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Sabato, 11 Luglio 2020

Sessanta candeline per questa nuova edizione del Globo d'Oro. L'atteso premio conferito dall'Associazione della stampa estera in Italia celebrerà anche quest'anno le eccellenze del cinema italiano, promettendo una gara senza esclusioni di colpi - e di sorprese - come già annuncia la terna dei finalisti, selezionata poche ore fa dal comitato della giuria. 

Il Globo d'oro è un premio cinematografico italiano assegnato con cadenza annuale dai giornalisti della stampa estera accreditata in Italia.

Nel 1959 l'Associazione stampa estera in Italia, alla quale facevano riferimento su tutti i critici John Francis Lane, Melton Davis e Klaus Rhüle, volle rendere omaggio al cinema italiano, all'apice della cultura mondiale in quel momento, creando un premio ad hoc sulla scia dei Golden Globe del cinema statunitense. La prima premiazione si tenne nel 1960 e decretò la vittoria del film 'Un maledetto imbroglio' di Pietro Germi. Nel corso degli anni, le categorie del premio vennero ampliate e furono inclusi anche i professionisti del settore, oltre che i film.

L'edizione 1981-1982 vide la partecipazione del presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini. Nel 1995 venne creato il Premio alla carriera.
Ad oggi è considerato fra i tre più importanti premi italiani, insieme ai David di Donatello e ai Nastri d'Argento.


Un anniversario importante che coincide con i festeggiamenti del centenario dalla nascita di Alberto Sordi e Federico Fellini, forse i due rappresentanti per eccellenza del Cinema italiano nel mondo. "Quello della 60a edizione è un traguardo prezioso - spiegano i responsabili del premio Claudio Lavanga e Alina Trabattoni - che cade nel centenario dalla nascita di due grandi maestri del cinema italiano: Federico Fellini e Alberto Sordi. Anche per questo motivo, il Globo d'Oro alla Carriera quest'anno è stato assegnato all'unanimità a Sandra Milo.

Lei è una vera icona vivente per generazioni di spettatori, che ha esordito proprio accanto a Sordi ne 'Lo scapolo', e che successivamente è stata l'indimenticabile interprete di decine di film, tra cui anche '8 ' e 'Giulietta degli spiriti' del maestro Fellini". Ecco, dunque, in gara a contendersi il premio per la Migliore Regia: Giorgio Diritti con 'Volevo nascondermi', Matteo Garrone con 'Pinocchio' e Damiano e Fabio d'Innocenzo con 'Favolacce'. 

Come Migliore opera prima la giuria ha selezionato: 'Piciridda', che segna l'esordio di Paolo Licata. I volti femminili scelti come premio per la Miglior Attrice sono Valeria Bruni Tedeschi, protagonista di 'Aspromonte, la terra degli ultimi', di Mimmo Calopresti, Marta Castiglia per 'Picciridda' e Paola Lavini interprete di 'Volevo nascondermi'; i tre finalisti per la categoria maschile, invece, sono Elio Germano per il film 'Volevo nascondermi', Pierfrancesco Favino in 'Hammamet', di Gianni Amelio, e Luca Marinelli per 'Martin Eden', di Pietro Marcello. Da 'Nevia' di Nunzia De Stefano viene scelta Virginia Apicella, che riceverà il premio come Giovane Promessa.

Per il Premio alla Miglior Colonna Sonora il comitato ha selezionato Marco Biscarini per 'Volevo nascondermi', Pericle Odierna autore delle musiche di 'Picciridda' e il maestro Nicola Piovani per il film 'Aspromonte, la terra degli ultimi'. Per la sezione Miglior Fotografia si contenderanno il Globo d'Oro Matteo Cocco con 'Volevo nascondermi', Nicolaj Bruel per 'Pinocchio' e Stefano Falivene per 'Aspromonte, la terra degli ultimi'; chiude la serie il Premio alla Miglior Sceneggiatura: Giorgio Diritti, Tania Pedroni, Fredo Valla autori di 'Volevo nascondermi'; Damiano e Fabio D'Innocenzo per 'Favolacce' e Paolo Licata e Catena Fiorello di 'Picciridda'. La statuetta per la Miglior Serie tv vede candidati 'L'amica geniale 2', 'Diavoli' e 'The New Pope'. Il Gran Premio della Stampa Estera quest'anno verrà assegnato a Carlo Poggioli, costumista di fama mondiale. “Per il secondo anno di seguito abbiamo deciso di assegnare il Gran Premio della Stampa Estera a un italiano che ha varcato i confini diventando ambasciatore del nostro paese nel mondo”, hanno commentato Lavanga e Trabattoni.


A questa selezione di eccellenze, si aggiunge quest'anno la categoria Miglior Commedia, a contenderla 'Tolo Tolo' diretto e interpretato da Luca Medici, in arte Checco Zalone, 'Odio l'estate' con il trio Aldo Giovanni e Giacomo guidati da Massimo Venier e '7 ore per farti innamorare' con protagonista Giampaolo Morelli che ne firma anche la regia. Sarà una scelta difficile, quella del comitato di giuria, che in questi giorni ha dovuto prendere anche la decisione di non organizzare la celebre soirée di gala per festeggiare i vincitori, ai quali verranno consegnati i premi dai responsabili della giuria a nome di tutti, con una premiazione online, che verrà trasmessa al pubblico il 15 luglio sul sito del Globo d'Oro.

"Il Globo d'Oro celebra un prestigioso traguardo - dichiarano i membri del comitato di giuria - tuttavia, a sessant'anni dalla prima cerimonia, purtroppo, come succede nelle più imprevedibili delle sceneggiature, non sarà possibile festeggiare questa pietra miliare con il Gran Gala di premiazione che tutti i premiati di quest'anno avrebbero meritato. Come corrispondenti non abbiamo mai smesso di lavorare per raccontare la pandemia, ma nonostante questa battuta d'arresto non abbiamo voluto rinunciare alla visione e votazione dei numerosi film, documentari, serie tv e cortometraggi in concorso, per dare voce anche quest'anno questo premio che è unico nel suo genere.
Un riconoscimento indipendente al cinema italiano, assegnato da chi l’Italia la racconta ogni giorno guardandola da fuori”.

60° Globi d'oro, le nomination 

Nomination della 60ma edizione del Premio Globo d'Oro

Miglior Film

Pinocchio

Volevo nascondermi

Picciridda

Migliore Regia

Giorgio Diritti, Volevo nascondermi

Matteo Garrone, Pinocchio

Damiano e Fabio D’Innocenzo, Favolacce

Miglior Opera Prima

Picciridda, Paolo Licata

Miglior Attrice

Paola Lavini, Volevo nascondermi

Marta Castiglia, Picciridda

Valeria Bruni Tedeschi, Aspromonte, la terra degli ultimi

Miglior Attore

Elio Germano, Volevo nascondermi

Luca Marinelli, Martin Eden

Pierfrancesco Favino, Hammamet

Premio Giovane Promessa

Virginia Apicella, Nevia

Miglior Fotografia

Volevo nascondermi, Matteo Cocco

Pinocchio, Nicolaj Bruel
Aspromonte, la terra degli ultimi, Stefano Falivene

Gran Premio della Stampa Estera
Carlo Poggioli, costumista

Premio alla Carriera

Sandra Milo

Miglior Serie Tv

Diavoli

L’amica geniale 2

The New Pope

Miglior Commedia

Tolo Tolo, Checco Zalone

Odio l’estate, Massimo Venier

7 ore per farti innamorare, Giampaolo Morelli

Miglior Colonna Sonora

Marco Biscarini, Volevo nascondermi

Pericle Odierna, Picciridda

Nicola Piovani, Aspromonte, la terra degli ultimi

Migliore Sceneggiatura

Volevo Nascondermi, Giorgio Diritti, Tania Pedroni, Fredo Valla

Favolacce, Damiano e Fabio D’Innocenzo

Picciridda, Paolo Licata e Catena Fiorello

Miglior Documentario

La passione di Anna Magnani, Enrico Cerasuolo

Vulnerabile bellezza, Manuele Mandolesi

La Mafia non è più quella di una volta, Franco Maresco

Miglior Corto

Gli occhi dell’altro, Gianpaolo Tescari

Delitto naturale, Valentina Bertuzzi

L’amore oltre il tempo, Emanuele Pellecchia

La 60ma edizione del Premio Globo d’Oro vede in giuria un comitato rinnovato composto da:

Claudio Lavanga (co-responsabile del premio), NBC NEWS (Stati Uniti); Alina Trabattoni (co-responsabile del premio), Eurovision (Svizzera); Alvise Armellini, Agenzia DPA (Germania); Marina Collaci, WDR Radio (Germania); Ahmad Ejaz, Tehqiq Nama (Pakistan); Ewout Kieckens, Reformatorisch Dagblad (Paesi Bassi); Patricia Mayorga Marcos, El Mercurio (Cile); Vera Shcherbakova, Agenzia TASS (Russia); Giada Zampano, freelance per Politico Europe (Belgio).

