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Martedì, 26 Maggio 2020

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La processione

 

La tradizione è stata rispettata. Senza tralasciare l’innovazione. Ancora una volta, la festa di San Giorgio a Ibla ha rispettato le attese con decine di migliaia di fedeli e di ferventi sostenitori del santo martire che non hanno voluto mancare all’appuntamento clou delle celebrazioni per rendere onori al glorioso patrono di Ragusa. Ieri sera il quartiere barocco del capoluogo ibleo è stato invaso letteralmente da decine di migliaia di persone. Secondo le stime, oltre quarantamila presenze. In molti, dapprima hanno assistito alla solenne funzione presieduta dal vescovo della diocesi di Ragusa, mons. Paolo Urso, mentre, subito dopo, l’uscita dal Duomo del simulacro del santo martire e dell’Arca Santa è stata salutata da una vera e propria ovazione. E’ stato, quindi, il momento dei “botti” d’apertura della solenne processione che hanno trasmesso il segnale di festa all’intera città. La processione è stata aperta dai rappresentanti delle confraternite di Ibla con le vesti d’ordinanza, a seguire il parroco del Duomo, don Pietro Floridia, e quindi i vertici locali delle autorità civili e militari. Più volte, durante la processione, intonato dai portatori, con indosso le classiche magliette bianco e rosse che riprendono i colori caratteristici associati alla festa di San Giorgio, è risuonato il grido “Truonu viva”, un’enunciazione tesa ad esaltare le qualità del patrono. Tra i momenti più suggestivi della processione di ieri sera, la sosta alla chiesa Anime sante del Purgatorio, caratterizzata dalla recita dei Vespri, alla presenza del parroco della chiesa di piazza della Repubblica Gino Scrofani. Lungo tutto il tracciato della processione, numerosi i fedeli che, dai balconi delle proprie abitazioni, hanno omaggiato il santo martire, come da tradizione che si perde nei tempi, con il lancio di petali di rosa.

I componenti dell'associazione San Giorgio martire

 

“Questa festa – ha detto il parroco, don Floridia – riesce ogni anno a stupire sempre di più. E’ sempre uguale a se stessa ma per certi versi sempre diversa. Non dimentichiamo, inoltre, il significato recondito del messaggio che il santo cavaliere ha voluto trasmetterci in questi giorni. San Giorgio ci ha detto che Gesù è luce eterna e che ha illuminato i passi pure del nostro santo patrono. Ecco perché chiediamo tutti assieme che l’ardente fuoco dello spirito d’amore che incendiò il cuore zelante di San Giorgio, illumini ed incendi il nostro cuore e, resi compagni e imitatori di un così grande Santo, con lui ci rendano partecipi della Gloria del Padre”.

 

“E’ stata ancora una volta una settimana – affermano i componenti dell’associazione San Giorgio martire – ricca di eventi e culminata in tre giorni, da venerdì a ieri, che hanno fatto rivivere i fasti di un tempo della tradizione celebrativa dedicata al santo cavaliere. Ma riteniamo che il momento più emozionante sia stato, per noi così come per i tanti ferventi devoti del patrono, l’ingresso del simulacro di San Giorgio nella Cattedrale di San Giovanni Battista. Una speciale emozione che ci ha ripagato di tanti e duri sacrifici per organizzare i festeggiamenti nel modo migliore. Tutto ciò grazie anche alla collaborazione di quanti hanno creduto nel nostro progetto di far rivivere le tradizioni di un culto che affonda le radici nella notte dei tempi. Le migliaia di presenze di fedeli e la soddisfazione espressa dagli stessi rispetto alle tante iniziative avviate ci confortano sul fatto che occorre proseguire in questo modo consapevoli che quella intrapresa è senz’altro la strada giusta”.

 

 

DSCN0347

 

In Sicilia, e più esattamente nella zona industriale di Ragusa, nasceranno imprese e industrie “verdi” all’interno di un sistema progettato per gli scambi energetici e dei materiali, che minimizzi l’utilizzo di energia e di materie prime, che riduca la produzione di rifiuti e sviluppi al suo interno relazioni economicamente, ecologicamente e socialmente sostenibili. E’ la scommessa a cui mira il progetto M.E.I.D. – Mediterranean Eco Industrial Development, presentato stamani in conferenza stampa presso il Consorzio Asi di Ragusa. L’area industriale del capoluogo ibleo diventerà un’area pilota dove andare ad insediare nuove industrie che dovranno rispettare parametri standard di ecosostenibilità. Il progetto, finanziato con fondi europei del programma operativo Med, prevede l’avvio di regole nuove che dopo la sperimentazione necessaria potranno diventare modello di riferimento in ambito europeo. Si tratta di un nuovo modo di pianificazione e realizzazione delle nuove aree industriali e degli edifici, che proporrà innovativi strumenti di gestione attraverso il trasferimento di tecnologia e di know-how. Si guarderà in particolare alla definizione di criteri di edilizia sostenibile per la costruzione di nuovi edifici. Capofila del progetto è l’Enea-Dipartimento Ambiente, e partner italiani sono il Consorzio Asi di Ragusa e la fondazione Fenicia di Padova. I partner di M.E.I.D. sono 11 di cui 6 sono Paesi europei. Oltre all’Italia ci sono la Spagna (Fondazione Labein, Fondazione Intraeco), la Grecia (Aristotles University, Efxini Poli – Agenzia di Sviluppo), la Francia (Ceram Business School), Malta (Fondazione Temi Zammit) e la Bosnia Herzegovina (Agenzia di Sviluppo Locale Zenica Doboy Canton).

“Il progetto permetterà all’Asi di produrre programmi operativi sulla base di modelli elaborati e convalidati a livelli europei – spiega Rosario Alescio, presidente del Consorzio Asi di Ragusa - La nascita di un’area industriale, secondo il modello di sviluppo sostenibile, potrà avere positive ricadute non solo per l’impiego di tecnologie innovative, ma anche per l’impegno in rinnovati rapporti di collaborazione tra i soggetti imprenditoriali, cittadini e istituzioni locali. Gli eco-parchi industriali rappresentano una strategia per attuare il concetto dell’ecologia industriale attraverso la collaborazione tra le imprese. Un parco in cui è particolarmente curato l’inserimento di edifici ed infrastrutture nell’ambiente circostante e che utilizza metodi di progettazione e tecniche di costruzione eco-compatibili”. Il prossimo 21 giugno si svolgerà un workshop alla presenza dei rappresentanti dei partner, per affrontare nel dettaglio ogni aspetto del progetto. Interverrà l’assessore regionale all’Industria, Marco Venturi. Stamani alla conferenza stampa sono intervenuti anche il direttore dell’Asi, Franco Poidomani, il funzionario Sergio Salonia e i consulenti Barbara Sarnari e Giovanni Iacono.

 

San Giorgio martire e l'Unità d'Italia

 

Nell’anno in cui l’Italia celebra il suo centocinquantesimo anniversario dall’Unità e si ricercano i segni più caratteristici dell’italianità, neppure i solenni festeggiamenti in onore del glorioso patrono di Ragusa, San Giorgio, potevano esimersi dal prevedere un momento religioso da dedicare alla Patria. E’ il senso della cerimonia in programma domani, giovedì 2 giugno, Festa della Repubblica, quando, dopo la messa delle 19, alle 21 si terrà l’Adorazione eucaristica per l’Italia. “Fare la festa di un Santo – spiega il parroco, don Pietro Floridia – non è un mettere in mostra annualmente un fossile del passato, ma un vivere nell’oggi quello che i padri hanno vissuto e che, dato in eredità ai figli, deve orientare il futuro”. Un appuntamento diverso dal solito. Che ben si inquadra, però, nello spirito dei festeggiamenti. Non a caso è stato scelto il versetto della Prima lettera di Pietro in cui si recita che “Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui”.

