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Venerdì, 05 Giugno 2020

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E’ stata celebrata domenica in Cattedrale la festa di Maria Santissima della Medaglia, compatrona della città di Ragusa. Un rito particolare rispetto agli scorsi anni, quando le presenze erano state di solito numerose, anche durante il corteo processionale, perché tenutosi a porte chiuse e senza fedeli a causa dell’emergenza pandemica in corso. La santa messa del pomeriggio, in onore della Vergine, è stata presieduta dal vescovo della diocesi di Ragusa, mons. Carmelo Cuttitta, che, durante l’omelia, in occasione della V domenica di Pasqua, ha commentato i brani della liturgia del giorno, soffermandosi sui momenti iniziali dell’avventura della fede, quando la Chiesa ha cominciato a strutturarsi. “E’ stata data una spinta – ha detto il vescovo – per andare avanti, cercare di trovare le modalità per servire sì la fede ma anche coloro che vivono nella povertà. Gli apostoli cominciano a comprendere qual è la loro missione nel momento in cui Gesù Cristo li invia ad andare in ogni luogo per annunziare la parola di Dio”. Dagli apostoli giunge, poi, uno specifico insegnamento, come ha voluto sottolineare mons. Cuttitta. “Hanno compreso che dovevano essere pronti – ha spiegato – a dare la loro vita per Cristo. Anche noi dobbiamo essere ricolmi di speranza per diventare segno di consolazione e di pace per tutti coloro che non credono e che non hanno mai conosciuto il Signore. E questo lo si potrà fare ancora di più quando sarà possibile riprendere il ritmo della professione della nostra fede”. Il parroco della Cattedrale, il sacerdote Giuseppe Burrafato, ha ringraziato i fedeli che in numero sempre maggiore seguono da casa le dirette streaming proposte in occasione dei riti religiosi che si tengono quotidianamente. In questi ultimi giorni ancora di più perché il programma della festa della Madonna della Medaglia è stato seguito virtualmente da numerosi ragusani e non solo. “Una circostanza – afferma padre Burrafato – che ci riempie di gioia anche se, naturalmente, non vediamo l’ora di potere vivere questi momenti religiosi con il concorso del popolo dei fedeli”. E’ stato anche comunicato che, tutt’attorno alla Cattedrale, negli ultimi giorni, gli operatori dell’impresa ecologica Busso Sebastiano, che gestisce il servizio di igiene ambientale in città, hanno effettuato un’attenta opera di sanificazione per garantire che tutto potesse svolgersi in piena sicurezza dal punto di vista dei pericoli legati alla pandemia.

 

Vasa Vasa (in siciliano, “Baci Baci”), è il titolo del corto documentario realizzato dalla regista Alessia Scarso, che racconta le celebrazioni della settimana Santa a Modica, in Sicilia. Un rosario di sguardi, lacrime, preghiere. Il buio di una chiesa, dove il rito, inaccessibile, della vestizione della Madonna ha il senso definitivo del lutto. Dodici, intensi, minuti di dolore, canto, devozione. Dodici, come l'ora dodicesima, quella in cui la Madonna vede Gesù trionfare sulle tenebre. E allora sveste il manto del lutto per inondare d’azzurro il popolo accorso.

“Tempi di riflessione, silenzio ma anche di condivisione, quelli di questa crisi, che è sanitaria, che sarà economica, ma che sicuramente è epocale ed esistenziale. Non potendoci muovere in orizzontale nello spazio né nel tempo, costretti a una nuova realtà abbiamo l'occasione di guardare in verticale: a ciò che siamo, eravamo, saremo. Non potevano giungere in un momento più adatto le celebrazioni della Settimana Santa e specie la Domenica di Pasqua, che corrisponde con l’avvento della primavera. Natura, tradizioni e religioni si sono sempre unite a ricordare che ciò che muore può rinascere, ciò che finisce può ricominciare. Pasqua è il giorno in cui tutto può ripartire, perché tutto può accadere. Ci serve una nuova lettura: Pasqua, dall'ebraico “passare oltre”, specie quest'anno, ci invita a cominciare una nuova vita, a qualunque religione apparteniamo.

