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Taormina - Confindustria: Puntare sui giovani con azioni concrete

“Cosa possiamo fare noi giovani per i giovani?” La risposta che arriva dagli imprenditori under 40 è racchiusa nelle varie proposte che hanno avanzato alle istituzioni in occasione del meeting “Giovani imprenditori in giovane Italia” per la prima volta organizzato dal “connubio” tra Confindustria Sicilia, Comitato Giovani Imprenditori Regionale, e Aiop Giovani Sicilia (Associazione Italiana Ospedalità Privata) che ha focalizzato l’attenzione sulla “Leadership dei giovani. Le sfide di oggi, gli scenari del futuro”.

 

Al centro dell’attenzione la cosiddetta “questione giovanile” analizzata da più punti di vista: la pubblica amministrazione e la burocrazia, il mondo dell’education e del lavoro e l’internazionalizzazione. “Abbiamo messo idee ed operato a confronto con gli altri attori che vivono gli stessi problemi ma da prospettive diverse” sottolinea il Presidente regionale dei giovani di Confindustria, Silvio Ontario.

 

Ma qual è la condizione dei giovani in Sicilia? Questo il punto di partenza.

Secondo i dati forniti da Banca d’Italia, ed esposti da Silvio Ontario nel corso della sua relazione, nel periodo 2006 – 2010 i giovani tra i 15 e i 34 anni hanno offerto un contributo costantemente negativo alla dinamica dell’occupazione.

Un problema altrettanto grave è quello della partecipazione delle donne al mercato del lavoro. “I dati sono drammatici – spiega Ontario - a fronte dell’obiettivo di Lisbona del 60% di partecipazione, in Italia il tasso di occupazione femminile è del 46,1% ed in Sicilia del 28,7%. Le misure adottate fino a questo momento non bastano. Sebbene le donne siciliane dimostrano di reagire molto bene alle leggi sull’imprenditoria femminile, e auspichiamo che si possa continuare con incentivi di questo tipo, sono troppo poche le soluzioni per la conciliazione vita–lavoro. La presa in carico da parte della Regione Sicilia attraverso asili nido comunali e servizi integrativi è ferma al 6% dal 2004, meno della metà del dato nazionale”.

Non ultimo e non meno drammatico è il tasso di occupazione dei giovani tra 15 e 34 anni che si è attestato nel 2010 al 29,8%, in calo di 3 punti percentuali. Il 38,1%, invece, rientra nella definizione di NEET (Not in Education, Employment or Training), ovvero non ha occupazione né sta svolgendo un’attività di studio o formazione. Nel Mezzogiorno d’Italia questa percentuale è del 35,5%. I giovani siciliani che si trovano nella condizione di NEET sono 500.000. A questo proposito i giovani di Confindustria esprimono il loro plauso per l’approvazione all’unanimità del disegno di legge all’Ars che esenta, per cinque anni, le nuove imprese, costituite entro il 31 dicembre 2012, sia giovanili (under 40) che femminili, dal pagamento dell’IRAP, primo firmatario l’On. Salvo Pogliese. Una misura che coincide con uno dei quattro principali obiettivi che il presidente nazionale dei giovani imprenditori di Confindustria, Jacopo Morelli, vuole perseguire: abbassare le tasse ai giovani, ridurre il cuneo contributivo per chi entra nel mercato del lavoro, detassare le nuove imprese, abolire il valore legale dei titoli di studio. “Noi abbiamo ottenuto il mandato su cinque parole d’ordine: giovani, imprenditorialità, merito, futuro, leadership. – afferma Jacopo Morelli – Non appena arrivato nella vostra bella isola ho saputo che l’Ars ha abolito l’Irap per le imprese femminile e under 40 formate entro il 2012. È un buon segnale che ci auguriamo possa essere replicato in tutte le regioni d’Italia e sono contento che sia partito dalla Sicilia. Questo è un momento in cui ci vuole coraggio, non dobbiamo essere conservatori né eccessivamente prudenti”.


Un concetto su cui insiste anche il Coordinatore nazionale Aiop Giovani, Averardo Orta, che afferma: “Noi possiamo essere la classe dirigente di oggi, non del futuro. L’ospedalità privata eroga il 14% del totale del sistema e costa il 7%. Noi siamo l’unica via di uscita perché il sistema non imploda. Bisogna integrare un privato competente, capace e posto sotto rigidi controlli”.