LA GIURIA

Tetsuro Akanegakubo, Alvise Armellini, Francesca Biliotti, Marie Delphine Bonada, Michael Braun, Teresa Bustelo, Esma Çakır, Tatiana Covor, Carmen Del Vando Blanco, Antonino Galofaro, Francisco Gonzalez Garzia, Amanda Hargreaves, Richard Heuze, Gustav Hofer, Christina Höfferer, Alba Kepi, Ewout Kieckens, Giorgio Lambrinopulos, Claudio Lavanga, Peter Loewe, Benigna Mallebrein, Catherine Marciano, Mustafa Marghadi, Patricia Mayorga, Dimitri Mihoudis, Elisabeth Missland, Vera Naydenova, Christa Peduto Langen, Silvia Martinez Puentes, Jorge Pinas, Elena Postelnicu, Philip Pullella, Carlo Rebecchi, Dennis Redmont, Cecilia Sandroni, Julia Sarkozy, Susanne Schaller, Vera Shcherbakova, Domenico Stinellis, Constanze Templin, Alfredo Tesio, Alina Trabattoni, Praxilla Trabattoni, Maarten van Aalderen, Kelly Velasquez, Julia Sandra Virsta, Giada Zampano.

 

 

 

 

Conosco Nino da un po di anni... ci siamo conosciuti in una trasmissione televisiva dove ero ospite... Nino è una persona solare simpatica con la battuta scherzosa facile.
Questa è la seconda intervista che facciamo in esclusiva per il mio giornale "Il Corriere del sud".

Buongiorno Nino! E’ un vero piacere ospitarti nuovamente sul mio giornale.
Come ti senti Nino in questi giorni di coronavirus? che cosa fai?

A dire il vero sto provando a buttar giù, in questi giorni di quarantena, un testo simpatico anche perché non voglio parlare assolutamente del coronavirus perché significherebbe dargli importanza. Questo nome dobbiamo dimenticarlo al più presto. Maledetto!!  

Dove sei nato, e da quando ti e venuto la voglia dello spettacolo?  

Sono nato ad Agrigento nel 72.
La voglia dello spettacolo mi è venuta guardando i programmi in tv di intrattenimento noia con la tv in bianco e nero. Ricordo ai guardava tutti insieme, Macario. Portobello, fantastico, drive in etc.
Da li ho capito che qualcosa dentro di me accadeva spontaneamente. Facevo le imitazioni della Carta, Gianfranco D'Angelo.
Poi la radio locale con mio cognato che conduceva un programma che si chiamava "starting" Il giovedì sera alle 22 mi pare.  Li ho conosciuto e scoperto l 'amore per la radio... Tutto cominciò li a 12 anni, tra giradischi, bobine, lp e 45  giri. Molti ragazzi di oggi non sanno neanche cosa siano. Poi dai 17 ai 27 i villaggi turistici, all'inizio come DJ, poi negli anni ero molto poliedrico, facevo cabaret, presentato le serate, il DJ, tutto!! Nel 2000 arriva la. Radio nazionale(RTL 102.5), il ritorno al mio primo amore in realtà. Avevo cominciato così. Forse era. Destino tornare al primo "amore".

Come sei arrivato e come hai  pensato il tuo primo personaggio di avanti un altro?  

Dal 1993 facevo su e giù, Roma Sicilia, poi nel 96 trasferito a Roma definitivamente  e ho cominciato con le prime comparse per la tv, geo&geo, faccia tosta Rai Uno etc.. Nel 1998 un pomeriggio mi sono presentato a Cinecittà e ho saputo che era in onda un programma su Canale 5 (ciao Darwin) mi presentò con l'autore di allora, Federico Lampredi, il quale prese il mio Cv  in busta e le foto laser( ai tempi non esistevano le e-mail. Avevano già registrato le prime due puntate. Mi prese e dalla. Terza puntata della prima edizione ad oggi, sono l'unico ad aver fatto tutte le puntate di " a spasso nel tempo " . Un onore!!
il primo personaggio di "avanti un altro" Invece è arrivato nel 2015 dopo un provino in studio interpreto "il cognato alieno" Personaggio particolare, bizzarro ma divertente.

Come e nato il personaggio del coreografo da Bonolis o da Salvati?  

il coreografo nasce a Dicembre del 2019 da un idea di Marco Salvati uno degli autori storici di Bonolis. Siamo scesi in studio a provarlo e devo dire, sono entrato subito nei panni del ballerino e mi diverto tantissimo ad interpretatarlo. Nonostante i chili di troppo devo dire che mi muovo abbastanza bene, ballo a tempo e in passato anche a ciao Darwin ho fatto la Coreografia con il personaggio coreano "PSY".
il. Coreografo ha un po di me, ma non troppo. È normale che se interpretati un personaggio devi estranearti  e cercare di entrarci dentro al 100℅.

Grazie Nino siete tutti fantastici nel programma... vi seguo tutti i giorni.

Sesto appuntamento, con il botto, per "Teatro casalingo" e l'Associazione Scena Teatro. Giovedì 2 aprile alle ore 17, attraverso le piattaforme social e web, il format condotto dal direttore artistico Antonello De Rosa e dal direttore organizzativo Pasquale Petrosino "ospita" l'attore e drammaturgo Giuseppe Manfridi. L'artista romano è stato definito da Franco Cordelli nel 1991, sull'Europeo, il capofila della nuova drammaturgia teatrale. "Un ospite di eccezione - commenta Antonello De Rosa - ed uno dei più grandi drammaturghi e registi del panorama nazionale. Grazie alla sua signorilità, che l'ha sempre contraddistinto, ha immediatamente accettato di prender parte a questo progetto. Progetto che, come già detto in passato da Pasquale Petrosino, è divenuto davvero intrigante. Non abbiamo creato niente di eccezionale, senza togliere nulla ai talk teatrali della tv, ma siamo riusciti a dare un pizzico di respiro al al teatro ed alla cultura. Mi dispiace, ed ovviamente lo dico senza polemica, che qualcuno non abbia gradito perchè, magari, non ha nulla da dire e non avrà nulla da dire terminata anche questa emergenza sanitaria". Teatro casalingo: un modo semplice d'incontrarsi tra brevi monologhi ed interventi, durante l'emergenza sanitaria covid-19, in onda il martedì ed il giovedì alle ore 17 su facebook, youtube

Fra la riproposizione deja vu di Il re dei Re e La Passione di Cristo secondo Mel Gibson, 
i palinsesti televisivi pasquali hanno offerto anche prodotti cinematografici di maggiore novità. È il caso di Il Precursore, del 2019, andato in onda sabato santo su RaiUno, docufilm diretto da Omar Pesenti sulla storia di Giovanni il Battista, uno dei santi più venerati, colui che prepara la strada all'Avvento. Una vocazione, la sua, che pare manifestarsi ancor prima di nascere facendo sentire i calci nel grembo di Elisabetta, sua madre, nel momento della visita della cugina, la Vergine Maria, giunta a verificare di persona quanto le ė stato annunciato dall'angelo Gabriele. Un miracolo perché il neonato è concepito da una donna avanti negli anni come l'anziano padre Zaccaria, interpretato da Edoardo Siravo. Giovanni Battista, il cui ruolo è affidato a Francesco Castiglione, l'ultimo Profeta dell'Antico Testamento, il primo degli apostoli, colui che battezza Gesù, è raffigurato in dipinti di Bellini, Veneziano, Solari, il Perugino, Leonardo, Caravaggio.
Per la sua comunità vige l'obbligo dell'immersione nelle acque del Giordano, per pentirsi e convertirsi. Del resto il battesimo, come i riti di purificazione nell'acqua per il perdono dei peccati, fanno parte della tradizione biblica.
Questa pratica rituale diventa il vessillo da "impugnare" come segno di identità per Giovanni il Battista ovvero il Battezzatore, commenta in pellicola il cardinale Gianfranco Ravasi, uno degli esperti, fra gli altri il vescovo Nazzareno Marconi, i docenti Emanuela Prinzivali e Pierluigi Guiducci.
La trama offre ampio spazio all'attacco pubblico nei confronti di Erode Antipa, il Tetrarca di Giudea, reo di condotta impura per aver sposato Erodiade, moglie di suo fratello. Il re pensa infatti di essere al di sopra delle leggi, anche del divieto di scoprire le nudità di una cognata. Ecco quindi profilarsi la figura di Gesù, preconizzato dalla scena in cui è descritto il legame parentale dei due cugini. Da quel momento la missione di Giovanni è utilizzare la propria popolarità per diffondere la notizia e preparare il popolo al Messia, abbracciando così in pieno il proprio ruolo di suo precursore. Intanto il peso delle accuse verso Erode fanno si che venga richiuso nella fortezza di Macheronte, in Giordania. In attesa di processo, preda di stenti e angherie, Giovanni vede affiorare il dubbio della fede. Torna allora in mente la scena iniziale del film, il grido straziante di Giovanni : "Perché hai chiamato me? (...) Dove sei Signore? (...) Non sento la tua voce". Ancora una volta Giovanni, come avvenuto nel deserto, invoca l'avvento del Cristo. Ed è Gesù a fargli riferire che i morti sono risuscitati e " chi dubita non può essere felice". Il film, in dosato equilibrio fra recitazione, interventi esplicativi ed animazione, sale di livello drammatico nella parte finale.
Salomè, il brano del compositore calabrese Francesco Perri, va a collocarsi allora negli interstizi fra dialoghi e scena. È musica ammaliante, stratiforme come i veli della danzatrice, non si sovrappone all'immagine anzi la completa. 
La sequenza si ha dopo che Giovanni, chiamato al cospetto di Erode e non demordendo dall'accusa verso il despota, viene condannato a morte su spinta di Erodiade. La danza, sostenuta da percussioni, scale arabe, flauto in sottofondo, diventa il viatico al martirio. La testa di Giovanni è il titolo della composizione finale, sfondo sonoro agli ultimi momenti di vita, cornice della scena pulp della decollazione tramite spada. La regia coglie il profilo etico di questo radicale profeta rivoluzionario che il potere teme per la capacità di trascinare le folle anche se la sua soppressione viene determinata più da equilibri politici interni alla corte reale che ideologico-religiosi.
Significativo che, dopo i titoli di coda, appaia un Erode tormentato dall'averne decretato la condanna a morte che ne confonde e fonde la figura col Salvatore.
La trama termina dunque facendo essa stessa da antefatto all'altra narrazione, quella messianica. Il lavoro, girato nelle Marche, realizzato dal Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede in collaborazione con Marche Cultura Film Commission, si avvale anche dell'interpretazione di Antonella Fattori, Valeria Zazzaretta e Luca Capuano. Il soggetto è firmato da Franco Perazzolo e Renato Poletti per la sceneggiatura dello stesso Poletti con Elisabetta Sola e Massimo Vavassori.

