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Martedì, 26 Maggio 2020

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Clown, animazioni, dolcetti e regali per tutti i piccolissimi ricoverati al reparto pediatrico dell’Ospedale Giovanni Paolo II sono stati i veri protagonisti, questo sabato mattina 19 ottobre, grazie all’iniziativa “SorrisoTerapia” indetta dal Lions Club Ragusa Host. La giornata, voluta fortemente dalla presidente Letizia Gerotti, e subito sposata con gioia dalla Direzione Generale dell’Asp di Ragusa, rientra all’interno dell’iniziativa internazionale “New Voices” indetta dal Lions International e destinata alla promozione della parità di genere e della diversità, mirando ad incrementare il numero di donne e di giovani all’interno del mondo dell’associazionismo. Proprio per questa nobile motivazione, il Lions Club Ragusa Host organizzerà un’altra giornata durante il prossimo marzo questa volta dedicandola interamente alla figura della donna. Due giornate intense e speciali che hanno come scopo quello di dare voce, da qui il nome “New Voices”, a coloro che troppo spesso non vengono considerati. Con questo programma il Lions Club International vuole celebrare il contributo unico che le donne danno al mondo intero e, ampliando la missione, comprendendo anche i giovani e le altre minoranze. Durante l’iniziativa di oggi ad accompagnare i soci Lions ed i Leo sono stati i bravissimi cantanti Mirko Marsiglia, Milana Di Rosa e la volontaria clown Paola Moscuzza. Hanno in un primo momento regalato animazioni con musica e scenette, per poi concludere l’intensa mattinata con la distribuzioni a tutti di libri e dolcetti in regalo. Una giornata felice e divertente che ha, almeno per poche ore, regalato leggerezza e spensieratezza ai giovani ricoverati all’interno del reparto diretto dal dottor Rosario Salvo ed a tutti i loro familiari.

Il numero di presenze, è vero, decreta il successo di una manifestazione. Ma il suo lascito nel tempo all’intera collettività è però forse il criterio più veritiero della sua rilevanza. Come a dire, “sostanza” a lungo termine oltre al riscontro nell’immediato. Accade a Ibla Buskers, la festa degli artisti di strada che quest’anno ha festeggiato i suoi primi 25 anni, che si è da poco conclusa a Ragusa Ibla. Tantissime presenze per i quattro giorni di spettacolo, un vero bagno di folla. Ma a renderla la manifestazione tra le più importanti dell’Isola è forse un altro aspetto: il suo sincero, viscerale attaccamento al territorio. Lo si denota, di edizione in edizione, nel forte impegno che l’organizzazione Edrisi, guidata da Ciccio Pinna e Antonio La Cognata, mette nel prendersi cura della propria terra, nel riscoprirla e quindi nel rivalutarla.

Quest’anno Ibla Buskers l’ha fatto illuminando uno scorcio abbandonato in Corso Don Minzoni al quartiere Archi. Dove sorgeva un tempo una vecchia casa, poi crollata, lasciando un muro di sostegno a proteggere la strada, l’arte ha portato respiro nuovo. Da una bruttura è nata bellezza, grazie a uno speciale murale, realizzato da Mariachiara Freddura e Daniela Dimartino. Un artista che svela un cielo azzurro, come togliendo un sipario sporco, come stracciando la pagina grigia di un vecchio libro, a lasciare spazio al nuovo, all’eleganza, alla vita.

L’ha fatto restituendo alla memoria la storia del Castello antico di Ragusa, grazie alla narrazione dell’attore Massimo Leggio, attraverso testimonianze antiche che hanno svelato aspetti poco noti di una vicenda che ha cambiato l’intero profilo di Ibla.

L’ha fatto accogliendo un piccolo flashmob, organizzato dalla collaborazione tra le associazioni Rinascita Verde e Legambiente per sensibilizzare la gente sul tema ambientale. Ispirandosi al movimento di Extinction Rebellion nato nel Regno Unito, tre ballerine con una clessidra dipinta sul petto, a simbolo del tempo che scorre inesorabile, e in mano piatti di plastica e un sacchetto, hanno voluto attirare l’attenzione sugli effetti negativi che il consumismo ha anche su di noi e sull’importanza di un intervento verso il cambiamento che parta dallo Stato.

