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Orlando Grave la richiesta del sovrintendente del Teatro Massimo

La richiesta fatta ieri dal Sovrintendente del Teatro Massimo affinché la struttura fosse  sgomberata, col ricorso alla forza da parte della Polizia, dai lavoratori che da alcuni giorni lo occupano è un fatto gravissimo.
Lo è sul piano del contenuto, perché mai a Palermo una pacifica manifestazione sindacale relativa al Teatro è stata repressa con la forza, e lo è sul piano del metodo, perché il Sovrintendente non ha alcun titolo per chiedere interventi della Forza Pubblica all'interno del Teatro, avendogli io revocato ogni delega.

Si è trattato dell'ennesimo tentativo, operato a mia insaputa, di destabilizzare il Teatro, a danno dei professori d'orchestra, dei ballerini, dei coristi e di tutti i lavoratori impegnati per salvare questa importante Istituzione culturale dal disastro.

L'attuale direzione, d'altro canto, si è sempre contraddistinta per una serie di disorganizzazioni e disservizi verso il Pubblico e non si è mai rivelata in grado di rispondere alle esigenze culturali della città di Palermo.
Prova ne è stata la decisione di non far partecipare il Teatro, unica fra le Istituzioni artistico-musicali della città, alle manifestazioni culturali estive organizzate dall'Amministrazione comunale, organizzando piuttosto un calendario di eventi che si è caratterizzato per disservizi, carenze gestionali, disagi per gli spettatori e gli artisti.

Come se tutto questo non bastasse a giustificare il mio operato per portare un cambiamento nella direzione del Teatro, è opportuno aggiungere che non sono mai stato messo nelle condizioni di esercitare pienamente il ruolo di Presidente della Fondazione. A distanza di mesi dalla mia nomina, non conosco ancora la reale situazione economica e finanziaria della Fondazione, un effettivo ed analitico piano dei costi, più volte richiesti e che consentirebbe non solo a me come Presidente ma a tutti i Consiglieri, di amministrare la struttura con consapevolezza e trasparenza.

Per la stagione 2013, sebbene approvata una settimana prima del mio insediamento come Presidente a maggio di quest'anno, non è stato ancora presentato un piano strategico per le scritture artistiche ed un piano di comunicazione e marketing con i relativi costi.
Al contrario, tutti i contratti di collaborazione e le consulenze esterne, per un importo che va oltre il milione di euro l’anno, sono stati rinnovati anche per periodi di tre anni, cosa mai avvenuta precedentemente.
Lascia particolarmente perplessi la nomina del Direttore del Corpo di Ballo, certamente più presente in trasmissioni televisive che in Teatro e per altro chiamato a guidare un Corpo di ballo che negli anni è stato di fatto smantellato.

A questo si aggiungano le gravi anomalie ed illegittimità nella nomina di alcuni consiglieri di amministrazione. In particolare la nomina operata dal Sindaco Cammarata dell’ex Vice Presidente, Carlo Varvaro, il quale resiste (non si sa bene per nome e per conto di chi) e che blocca di fatto la convocazione del Consiglio di amministrazione della Fondazione, atto che sarebbe indispensabile per la ripresa di un'ordinaria e normale attività amministrativa.

Restano inoltre ancora da chiarire da parte del Sovrintendente al Ministero, come lo stesso ha più volte sollecitato, le gravi anomalie riscontrate proprio sulla composizione del CdA. E' gravissimo che non risponda a richieste di chiarimenti che sono stati formulati ormai tre mesi addietro.

Su richiesta dei giornalisti, domani, non appena ne sarò finalmente venuto in possesso, renderò noti i contratti e le consulenze esterne rinnovati appena una settimana prima del mio insediamento.

Leoluca Orlando

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