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Domenica, 26 Maggio 2019

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“Le accuse mosse dall’Ugl sono infondate oltre che pretestuose. Per questo motivo stiamo già valutando l’ipotesi di adire le vie legali affinché, in tutte le sedi, venga garantita la nostra onorabilità oltre che il pieno rispetto delle regole”. Così il vicepresidente dell’En.A.I.P. Rosario Cavallo, replica all’Ugl che, attraverso Paolo Nativo, segretario generale, e Salvatore Mililli, coordinatore provinciale dell’Ugl-scuola, ha diffuso la notizia secondo cui l’ente di formazione deve rispondere di attività antisindacale dinanzi al giudice del lavoro. “Ci viene contestato il fatto – aggiunge Cavallo – di aver vietato la convocazione di un’assemblea, indetta a norma dello Statuto dei lavoratori, presso i locali del nostro ente. La sede dell’ En.A.I.P., checchè ne dica l’Ugl che ha ventilato l’ipotesi di una presenza di circa quindici lavoratori a fronte di un personale che complessivamente si aggira sulle 80 unità, non ha a disposizione una sala per accogliere un numero così elevato di persone. Il sindacato autonomo parla di un determinato numero di persone. E se a queste se ne aggiungessero delle altre? Chi ci dà la garanzia che il numero di persone per le quali la sede è stata accreditata non venga superato? E perché questa assemblea non si può tenere in qualsiasi altra sede che non sia quella dell’ En.A.I.P., ad esempio in una sede sindacale? Abbiamo sempre manifestato la massima disponibilità a fronte di richieste sindacali, ma, è chiaro, nel pieno rispetto delle regole. Nessun comportamento ostile e strumentale, dunque, ma solo una questione di buon senso. E, lo ripetiamo, di rispetto delle normative esistenti. Non dovrebbe essere piuttosto il sindacato a farsi pienamente garante della sicurezza dei lavoratori? Ecco perché ritengo che si tratti di polemiche strumentali e infondate. La nostra disponibilità non viene mai meno. A patto che il dialogo venga condotto senza forzature e, soprattutto, senza minacce di adire le vie giudiziarie, dalle quali, sappia l’Ugl, ci sapremo senz’altro tutelare”.

“La realizzazione dei lavori di messa in sicurezza e di potenziamento della struttura portuale di Pozzallo inciderà in modo determinante sulla crescita dell’intero territorio ibleo. Un plauso va dunque all’amministrazione comunale di Pozzallo e al sindaco Giuseppe Sulsenti che grazie al costante impegno sono riusciti a recuperare il tempo perduto e ottenere l’importante finanziamento” . Commenta così Pietro Barrera Consigliere Provinciale, Capogruppo Mpa, la notizia che la Giunta di Governo ha deliberato il finanziamento relativo agli “studi preliminari propedeutici alla redazione del progetto definitivo per la messa in sicurezza del porto di Pozzallo”, per una somma pari a 570.000,00 euro. “Un ringraziamento particolare – dice Barrera – va al Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo che ha accolto la richiesta di concedere l’anticipazione della somma occorrente per l’elaborazione del progetto esecutivo, in modo da poter velocizzare la pratica” . Barrera, che è consulente del Comune, a titolo gratuito, in materia portuale, si dice soddisfatto per il risultato raggiunto e soprattutto per il fatto che entro il 2015 la tanto attesa messa in sicurezza del porto di Pozzallo sarà una realtà grazie ai 40 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione tramite un bando europeo. Il comune di Pozzallo è stato nominato stazione appaltante e sarà l’ente ad elaborare il progetto esecutivo per i lavori di messa in sicurezza del porto. “Mi fa piacere inoltre ricordare - conclude  Barrera - che è stata sbloccata la realizzazione della stazione dei passeggeri ed i fondi sono stati recuperati. A breve verrà indetta la gara d’appalto per i lavori necessari e verrà convocata una conferenza per dare a tutti i cittadini le informazioni e le novità su tutti i cambiamenti che interesseranno il Porto che è un’infrastruttura che ha grandi potenzialità ed è determinante per lo sviluppo dell’intero territorio”.