“Tutti noi sappiamo benissimo come ancora oggiAggiungi un appuntamento per oggi la macchina burocratica sia lenta e ingarbugliata – sottolineano Maria Grazia Torina e Domenico Musumeci, rispettivamente Presidente e Vice Presidente Aiop Giovani Sicilia – come sia difficile e lungo l'iter per l'apertura di una nuova attività imprenditoriale, come siano complicati e farraginosi i documenti da presentare per la partecipazione a bandi di finanziamento regionali ed europei, come siano lunghi i tempi di pagamento da parte delle Regioni per le commesse pubbliche compresi i rimborsi delle prestazioni sanitarie. Uno dei problemi che i giovani si trovano ad affrontare e che incide profondamente sulla loro vita e la loro realizzazione nella società, è la difficoltà di inserirsi nel mondo del lavoro. L'Aiop Giovani, in questi anni, ha investito molte risorse e sacrifici nell'interfaccia con il mondo e vuole continuare a farlo”.

Le associazioni di categoria decidono, quindi, di rivolgersi alle istituzioni regionali e avanzare proposte concrete per sovvertire i dati negativi registrati dalla Banca d’Italia.

 

Gli imprenditori prendono atto, inoltre, della Legge Regionale n. 5/2011 “sulla semplificazione amministrativa”, e dopo un’attenta fase di studio del testo, manifestano apprezzamento per l’emanazione da parte della Regione Siciliana del provvedimento legislativo teso allo snellimento e la modernizzazione dell'apparato burocratico regionale. Ma seppur la previsione di tempistiche più brevi è un passo avanti, se non muta l’organizzazione degli uffici pubblici e cresce la volontà di porsi a sostegno delle imprese, per concorrere alla creazione di valore, tutto ciò servirà solo ad intasare i TAR per azioni legali verso gli inadempienti. “Ciò che vogliamo ribadire” continua Ontario “è che alla semplificazione annunciata e legiferata non sempre corrisponde la semplificazione rilevata e percepita dalle imprese e dai cittadini”.

 

 

Per ovviare a questo rischio “riteniamo che sia necessario arrivare alla massima estensione del principio del silenzio assenso, nel maggior numero di ambiti possibili. Eviteremo così che il silenzio della Pubblica Amministrazione ostacoli l’impresa, che preferisce certamente spendere il proprio tempo e le proprie risorse a creare valore, piuttosto che trascorrerlo negli studi forensi e nei tribunali” prosegue Ontario che aggiunge: “Richiamiamo l’attenzione dell’Amministrazione Regionale sull’annoso problema del ritardo dei pagamenti ai fornitori: noi cerchiamo soluzioni e formuliamo proposte, ma su questo tema non possiamo fare altro che chiedere che i normali termini di pagamento vengano rispettati. In alcuni settori, tra cui la sanità, le imprese sono davvero in grande sofferenza e rischiano il fallimento”.

 

Richieste agli imprenditori.

Ai colleghi imprenditori chiedono di non alimentare con comportamenti scorretti il potere dei burocrati. Chiedere all’amico dell’amico la cortesia, per ottenere qualcosa che spetta di diritto, continua ad accrescere la forza dei funzionari che interpretano il loro lavoro non al servizio dei cittadini, ma quale esercizio di potere, da cui trarre benefici. “Non possiamo solo chiedere, dobbiamo anche fare in prima persona. La responsabilità è anche nostra. Dobbiamo essere consapevoli che solo con comportamenti eticamente corretti, possiamo contribuire attivamente a cambiare le cose.

Il nostro impegno

I Giovani Imprenditori intendono portare avanti, con vigore, il progetto Addio Burocrazia ed intendono affiancare alla denuncia l’avvio di uno studio finalizzato alla costituzione di un’agenzia di rating degli enti pubblici per dare il merito a quei soggetti che ben operano all’interno della Pubblica Amministrazione, che non sono pochi, il cui impegno e professionalità vengono vanificati da quelli che sono stati definiti dal Ministro Brunetta “fannulloni”.

 

Education e mercato del lavoro

Puntare a valorizzare i talenti siciliani premiando il merito, non con il solo parametro dei voti, ma anche con il parametro dell’età di conseguimento del titolo di studio e della tipologia di facoltà in cui ci si laurea (favorendo i corsi di laurea tecnico-scientifici)

La proposta è di istituire 1.000 borse di studio l’anno, da assegnare ai migliori 1.000 laureati dalle università siciliane. Borse di studio per frequentare un master o un corso di specializzazione rigorosamente all’estero.

Allo stesso modo si potrebbero offrire altrettante borse di studio a 1.000 giovani provenienti dall’estero, per venire a completare il loro percorso di studi in Sicilia, magari proprio la redazione della loro tesi all’interno delle nostre PMI e dei nostri Atenei.

Un programma finanziabile con i fondi comunitari e con la partecipazione di capitale pubblico e privato e che investe su 20.000 giovani talenti. 20.000 ambasciatori della Sicilia nel mondo, futura classe dirigente.

Internazionalizzazione.

Claudio Ramos, assessore all'industria della città di Ferraz de Vasconcelos (Alto Tietè, