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Giovedì, 18 Aprile 2019

È stato un appuntamento di assoluto prestigio quello che si è tenuto ieri sera al Teatro Don Bosco nell’ambito della 24^ Stagione Concertistica Internazionale “Melodica” patrocinata dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Ragusa con la direzione artistica della pianista Diana Nocchiero.

Protagonista un eccezionale duo al femminile formato dalla flautista Caterina D’Amore e dalla pianista Antonella De Vinco che hanno eseguito un affascinante programma dedicato principalmente alla musica italiana con autori come Donizetti e Rossini per poi concludere anche con il tango argentino.

Il duo ha dato prova di notevole padronanza tecnica abbinata ad una magistrale capacità di dialogo, deliziando il numeroso pubblico presente grazie anche alla capacità interpretativa, alla sensibilità musicale e alla perfetta fusione dei timbri dei due strumenti in un gioco di piacevole leggerezza, unita a momenti di vivacità virtuosistica.

Caterina D’Amore ha dimostrato di essere una flautista raffinata e sensibile con notevole qualità timbrica e cura del fraseggio, eseguendo le composizioni proposte con grande bravura e abilità tecnica.

Molto brava anche la pianista Antonella De Vinco che ha coniugato perfettamente la padronanza dello strumento con una grande capacità comunicativa, eseguendo i brani con notevole controllo della dinamica e freschezza espressiva.

Pubblico entusiasta, giustamente, e prodigo di applausi calorosissimi che hanno "costretto" il duo ad un bellissimo bis dedicato a Napoli.

Un altro grande successo quindi per la 24 ^ Stagione Melodica che proseguirà sabato 27 aprile con “Saxofonando” che vedrà protagonista il duo Oblivion formato dal sassofonista Fabrizio Torrisi e dalla pianista Vera Lizzio.

Una scintilla che porti il linguaggio dell’umanità, della gentilezza, del rispetto nelle relazioni interpersonali. Ad accenderla nel cuore di ognuno la mostra interattiva dell’associazione “Ci ridiamo sù” di Ragusa che da sabato scorso ad oggi è stata allestita al Centro polifunzionale del capoluogo. Un’esposizione che si presenta come percorso interattivo di narrazione drammaturgica con la visione e l’ascolto delle esperienze del progetto Saturnino che vede impegnati i clowndottori nel reparto di Dh oncologico dell’ospedale “M. P. Arezzo” di Ragusa Ibla. La comicoterapia come cura integrata perché il paziente è persona fatta di un corpo fisico, ma anche di emozioni, sensazioni, pensieri. Così la paura, l’angoscia, l’ansia, il disagio diventano sintomi dei quali è necessari prendersi cura, secondo un approccio olistico che guardi sempre all’essere umano nella sua completezza. “Ridare comunità alla comunità”, il titolo della mostra, prorogata fino ad oggi a seguito di tante richieste da parte di visitatori interessati: un allestimento che ha accompagnato il numeroso pubblico attraverso le varie fasi del percorso terapeutico, circondandolo di quei sentimenti che il paziente, la sua famiglia e gli operatori vivono di fronte la malattia. Stamattina anche la visita del direttore generale dell’Asp 7 Angelo Aliquò che è rimasto particolarmente toccato dal percorso che la mostra regala. Sabato inoltre l’associazione ragusana di dottori dal naso rosso è stata impegnata nel seminario laboratorio esperienziale-espressivo-corporeo “Comicoterapia come cura integrata”, alla cui apertura erano presenti don Giorgio Occhipinti, direttore dell’Ufficio Pastorale della salute della Diocesi di Ragusa, e il parlamentare regionale Stefania Campo. Tanti i corsisti che hanno deciso di osare, di mettersi in gioco, come ogni giorno fa un clowndottore, sperimentando e contaminando linguaggi e tecniche nuove, per fare esperienza viva dell’incontro con l’altro nella vita di ogni giorno, per ritornare a concentrarsi sull’importanza e sull’ascolto dell’identità, sul modo di conoscersi non solo “anagraficamente” ma anche attraverso la propria creatività, e così ri-scoprirsi e vedersi in modo diverso.
Intanto l’associazione “Ci ridiamo su” parteciperà anche quest’anno al concorso “Aviva Community Fund”, il fondo benefico a favore delle organizzazioni non profit attive nelle comunità locali attivato dal gruppo assicurativo internazionale Aviva. Le votazioni online sono attive dal prossimo 4 aprile.

Per info sulle attività dell’associazione “Ci ridiamo sù” è possibile visitare la pagina facebook “Ci ridiamo su” o il sito web. Il progetto Saturnino è interamente finanziato con fondi privati: Siet, Samot Ragusa Onlus, Samot Palermo, Studio Dea, Agriplast, Ecofaber, Bibite Polara, Despar, Bapr, Emporio Animali, Prima Classe e Ragusaoggi.it.

Un’esperienza davvero speciale. Un laboratorio didattico di grande valenza anche per il calore che i piccoli hanno saputo trasmettere. Ieri mattina, la cooperativa Proxima Ragusa ha ospitato, nell’orto sociale di via Grazia Deledda, una classe di bambini della scuola dell’infanzia dell’istituto Vann’Antò, plesso Ecce Homo. Grande entusiasmo tra i ragazzini accolti dal presidente della cooperativa, Ivana Tumino, e dall’agronomo Marco Guastella che collabora con la stessa e cura proprio lo sviluppo dell’orto sociale che rappresenta una concreta alternativa percorribile per molte vittime di tratta in condizione di forte vulnerabilità. Ai bambini, l’agronomo ha spiegato quali sono i cicli naturali che caratterizzano le varie fasi delle coltivazioni e soprattutto indicato praticamente in che modo mettere a dimora i semi. Attività che è stata portata a compimento, durante un vero e proprio laboratorio didattico, dagli stessi componenti della classe che si sono cimentati in maniera molto collaborativa ad eseguire tutte le azioni necessarie che, in casi del genere, si rendono utili. E’ stata una esperienza molto particolare come non ha mancato di sottolineare l’assessore comunale alla Pubblica istruzione, Giovanni Iacono, che ha voluto essere presente per salutare la classe e, soprattutto, per mettere in rilievo la grande valenza didattica dell’iniziativa, collegata anche all’aspetto sociale che l’orto di Proxima riesce ad esercitare a sostegno delle vittime di tratta. “Vogliamo ringraziare – ha detto la presidente Tumino – anche il dirigente scolastico Rosario Pitrolo per l’opportunità che ha fornito alla classe dei piccoli, oltre alle loro maestre che si sono rivelate molto preziose nello sposare questo momento a cui, credo, ne faremo seguire degli altri. Tra l’altro, la giornata è stata caratterizzata da un bel sole che ha baciato come meglio non si poteva questa iniziativa, dando il via, potenzialmente, a una nuova attività di illustrazione, anche nei confronti dei più piccoli, dei percorsi portati avanti dalla nostra cooperativa a sostegno delle vittime di tratta”.

 

Proseguono gli eventi promossi dall’Ordine degli architetti della provincia di Ragusa e dalla Fondazione Arch, in occasione del 40esimo anniversario della costituzione dell’Ordine, seguendo il tema su “Il riuso per continuare la città”. Venerdì pomeriggio, nella chiesa di San Bartolomeo a Ragusa Ibla, l’architetto Laura Peretti ha tenuto una lecture avente per oggetto “Attraversare Corviale”. E’ stato presentato il progetto di riuso che riguarda il quartiere popolare del Corviale a Roma. Corviale, periferia a sud-ovest di Roma, è un immenso complesso residenziale progettato negli anni '70 da Mauro Fiorentino ed è noto come il serpentone. Un monolite ad alta densità abitativa, a metà tra Le Corbusier e un certo utopismo anni ’60, il cui corpo principale misura niente meno che 960 metri. Doveva essere una “diga”, un argine allo sprawl urbano per proteggere l’agro romano e rispondere alla demografia di una società in pieno boom. Invece, come spesso accade in questi casi, è divenuto simbolo di degrado delle periferie e di ghettizzazione sociale. Ma il degrado dipende solo dall’architettura o ci sono colpe anche dell’amministrazione e della politica? “È sempre dovuto a fattori molteplici – spiega Peretti – la bella architettura di Fiorentino ha rigidità e barriere molto forti che non hanno aiutato gli abitanti ad instaurare con l’edificio un rapporto di appropriazione e identificazione. Certo non era stata prevista la ghettizzazione sociale, ma non bisogna dimenticare che con Corviale si è data una casa a chi viveva nelle baracche. Ho conosciuto persone che prima di Corviale dormivano con altre sette persone in una stanza. Progetti come questo e lo Zen risolvevano grandi problemi. Certo, con il tempo queste strutture hanno mostrato le loro pecche, ma erano di un’entità straordinaria. Quello che manca oggi è l’aggiornamento di questi progetti sociali. E un tale deficit di progettualità, nel paese con più leggi urbanistiche in Europa - e forse nel mondo - significa che qualcosa non funziona”. Peretti non condanna l’architettura e l’urbanistica di quel periodo. “No – aggiunge – nella maniera più assoluta. Sono stati commessi degli errori, si può sempre fare meglio, ma in quegli anni almeno c’era una politica dell’abitazione sociale, cosa che poi è mancata in Italia per 40 anni. Ora ci stiamo svegliando dal torpore e si riparla di periferie, ma troppo a lungo architettura e politica hanno lasciato il campo a costruttori e palazzinari”. I lavori sono stati moderati dall’architetto Alessandro Battaglia, consigliere della Fondazione Arch. La serata è proseguita con l’intervento di due collettivi di architetti, Alterazioni Video e Fosbury architecture, che hanno presentato due video sulle opere incompiute in Italia e il lavoro di analisi e possibile riuso di alcuni di questi progetti contenuti nella pubblicazione che dà il titolo all’intervento in questione. L’obiettivo, indagando il fenomeno delle opere pubbliche incompiute in Italia attraverso una prospettiva estetica, è quello di rintracciare e ricostruire gli elementi di uno stile unitario: lo stile dell’Incompiuto, il più importante stile architettonico italiano dal secondo dopoguerra a oggi. “Abbiamo pubblicato questo volume – dice Veronica Caprino di Fosbury Architecture – che è un viaggio lungo la nostra Penisola, magari fatto al contrario, da Sud a Nord, mappando e monitorando le regioni d’Italia alla scoperta di questo che possiamo definire un fenomeno contemporaneo che racconta anche la storia d’Italia. Abbiamo mappato in tutto 696 opere incompiute e ci siamo concentrati in particolare su quelle siciliane durante la presentazione fatta a Ragusa”. Andrea Masu, di Alterazioni Video, ha aggiunto: “Indaghiamo questo fenomeno con una particolare attenzione all’isola visto che lo stesso, negli ultimi 70 anni, cioè dal Dopoguerra a oggi, ha trasformato profondamente il paesaggio italiano, modificandolo. E ciò significa consumo del suolo, spreco di denaro pubblico, desideri frustrati, speranze tradite. Abbiamo raccontato questa storia che, secondo noi, rappresenta un vero e proprio stile, uno stile italiano, quello dell’Incompiuto, su cui abbiamo scritto un manifesto e proponiamo un’analisi in profondità per capire la storia recente del nostro Paese”.

Attesa, fermento ed entusiasmo per la nuova edizione di “A Tutto Volume - Libri in festa a Ragusa” che quest’anno raggiunge l'importante traguardo delle dieci candeline.

La manifestazione siciliana, tra le più attese nel settore editoriale, compie dieci anni di vita e si regala, e regala al suo affezionato pubblico, un giorno in più di eventi: da giovedì 13 fino a domenica 16 giugno la città si arricchirà di mostre, laboratori, reading, lectio magistralis, incontri, confronti e dibattiti tra scrittori, scrittrici, giornalisti… e i loro più appassionati lettori.

Un traguardo di successi questo decimo anno, ma anche un punto di partenza, con novità entusiasmanti e importanti ospiti già confermati per la manifestazione ideata dal direttore artistico Alessandro Di Salvo insieme ai riconfermati guest director Loredana Lipperini e Massimo Cirri a cui si aggiungono quest’anno anche lo scrittore Antonio Pascale, il giornalista Pino Corrias e il filosofo Telmo Pievani.

A impreziosire il programma del festival sarà l’eccezionale presenza dei candidati alla LXXIII edizione del Premio Strega: nel periodo più “caldo” e chiacchierato della stagione letteraria, venerdì 14 giugno, subito dopo la nomina della cinquina, i finalisti saranno impegnati in un talk condotto da Loredana Lipperini, poi fino a tarda sera incontreranno il pubblico di Ragusa.
Tra i primi nomi confermati: Edoardo Albinati, Ferruccio De Bortoli, Maurizio De Giovanni, Diego De Silva, Luca Dondoni, Elsa Fornero, Andrea Purgatori, Simonetta Agnello Hornby.

Per celebrare questa edizione speciale l’artista Velasco Vitali ha realizzato l’opera pittorica che ne diventa il manifesto grafico. Raffigura un uomo intento a leggere, immerso così tanto nella lettura da volare altrove. “Leggere è spingersi oltre, perché leggere ci cambia, ci fa fare un passo in avanti, ci stacca da terra – spiega Velasco - Leggere è libertà, è conoscenza, è niente come sembra, è un altro reale. Al punto tale che leggere è una proiezione nello spazio. L’uomo quando legge, vola”.

Per il secondo anno di seguito la cornice di “A Tutto Volume” darà spazio al Premio Goliarda Sapienza, con un progetto speciale, Malafollia: sei racconti sulla follia in carcere, scritti da chi l’ha vissuta. Darà loro voce in un reading Francesco Montanari. Interverrà la giornalista e curatrice del progetto Antonella Bolelli Ferrera

Non solo firme note e premi letterari: Extra Volume, una sezione speciale del festival, permetterà anche quest’anno di dare spazio al grande fermento culturale che anima la città e il territorio.

Un calendario di appuntamenti e incontri – tutti a ingresso gratuito – che si svolgeranno tra il centro storico di Ragusa Superiore e il quartiere antico dall’anima barocca, Ibla. Lettori, lettrici e appassionati potranno partecipare agli eventi passando dunque dalla città nuova, ricostruita dopo il terremoto – intorno alla Cattedrale di San Giovanni Battista-, fino a raggiungere piazza Duomo, la Chiesa di San Vincenzo Ferreri, piazza Pola e i Giardini Iblei.

Il festival letterario “A Tutto Volume – Libri in festa a Ragusa” è realizzato dalla Fondazione degli Archi con il sostegno di SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori, dell’Assemblea Regionale Siciliana, del Comune di Ragusa e vari sponsor privati.

Aderisce alla "Rete dei festival letterari del Sud Italia” siglata da più di venti rassegne culturali realizzate dalle città del sud Italia, che hanno unito e condiviso forze e idee.

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