Saranno potenziati i controlli da parte della Polizia Provinciale per assicurare maggiore serenità a quanti risiedono nelle contrade rurali di Chiaramonte Gulfi dove di recente si sono verificati numerosi furti. E’ quanto ha disposto il presidente della Provincia, Franco Antoci dopo l’incontro al Palazzo di viale del Fante con il coordinatore cittadino dell’Udc di Chiaramonte Gulfi, Mario Cutello, il consigliere comunale Vito Alescio, il comandante della Polizia Provinciale, Raffaele Falconieri e il dirigente della Provincia, Nitto Rosso. Durante l’incontro, il coordinatore cittadino Cutello, facendo seguito alle numerose istanze provenienti dai cittadini residenti nelle aree di campagna, ha esposto in maniera analitica la situazione che si è venuta a creare con ripetuti furti verificatisi nelle ultime settimane sia in abitazioni private che in vari locali commerciali. Episodi che hanno minato la tranquillità dei residenti ma anche la redditività delle aziende. Un allarme diffuso soprattutto nelle campagne di Roccazzo, Sperlinga, Serra Berretta e Piano dell’Acqua. Prendendo atto della problematica, che era stata oggetto anche di un intervento del sindaco Giuseppe Nicastro, il presidente Antoci, di concerto con il comandante Falconieri e con il dirigente Rosso, ha assicurato che, nonostante la difficoltà ad avviare un monitoraggio su un territorio molto vasto com’è quello rurale di Chiaramonte Gulfi, la Polizia Provinciale incrementerà i controlli e la propria presenza anche nelle ore notturne con la speranza di arginare tali negativi fenomeni.

“Un attacco politico vergognoso. Il Pd ancora una volta mistificatore della realtà”. Con queste parole la segreteria comunale del Partito Repubblicano Italiano di Ragusa risponde alle provocazioni e alle accuse lanciate dal Pd stamani in conferenza stampa sul progetto “Ragusa Cantiere Quartiere”. “Continuano a sferrare attacchi inutili e senza alcun fondamento, dimostrando ancora una volta di non saper essere davvero propositivi e di essere capaci solo di attaccare. Contrappongono, come sempre, la loro politica del dire alla nostra politica del fare, mostrando la loro inconsistenza ai cittadini, altro che progetto alternativo per la città come vorrebbero far credere. Ma la cosa più grave è che usano mezzi subdoli, con accuse infamanti, senza nemmeno sapere davvero di cosa realmente stanno parlando. Non conoscono neanche il nome esatto del progetto. Nelle interviste televisive lo hanno chiamato “quartiere in cantiere” e non hanno saputo nemmeno comprendere l’obiettivo del progetto, criticato in una conferenza stampa frettolosa e piena di discordanze. Hanno commentato una determina che trattava di una fase del progetto inerente iniziative che coinvolgono gli istituti scolastici e, leggendo scuole, hanno detto che non ne vedevano il nesso con il progetto, dimostrando di non aver nemmeno letto che si tratta proprio di attività svolte nelle scuole.  E’ stato detto che il progetto ha messo da parte alcuni quartieri, come San Giacomo, Marina di Ragusa e Ibla, ignorando il fatto che già si è proceduto al coinvolgimento delle scuole di questi quartieri e di altri, con l’adesione di circa 400 studenti. Hanno detto che l’unica cosa fatta finora è stata un’intervista in una parrocchia, senza constatare che proprio in quella parrocchia nel periodo natalizio era stata fatta una festa che ha riscosso un grande successo, allo stesso modo di come poche settimane fa un’altra iniziativa molto apprezzata ha riguardato la città col progetto in questione. Iniziativa culminata in una festa che ha avuto come scenario piazza Duomo a Ibla, luogo secondo Calabrese dimenticato dal progetto. Infine hanno offerto elementi fuorvianti, dimenticando di dire che le spese sono ripartire per le varie azioni del progetto e che si tratta di una compartecipazione. Nonostante tutto sia stato fatto in economia, si sono già ugualmente raggiunti ottimi risultati. Infine Calabrese, solito chiacchierone, ha detto che il suo consigliere di quartiere Iacono non conosceva il progetto. Se il suo consigliere avesse avuto la bontà di partecipare alla seduta del Consiglio circoscrizionale dove il progetto è stato presentato, piuttosto che fare l’assenteista, avrebbe sicuramente evitato a Calabrese e al Pd di fare brutta figura.

Elio Sanfilippo, Giorgio Bertinelli e Pino Occhipinti

 

“La cooperazione ragusana di Legacoop, in questi ultimi quattro anni, è riuscita a mantenere il fatturato, gli occupati e a consolidare il patrimonio netto, pur in presenza di difficoltà settoriali che hanno investito soprattutto l’agricoltura, il sociale, ma anche settori strategici come il consumo ed il dettaglio per effetto della crisi economico-finanziaria ancora in atto”. Lo ha detto il presidente di Legacoop Ragusa, Pino Occhipinti, riconfermato nel suo ruolo, leggendo la relazione che, ieri pomeriggio, a Poggio del Sole resort, ha introdotto i lavori della sedicesima assemblea congressuale. Presidente dell’assemblea Giorgio Ragusa, i lavori hanno visto la partecipazione del presidente di Legacoop Sicilia, Elio Sanfilippo, e del vice presidente di Legacoop nazionale, Giorgio Bertinelli. “Le nostre cooperative rappresentano, nel tessuto produttivo ed imprenditoriale della provincia – ha detto Occhipinti – punti di riferimento avanzato nei vari settori dell’agricoltura, della cooperazione d’abitazione, nella produzione e lavoro, nel consumo, nel dettaglio e nell’erogazione di servizi sociali alle nostre comunità, con livelli occupazionali di tutto rispetto”. I numeri parlano chiaro: 190 cooperative aderenti, 29.824 soci, 14 milioni di euro di capitale sociale, 56 milioni di euro di patrimonio netto accumulato, 290 milioni di euro di fatturato, 1.300 occupati tra fissi e stagionali.

“Il sistema Ragusa, il modello di sviluppo dell’imprenditoria ragusana – ha aggiunto Occhipinti – rischia di fare flop se non si realizzano le infrastrutture necessarie o non si potenziano quelle già esistenti. Abbiamo il dovere di pensare all’economia del futuro che passa attraverso l’attuazione di un sistema di servizi, rispondenti all’evoluzione socio-economica europea ed internazionale. E questo va fatto con un processo di concertazione capace di rispondere all’esigenza di dotare il mondo imprenditoriale di strumenti, mezzi ed infrastrutture efficaci e funzionali allo sviluppo voluto”. Critiche sui fondi ex Insicem. “L’utilizzo del fondo di rotazione di 8 milioni di euro disponibili nell’accordo di programma per i fondi ex Insicem – ha continuato il presidente – doveva essere un volano di sviluppo imprenditoriale del territorio ed invece è diventato terreno di indagine fiscale e conflitto tra le imprese e la politica. Chiediamo con forza la riapertura del bando per lo sblocco delle risorse finanziarie rimanenti e la semplificazione del meccanismo di assegnazione, compatibile con i tempi delle imprese”. E, ancora: “I risultati degli ultimi quattro anni in termini di miglioramento infrastrutturale della provincia di Ragusa non sono per niente soddisfacenti se pensiamo allo stato dell’iter della Ragusa-Catania, ai lotti di autostrada da Rosolini a Scicli, alla viabilità provinciale non certo eccelsa e priva di manutenzioni adeguate, allo stato gestionale e strutturale del porto di Pozzallo, alla rete ferroviaria ormai quasi inesistente, ad un aeroporto che, oggi, possiamo definire completato nel suo assetto strutturale, ma ancora privo di una sua vera e propria funzionalità strategica e logistica”.

Elio Sanfilippo si è soffermato sulla crisi strutturale che coinvolge anche le coop. “Sapremo trovare al nostro interno – ha detto – le soluzioni per puntare ad un rilancio specifico, per dare quelle risposte che, oggi, soprattutto i giovani si attendono, guardando alla cooperazione come un modello positivo e propositivo”.

Giorgio Bertinelli ha aggiunto che “la cooperazione è ormai adulta per diventare un pezzo della società italiana che ne aiuta lo sviluppo. L’intesa in corso con le altre centrali cooperative ci proietta alla creazione di un’unica grande centrale cooperativa che, a quel punto, costituirebbe una parte importante dell’economia, il 7% del Pil in Italia. Ci candidiamo a trasformarci in un pezzo della società italiana che si preoccupa  di uno sviluppo compatibile con la tutela del lavoro”.

Al termine dell’assemblea sono stati eletti i componenti del comitato di coordinamento: Pino Occhipinti, Giorgio Ragusa, Massimo Buffa, Giovanni Cascone, Roberto Roccuzzo, Nello Aprile, Biagio Fortunato, Sebastiano Caggia, Salvatore Cascone, Emanuele Bracchitta, Eugenio Gerratana, Guglielmo Palazzolo, Giuseppe Paglia, Santo Italia, Sergio Cassisi, Antonino Baglieri, Giovanni Calabrese, Carmelo Arrabito, Salvatore Burrafato e Giuseppe Giannone nella qualità di invitato permanente.

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