La Madonna Vasa Vasa di Modica è datata almeno 1645. Probabilmente il 2020 è il primo anno in cui la festa non può tenersi. Ma noi siamo gente che sa leggere le cose da un altro punto di vista. La prova è che nel giorno in cui la Cattolicità ricorda la Resurrezione del Cristo, il popolo modicano celebra la Pasqua sotto il segno della Madonna, attendendo trepidante lo svelamento del mantello a lutto quando incontra il Risorto. Noi siamo l'unico popolo che onora il bacio della Madonna Mamma, il gesto più intimo e commovente. Forse per questo, quando ho realizzato questo documentario, mi ha suggestionato De Andrè, nel brano “Tre Madri”, mentre canta "Non fossi stato figlio di Dio, ti avrei ancora per figlio mio". Il rapporto intimo tra Maria Vergine e Gesù Cristo si veste di sacralità già nella sola relazione madre figlio. E qui mi ha soccorso la pietà popolare di una signora anziana, Maria Bonomo, la cui nenia in dialetto è canto, dolore, lacrima, Amore, così ritmata e intima che ricorda Jacopone da Todi nella sua "Donna de Paradiso", brano bellissimo di pietà umana e divina.

Dunque, chi sa rileggere e vedere le cose da altri punti di vista, adesso è privilegiato”.

Il documentario sarà disponibile per il solo giorno di Pasqua, a partire dalle 12.30, sui canali Youtube, Facebook e Instagram della regista.

Il docente ragusano Paolo Antoci ha inoltrato un messaggio a don Giorgio Occhipinti, direttore dell'ufficio diocesano per la Pastorale della salute e cappellano dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa, affinché, a emergenza rientrata, si possa onorare san Rocco, protettore contro la peste e le malattie infettive, negli ospedali della diocesi di Ragusa. Nella missiva, tra l’altro, il prof. Antoci chiede di valutare la possibilità di collocare nei nosocomi iblei un’immagine di san Rocco, possibilmente realizzata da artisti locali, con queste finalità: per ringraziare Dio per intercessione del santo protettore; per ricordare tutte le persone che, come san Rocco, hanno dato la loro vita per assistere i malati di Covid-19; per richiamare i fedeli a invocare Dio per intercessione del santo nei momenti di malattia infettiva (per tale motivo è stato suggerito che l'immagine sia esposta nel reparto malattie infettive del nosocomio). “Aggiungerei, inoltre – continua il messaggio del prof. Antoci – una messa votiva di ringraziamento al santo nelle chiese in cui è venerato; a Ragusa, per esempio, nella chiesa di san Rocco oppure nelle chiese Anime Sante del Purgatorio e Ss. Ecce Homo. Anche a Comiso, Monterosso Almo e altrove ci sono chiese con l’effigie del santo taumaturgo. L’invito lo rivolgo a tutti i cappellani ospedalieri. Credo che quest'anno il 16 agosto, memoria liturgica di san Rocco, sarà una festività tutta particolare, doverosa celebrarla, per essere riconoscenti verso il santo di Montpellier e verso i medici, infermieri e volontari sanitari che sono stati vicini agli infermi a causa del Covid-19 fino al sacrificio della propria vita”. “E’ una proposta – sottolinea don Occhipinti – che accolgo con estrema attenzione e valuteremo, conclusa l’emergenza sanitaria, se ci saranno le condizioni per poterla attuare in maniera articolata così come la stessa è stata lanciata”.

“Scale del Gusto” continua a sorprendere. Dopo essere divenuto un “caso studio” finito all’interno di una tesi di laurea dedicata al turismo enogastronomico, la manifestazione promossa dall’associazione Sud Tourism, in attesa di ritrovare e abbracciare tutti i suoi fruitori in tempi migliori, ha deciso di lanciare quattro masterclass online interamente dedicate ai piatti tipici della tradizione pasquale ragusana. Un modo per tramandare, anche attraverso le moderne tecnologie, quanto fa parte del patrimonio immateriale del nostro territorio.

La Pasqua di quest’anno sarà, come tutti sappiamo, una festa assolutamente diversa e speciale rispetto a come l’abbiamo finora vissuta, ma ugualmente “Scale del Gusto” ha deciso di rilanciare la propria attività di promozione territoriale attraverso la valorizzazione di piatti locali da replicare a casa seguendo online, in live streaming, le quattro masterclass programmate dedicate alle classiche impanate di agnello, alle cassatelle di ricotta, ai pastieri di carne e agli impancabili “aciddu cu l’ova” che sono la felicità dei bambini ma anche la sorpresa dei più grandi.

Predisposto un calendario per coinvolgere i partecipanti da casa attraverso la pagina social www.facebook.com/scaledelgusto e il sito web www.scaledelgusto.it. Si inizia questo mercoledì 8 aprile alle ore 18 con la food blogger Elisa Rizza Moncada per immergersi nella dolcezza delle cassate di ricotta, uno dei dolci pasquali più attesi e ricercati, facili da realizzare anche a casa. Giovedì 9 aprile alle ore 18 sarà la food blogger Barbara Conti ad illustrare la preparazione dei “pupi cu l’va”, altro dolce che unisce magicamente in cucina i bambini. Venerdì 10 aprile alle ore 18 torna Elisa Rizza Moncada per i segreti riguardanti i “pastizzi” di carne, infine sabato mattina 11 aprile alle ore 11 sarà la famiglia Digrandi, famiglia di chef e ristoratori, ad illustrare le tecniche di preparazione delle famose impanate d’agnello.  “Rimaniamo a casa, ma non fermiamo la cultura e le tradizioni della nostra terra – spiega Giovanni Gurrieri, direttore dell’associazione Sud Tourism - Da questo mercoledì invitiamo tutti, seppure virtualmente, a partecipare alle speciali masterclass online, da seguire comodamente da casa. Quattro appuntamenti per conoscere la tradizione ed eseguire insieme le ricette. Consigliamo di preparare gli ingredienti che ogni giorno proporremo in mattinata sulla pagina social per poi seguire la diretta e condividere insieme le fasi di preparazione. Invitiamo anche a scattare delle foto con gli smartphone e ad inviarcele così da pubblicarle sui nostri canali social, nel segno della tradizione. Ringrazio questi amici di Scale del Gusto che si sono subito messi a disposizione e con cui abbiamo condiviso questa idea, con la speranza di coinvolgere il più possibile quanti sono attualmente e forzatamente a casa, con la speranza che questa Pasqua, con il suo importante significato di rinascita, ci proietti verso una nuova fase del nostro quotidiano”.


2500 mascherine a norma sono state donate stamani agli ospedali di Ragusa, sia al Giovanni Paolo II e che all’Ompa di Ragusa Ibla. E’ stata Letizia Gerotti, presidente del Lions Club Ragusa Host, a consegnare le mascherine al direttore sanitario Pasquale Granata per essere destinate agli operatori sanitari e parasanitari che giornalmente, con enormi sacrifici, lavorano all’interno dei nosocomi. Presenti anche il direttore amministrativo, Gabriella Merlino e la segretaria del club service ibleo, Pina Lembo.
 “Abbiamo avviato al nostro interno una raccolta fondi che è servita ad acquistare le 2500 mascherine prodotte secondo gli standard europei da un’azienda del Nord Italia. Abbiamo pensato di donarle al personale che opera in ospedale, che è in prima linea in questa lotta contro un nemico invisibile e dunque, più di tutti gli altri, risulta essere maggiormente esposto. Sappiamo che le istituzioni nazionali e regionali si stanno adoperando per far pervenire altri presidi sanitari a protezione del personale ma intanto abbiamo pensato di offrire il nostro supporto attraverso questa donazione che vuole essere da un parte un concreto aiuto nei confronti di chi opera giornalmente in ospedale e dall’altro un segnale di enorme ringraziamento per quanto stanno facendo a tutela della salute pubblica”. 
La consegna è avvenuta stamani all’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa. Il Lions Club Ragusa Host sta proseguendo la sua attività al servizio della collettività avviando una nuova raccolta fondi per offrire, su indicazione della Caritas e dei Servizi Sociali, dei generi alimentari alle famiglie meno abbienti.

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