e innovativa”. Il principio del funzionamento di questo sistema è molto semplice. “Si allevano pesci di media stazza – continuano i tecnici – che producono delle sostanze organiche che, lavorate da biofiltri, permettono di tirare fuori nutrimenti di ottima qualità per la crescita degli ortaggi. Sostanze depurate attraverso speciali biofiltri, come detto, e che poi si rendono disponibili per le piante ospitate in vasche di allevamento. Il prezioso liquido, a sua volta, attraverso un’azione di fitodepurazione, ritorna ai pesci come acqua pulita. E quindi si è in presenza di un ciclo continuo. La stessa acqua servirà, quindi, da veicolo alle sostanze nutritive. Abbiamo messo a coltivare diverse varietà di fragole e di pomodoro nutriti con il sistema Nft oltre ad ortaggi da foglia nutriti con il sistema floating”. Inoltre, in questo periodo, riflettori puntati sulla crescita di ortaggi legati alla stagionalità: piante di fave e fave tardive che stanno prendendo forma e che saranno a disposizione nel mese di aprile assieme a piselli, ceci e lenticchie più avanti disponibili. Sono state seminate in diversi periodi della stagione per avere una disponibilità più lunga e servire meglio i clienti. “L’orto sociale – dice il presidente della cooperativa Proxima Ragusa, Ivana Tumino – rappresenta una concreta alternativa percorribile per molte vittime di tratta in condizione di forte vulnerabilità, valorizzando e potenziando le competenze specifiche spesso già da loro possedute. Le azioni previste intendono stimolare il percorso di ciascun beneficiario verso l'auto-determinazione da realizzare anche attraverso forme di auto-imprenditorialità supportate dal progetto. L’attività "Orti sociali" si pone pertanto l'obiettivo di promuovere il reinserimento sociale dei beneficiari dei progetti realizzati dalla cooperativa sociale Proxima. Ricordiamo che il Comune di Ragusa, partner del progetto e sensibile alle tematiche sviluppate da Proxima, si è offerto di concedere in comodato d’uso gratuito due appezzamenti di terreno insistenti su di una zona periferica all’interno del tessuto urbano, dell’estensione complessiva di circa 2 ettari”.

Un nuovo grande successo sabato sera al Teatro Don Bosco di Ragusa per il nuovo appuntamento della stagione concertistica internazionale “Melodica” che ha visto l’esibizione in concerto dell’Ensemble E. C. O. con i solisti Fabio Di Stefano alla viola, Davide Galaverna e Luca Ghidini al contrabbasso, appuntamento inserito nel cartellone musicale patrocinato dall’Assessorato allo Spettacolo del Comune di Ragusa con la direzione artistica della pianista Diana Nocchiero.

L’ensemble ha presentato il concerto “Passioni amorose... Alla Rustica... de La Sonnambula”, con un programma molto ricco che ha spaziato dalla Sinfonia alla Rustica di Vivaldi alle Passioni Amorose e Variazioni sulla Sonnambula scritte da Bottesini, e ha regalato  un’intensa emozione  con un’esecuzione magistrale, rapendo il numeroso pubblico presente grazie alla maestria dell’uso del colore, coesione interpretativa, compattezza sonora e sincronismo del discorso musicale tra i componenti.

Bravissimi tutti e tre i solisti: Davide Galaverna che con il suo contrabbasso ha donato al pubblico in sala tutta la propria versatilità ed ecletticità, eseguendo le tre composizioni che lo hanno visto solista con un suono compatto, potente e intimo allo stesso tempo oltre ad un grande virtuosismo.

Con lui ha duettato prima il violista Fabio Di Stefano, suonando il suo bellissimo strumento con grande maestria e passionalità, oltre ad una notevole nitidezza e un suono sia profondo che brillante, ben amalgamandosi a quello del contrabbasso.

Il concerto si è concluso con le magnifiche “Passioni amorose” di Giovanni Bottesini, che ha visto solista insieme a Galaverna un altro fuoriclasse del contrabbasso,  Luca Ghidini, che ha suonato con la sua cavata sciolta, padronanza tecnica, timbrica e bellezza interpretativa; simpatiche le scenette tra i due che hanno molto divertito i presenti.

Successo caldo tributato da un pubblico attento, il quale ha ricevuto come regalo finale un bis sempre eseguito in coppia dai due contrabbassisti tra l’altro amici di vecchia data.

Il “caso Scale del Gusto”. Che la manifestazione dedicata all’enogastronomia siciliana, che da cinque anni si svolge lungo le scalinate tra Ragusa e Ragusa Ibla, fosse un esempio di eccellenza tra gli eventi promossi nel territorio ibleo era cosa nota e accettata da pubblico e operatori del settore. Che diventasse oggetto di una tesi di laurea è invece una novità. “Turismo enogastronomico ed eventi. Il caso Scale del Gusto”, questo il titolo dell’elaborato scritto da Valeria Carla Perticone al termine del corso di laurea in Formazione di operatori turistici del Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università di Catania.

In passato era già accaduto che Sud Tourism e la sua manifestazione di punta venissero citati all’interno di una tesi di laurea, ma mai che un intero elaborato venisse dedicato all’evento: una prova di quanto l’appuntamento sia ormai andato oltre il “semplice” evento autunnale per accreditarsi senza remore tra i volani di crescita economica, culturale e di visibilità del ragusano e delle sue tante ricchezze architettoniche ed enogastronomiche.

“È la dimostrazione di quanto gli investimenti in ambito culturale – commenta Giovanni Gurrieri, direttore di Sud Tourism – siano importanti non solo in termini di rivalsa economica per e verso il territorio, ma anche in termini sociali e formativi. Il fatto che una studentessa non ragusana, frequentante un’università non ragusana, abbia posto interesse verso la nostra manifestazione è una notizia per noi davvero importante”.

Per l’associazione non poteva iniziare nel migliore dei modi il nuovo anno. Sarà un 2020 speciale: segnerà l’avvio di una nuova fase per Scale del Gusto che compirà un passo in avanti nel suo percorso di crescita sul territorio e per il territorio.

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