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Domenica, 29 Novembre 2020

Le Asp di Agrigento, Catania e Messina verso il commissariamento

L'assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, ha firmato il provvedimento con cui propone al presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, la decadenza immediata del dirigente generale dell'Asp di Agrigento, Salvatore Olivieri, secondo quanto previsto dalla legge di riforma del sistema sanitario.

L'assessore ha anche preso atto delle dimissioni presentate dai manager delle Asp di Catania e Messina, Giuseppe Calaciura e Salvatore Giuffrida.

"A loro due - ha detto Russo - va il mio piu' sincero ringraziamento per l'impegno profuso, per la grande carica umana con cui hanno portato avanti la delicata e difficile opera di rinnovamento della sanita' territoriale e per la sensibilita' istituzionale che hanno dimostrato con l'atto delle dimissioni.

Nonostante non siano riusciti a mantenersi all'interno del budget concordato, sia Calaciura che Giuffrida hanno comunque ottenuto risultati importanti per la riqualificazione della sanita' nelle due province dove e' stata avviata una profonda opera di risanamento".

Russo ha ritenuto, invece, di non proporre la decadenza del direttore generale dell'Asp di Siracusa, Franco Maniscalco, il cui disavanzo - rispetto al budget concordato - e' attribuibile a eventi giudicati non riconducibili alla sua responsabilita'.

La richiesta dell'assessore giunge dopo un lungo lavoro di verifica portato avanti dal dipartimento "Pianificazione strategica" che ha analizzato i bilanci delle aziende, ha chiesto chiarimenti alle quattro Asp che non erano in regola con il budget concordato, ha valutato le memorie difensive delle aziende e ha poi concluso il complesso lavoro istruttorio.

La decadenza dei direttori generali e' stabilita dalla legge 5 del 2009 che all'articolo 20 (interventi sostitutivi e sanzioni a carico del direttore generale), comma 4, recita: "il mancato raggiungimento dell'equilibrio economico di bilancio in relazione alle risorse negoziate … comporta la decadenza automatica del direttore generale delle aziende del servizio sanitario regionale, dichiarata dal presidente della Regione, su proposta dell'assessore regionale per la Salute".

Questa la situazione nelle singole Asp in base alle verifiche effettuate: AGRIGENTO: Il risultato atteso era l'equilibrio del bilancio. Il consuntivo, invece, espone una perdita di 10,8 milioni di euro.

Nel contradditorio, il manager dell'azienda ha spiegato le cause che avrebbero provocato il mancato raggiungimento del risultato economico ma soltanto una di queste - quella relativa a una errata contabilizzazione dei costi di assistenza dei cittadini di Lampedusa e Linosa - e' stata ritenuta pertinente, con una correzione del dato finale di circa 3,8 milioni di euro che ha portato la perdita a circa 7 milioni di euro. Lo squilibrio accertato viene ritenuto riconducibile alla gestione e dunque non ascrivibile a eventi tali da non rientrare nell'ordinaria alea rinvenibile in ciascuna gestione economico - aziendale. Da qui la proposta di decadenza.

CATANIA: Il consuntivo dell'Asp di Catania espone uno squilibrio di 18,4 milioni di euro rispetto al concordato. Il direttore generale ha motivato il passivo con una mobilita' sanitaria passiva maggiore, rispetto al 2009, di 9,5 milioni di euro e il riconoscimento di oltre 13 milioni di euro al Comune di Catania per debiti relativi a prestazioni socio sanitarie a rilevanza sanitaria per il periodo 1998 - 2009. Il dato della mobilita' passiva e' stato ritenuto conseguenza della mancata definizione di appositi accordi con gli erogatori pubblici del proprio ambito territoriale, finalizzati a regolare volumi e tipologie di attivita' e prestazioni: pertanto, anche "sterilizzando" la posta economica riconosciuta al Comune di Catania, lo "scostamento" sarebbe rimasto comunque negativo per circa 5 milioni di euro.

MESSINA: Il consuntivo dell'Asp di Messina espone una "scostamento" di 18,3 milioni di euro rispetto al risultato negoziato. Anche in questo caso le motivazioni addotte dal direttore generale, dopo gli opportuni approfondimenti, non sono state ritenute sufficienti ad evitare il provvedimento di decadenza poiche' non attribuibili a eventi imprevedibili.

SIRACUSA: Il consuntivo espone una perdita di 2,7 milioni di euro rispetto al risultato negoziato. Tuttavia e' stato verificato che nel 2010 la produzione di prestazioni sanitarie erogate a favore di cittadini residenti in altre province era superiore di 1 milione di euro rispetto a quanto contabilizzato in bilancio.

L'azienda ha poi motivato il deficit con due precisi eventi: il primo riguarda i problemi nel processo di riorganizzazione funzionale del presidio ospedaliero di Avola - Noto (oltre 2 milioni di euro di maggiori uscite) e l'altro i problemi nell'apertura del nuovo presidio ospedaliero di Lentini (236 mila euro), non ancora attivato a causa del protrarsi di contenziosi amministrativi. Entrambe le motivazioni sono state ritenute fondate e plausibili: in particolare, per il Presidio Avola - Noto era stata disposta la sospensione del processo riorganizzativo in attesa di una valutazione dell'Agenas che solo nel marzo 2011 ha confermato le scelte assunte dall'Asp.

Pertanto, l'oggettivo mancato raggiungimento dell'equilibrio economico della gestione non sarebbe riconducibile all'alea gestionale prefigurabile con diligenza.

APPROFONDIMENTI: Essendo emersa, in sede di istruttoria, un'erronea imputazione dei dati di mobilita' per le prestazioni sanitarie dei residenti di Lampedusa e Linosa (erroneamente imputati all'Asp di Agrigento) e del comune di Capizzi (Messina), dal momento che i costi vanno correttamente imputati sulle aziende di Palermo ed Enna, il dipartimento per la pianificazione strategica sta verificando l'impatto di tali effetti sui bilanci delle due aziende e ha gia' avviato le procedure di contradditorio.

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