 

Tra gli altri appuntamenti che faranno da cornice alle celebrazioni di San Giorgio martire, particolare attenzione merita quello in programma domani, giovedì 2 giugno, promosso dall’associazione San Giorgio Martire. Alle 17, presso il circolo di Conversazione di piazza Duomo, è in programma la seconda edizione del convegno sul tema “L’Europa delle regioni e le tradizioni popolari in Sicilia”. Sviluppando i contenuti già affrontati lo scorso anno, si farà ancora più luce sulle tradizioni popolari europee che si identificano con il culto del santo cavaliere oltre ad approfondire le tematiche dell’iconografia e dell’identità di San Giorgio negli stemmi delle varie città europee. L’anno scorso, ad esempio, furono messi in luce gli aspetti concernenti la nascita degli stemmi, prima con i cavalieri e poi con i sovrani che ne fecero concessione ai vari Comuni che via via si andavano formando, mettendo in particolare rilievo la regolamentazione riguardante la concessione del simbolo, chiarendo, cioè, che ogni città aveva una insegna propria che identificava un popolo, una tradizione, un uso, un sentimento popolare. Ed in questo senso il racconto della storia della concessione del simbolo per la città di Ragusa.

 

San Giorgio e Ragusa Ibla

 

E’ il momento più bello. Più significativo. In cui i fedeli sono pronti ad esprimere al massimo la propria devozione verso il santo cavaliere. Tutto pronto per rendere onori al patrono glorioso di Ragusa nella giornata clou dei festeggiamenti. Domani le celebrazioni di San Giorgio martire vivranno la fase più intensa. Previsto un grande afflusso di fedeli e di visitatori. Nella giornata dell’Ascensione del Signore, è stato scelto dal parroco, don Pietro Floridia, il versetto del Vangelo di Matteo che recita: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Le Sante messe sono in programma alle 10,30 e alle 12. Alle 18, sempre al Duomo, la funzione religiosa solenne presieduta dal vescovo della diocesi, mons. Paolo Urso. La messa sarà animata dalla Schola cantorum parrocchiale diretta da Gianni Giannone, con all’organo il maestro Salvatore Guarrella. Parteciperanno alla funzione le autorità civili e militari.

Alle 19,30, prenderà il via la solenne processione con il simulacro del patrono San Giorgio e l’Arca Santa. Le vie interessate saranno: piazza Duomo, Conte Cabrera, Largo Camerina, Orfanotrofio, Delle Suore, Tenente La Rocca, Giardini, piazza G.B. Odierna, XXV aprile, piazza Pola, XXV aprile, piazza Duomo, capitano Bocchieri, Tenente Distefano, XI febbraio, Del Mercato, piazza Repubblica, chiesa Anime Sante del Purgatorio. Qui si canteranno solennemente i Vespri. Poi si proseguirà per le seguenti vie: piazza Repubblica, Del Mercato, Largo Camerina, Orfanatrofio, piazza Pola, XXV aprile, piazza Duomo e quindi il rientro alla Chiesa madre.

 

Particolarmente ricco anche il programma ricreativo culturale della giornata di domani. Alle 11 si terrà l’esibizione per le vie di Ragusa Ibla del complesso bandistico “San Giorgio” diretto dal maestro Giacomo Antonio Palermo. Alle 16,30 è previsto il raduno e la sfilata dei complessi bandistici “San Giorgio” e “Vincenzo Bellini” di Santa Croce Camerina diretto dai maestri Salvo Barone e Giovanni Caggia. Sempre alle 16,30, esibizione per le vie di Ragusa Iba, dei musici e sbandieratori “Città di Floridia”. Alle 19,30, l’illuminazione artistica del prospetto del Duomo. Alle 20,30, in piazza Duomo, in programma la 14esima edizione del Premio internazionale “Ibla”. Alle 21,30, spettacolo in piazza.

 

Intanto tantissimi i partecipanti, ieri sera, alla prima delle tre processioni che contraddistinguono il momento culminante delle celebrazioni. All’uscita dal Duomo sino all’arrivo dell’Arca Santa nella Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, dove rimarrà sino al pomeriggio di oggi, e al successivo arrivo del simulacro di San Giorgio nella Cattedrale di San Giovanni Battista, da dove ripartirà in processione alle 19,15 di oggi, sono stati tantissimi i fedeli che hanno tributato onori al martire. Ma non solo. “Forse una delle caratteristiche che abbiamo avuto la possibilità di vedere riproposte quest’anno – chiariscono i componenti dell’associazione San Giorgio martire – è rappresentata dal gran numero di turisti che è stato possibile notare al seguito del simulacro e dell’Arca santa. Un fatto che torna a ripetersi e che testimonia come questa festa assuma un ruolo ancora più importante rispetto al passato anche per la moltitudine di visitatori che è in grado di attirare”.

 

Foto di gruppo per la festa del catechismo 2011

 

Anche i ragazzi della parrocchia celebrano San Giorgio. E lo fanno, come da tradizione, con una festa che segna la conclusione dell’anno catechistico. I sessanta giovani presenti ieri pomeriggio in piazza Duomo per partecipare alle varie iniziative proposte dagli animatori hanno dato vita ad una vera e propria invasione multicolore. Il consueto momento di allegria per i ragazzi, di età compresa tra i sette e i tredici anni, ha visto partecipare anche molti genitori. Proprio per mettere ancora più in rilievo il significato speciale che assume la famiglia in occasione di appuntamenti del genere. La parte bassa di piazza Duomo, proprio a due passi dal circolo di conversazione, si è trasformata in un grande campo giochi all’aperto, allestito tra i monumenti barocchi. Poi, tutti assieme, una foto ricordo per celebrare l’evento. Sono stati gli stessi catechisti a darsi da fare programmando una serie di iniziative ludiche ben accolte dai ragazzi. Un momento di intrattenimento ma anche un momento di aggregazione all’insegna del santo cavaliere ed in preparazione delle giornate clou dei festeggiamenti previste per il 3, 4 e 5 giugno. Domani, intanto, alle 17,30, è in programma, al Duomo, l’adorazione eucaristica animata dai gruppi dell’Azione cattolica. Alle 19,30 si terrà la santa messa mentre alle 21 è in programma un incontro di preghiera carismatica. Sempre domani, mercoledì 1 giugno, tra le iniziative collaterali è in programma, dopo la messa, l’apertura della porta della vetrina espositrice delle reliquie dei santi. Un’altra fase di grande intensità per tutti i fedeli che potranno così esprimere al meglio il proprio sentimento di devozione.

Il Duomo e il santo cavaliere

 

Come nacque il Duomo di San Giorgio? Dopo il terremoto del 1693, che distrusse il monumento precedente che comunque sorgeva in un’altra sede, divenne impellente l’esigenza di edificare un “Magnifico Tempio”. E così il progetto della nuova chiesa venne affidato all’architetto Rosario Gagliardi di Noto, che risente del barocco “naturale” del Bernini, di quello “spirituale” del Borromini e dei dettami di Matteo Carnelivari, raggiungendo risultati architettonici straordinari. La prima pietra fu posata il 15 ottobre 1739 e, come confermano le notizie storiche contenute nel libello “San Giorgio martire” curato da Nino Cirnigliaro, il 30 aprile 1766 la chiesa venne aperta al culto, pur non essendo completa. Bisognava ancora del secondo e terzo ordine della facciata, della parte absidale e delle decorazioni interne. Il prodotto sarà ultimato il 5 ottobre del 1775. I lavori interni ripresero nel 1776, scavando la zona rocciosa per realizzare il così detto “Cappellone”, ossia l’abside comprendente l’altare maggiore. I maestri scalpellini Giambattista Muccio, Giorgio Nobile, Carmelo Ventura, Giuseppe e Filipponeri Spata realizzarono la decorazione interna, che sarà ultimata nel 1781. Le navate laterali contengono otto altari con otto quadri. Nella nicchia sopra la porta del lato destro la statua di San Giorgio a cavallo, opera del Bagnasco di Palermo datata 1878. La statua equestre in legno di tiglio è stata affidata, nel giugno del 1998, per il restauro al maestro Franco Carfì che si trovò “dinnanzi un’opera ricca di un complesso meccanismo e di intrecciati equilibri statico-dinamici”. C’è un pilone centrale, il blocco del drago fissato alla massa lignea con chiodi mediante la tecnica a fuoco. Con un sistema di “incastro a tegola” sono uniti i vari elementi del gruppo, cavaliere, drago e cavallo, strutturato in tre sezioni. Il restauro, difficile ma attento, ha ridato splendore all’intero gruppo.

 

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