Curiamoci del mondo e della nostra comunità: è il messaggio che Ibla Buskers vuole ogni anno lanciare. Perché non basta il divertimento, è importante l’educazione e la sensibilizzazione di una intera comunità. Obiettivi importanti, che la manifestazione può raggiungere anche grazie al supporto delle istituzioni, delle forze dell’ordine, in particolare Polizia, Carabinieri, Vigili Urbani, ed ancora un grazie agli sponsor che ne garantiscono la realizzazione. I ringraziamenti istituzionali vanno quindi all’Amministrazione Comunale, al Consorzio Universitario e alla Facoltà di lingue, alla Sovrintendenza ai Beni culturali. Un grazie speciale va anche a: Banca Agricola Popolare di Ragusa, Naturasi’, La Primavera, Prima classe, A vineria, Andrea Licitra. Infine un ringraziamento particolare per la collaborazione e il grande impegno profuso a Sais Trasporti per il sevizio di bus navetta che ha garantito l’ordine e la fruizione di migliaia di visitatori durante i giorni del festival.

Una cena speciale. Per scoprire cosa vuol dire essere disabili visivi ma giocando e divertendosi. La seconda edizione dell’iniziativa promossa dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Ragusa nel locale “A Vineria” è stata salutata da un bel successo. “E’ una esperienza emozionante per chi la vive – sottolinea Carmelo Gurrieri, socio Uici, che si occupa, assieme ad altri, dell’organizzazione dell’appuntamento – perché cenare senza alcun riferimento, non conoscendo neppure il locale, senza vedere quello che si mangia, potenzia in qualche modo gli altri sensi, favorendo la conoscenza con gli altri commensali in una maniera differente dal solito. Noi abbiamo affiancato le persone che hanno vissuto la nostra esperienza, scoprendo odori e sensazioni diverse dal solito”. Anche il titolare de “A Vineria”, Angelo Cafiso, si dice soddisfatto dell’esito di questa cena al buio. “Lo scorso anno abbiamo cominciato quasi per gioco – afferma – però abbiamo appurato che è stata una esperienza molto interessante. E per questo, facendo tesoro di quanto accaduto in passato, abbiamo voluto proseguire, organizzando un altro appuntamento che è stato baciato dal successo. L’approccio giusto di tutti i commensali ha senz’altro favorito questo speciale percorso”. Il presidente Uici Ragusa, Salvatore Albani, commenta: “Ringrazio i soci che hanno promosso questa iniziativa che rappresenta per tutti noi un modo di vivere la disabilità visiva in una maniera differente dal solito. Spero che possano esserci altre iniziative del genere destinate a favorire l’interazione tra normodotati e non vedenti, con i primi, però, che continueranno a mettersi dalla parte di questi ultimi”.

 

 

Una bellissima festa ha salutato la 25^ edizione di Ibla Buskers. Ieri sera, domenica 13 ottobre, il consueto Galà dei Saluti, presentato da Salvo Frasca al Distretto a Ragusa Ibla, ha chiuso il festival degli artisti di strada più longevo della Sicilia. Ibla Buskers si riconferma uno degli appuntamenti centrali dell’autunno ibleo, il più atteso, dagli adulti e dai bambini che si ritrovano circondati dalla magia degli artisti provenienti da tutto il mondo per portare la loro arte tra le vie del quartiere barocco. 

Quest’anno oltre 40 le compagnie presenti che nel corso del fine settimana si sono esibite: un programma quanto mai variegato, messo a punto egregiamente dall’associazione Edrisi guidata da Ciccio Pinna e Antonio La Cognata. Come ormai è consuetudine del festival, non solo esibizioni, ma anche appuntamenti dedicati al recupero della memoria collettiva, con l’intenso momento regalato dall’attore Massimo Leggio che ha raccontato la vicenda del Castello antico di Ragusa e poi riscoperta del territorio, con la passeggiata lungo il quartiere Arancelli con la sua bellissima Chiesa di Sant’Antonio Abate. Ed ancora convivialità con il Social Club in piazza Pola, il divertimento e all’artigianato, con la Kids Circus Zone e l’Ibla Bazar. E poi la riqualificazione di cantoni abbandonati che quest’anno si è concentrata in un angolo di Corso Don Minzoni dove Mariachiara Freddura e Daniela Dimartino hanno realizzato un murale emozionante: l’arte che porta bellezza, come un artista di strada che quasi per incantesimo, con la sua leggiadria ed eleganza, dispiega una pagina grigia per lasciare comparire un cielo azzurro: da una bruttura può nascere armonia, meraviglia, speranza. In fondo è anche il messaggio del manifesto di questa edizione: l’arte che ci accoglie, che genera, l’arte che ci abbraccia, che si fa veicolo di grazia e lente d’ingrandimento per vedere con occhi nuovi la realtà che ci circonda, nella sua interezza, nella sua poesia.

Ibla Buskers raggiunge la sua missione, ancora una volta, ancora con più intensità: ci regala occhi nuovi per stupirsi, un applauso spontaneo all’allegria, la risata gioiosa di un bambino. Un nuovo approccio alla vita, più spontaneo, più sincero, più naturale. Quanta bellezza intorno: è palpabile, Ibla Buskers ce lo ricorda: basta solo allungare la mano per afferrarla.

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