Al teatro Lo Spazio di Roma - via Locri 42/44 dal 12 al 15 marzo 2020 verrà rappresentata l'opera "Enrico IV", diretta ed interpretata dall'eclettico Mino Sferra che, prima partire per Mosca su invito dell’Istituto italiano di Cultura, porterà nella sua città l’anteprima del capolavoro di Luigi Pirandello. "Enrico IV", riadattata nei testi per il palcoscenico moscovita, si trasforma in una commedia all'interno della quale si dipana il virtuosistico rapporto tra uomo e personaggio, nel crinale tra verità e finzione.
Siamo all'inizio del secolo scorso, un nobile prende parte ad una storica cavalcata in costume, indossando i panni dell’Imperatore di Germania Enrico IV. Alla messa in scena partecipano anche Matilde Spina, donna di cui è innamorato e il barone Tancredi, suo rivale in amore. Quest’ultimo, durante la cavalcata punge il cavallo nel posteriore, facendo disarcionare il nemico che a causa della caduta batte la testa; al suo risveglio si convince d’essere realmente l’Imperatore tedesco, generando situazioni sospese fra ironia e drammaticità, dalle quali emerge prepotente il tema della maschera pirandelliana.
Altri interpreti della commedia, prodotta dall’Associazione Culturale G.T.M., sono: Max Russo, Federica Sarti, Giancarlo Loffarelli, Paola Barini, Matteo Contu, Claudio Bellisario, Gianluca Mura, Michele Calabretta e Lorenzo Sferra.
Le musiche sono di Fabio Lombardo, i costumi di Raffaella Tirelli, le scene sono di Salvatore Liistro mentre, fonica e aiuto regia è Serena Parissi.
"Il testo del drammaturgo agrigentino è geniale, un capolavoro metateatrale, fortemente filosofico, uno studio accurato sul significato della pazzia - afferma Sferra - tema a me molto caro. Enrico IV rappresenta anche la metafora dell’uomo moderno, con tutte le sue criticità e frustrazioni. Un personaggio che mi ha sempre affascinato, poiché scava nel profondo dell’essere umano, mescolando pazzia, lucidità e recitazione, ma anche utilizzando e adattando la maschera a seconda delle situazioni in cui l’uomo si trova. La mia regia - conclude Sferra - fa da ponte tra l’ironia e la drammaticità di cui il testo si nutre, una sorte di doppio gioco tra l’autore e i personaggi’’.
Teatro Lo Spazio: via Locri 42/44
ore 20.30 (giovedì-sabato) -17.30 (domenica

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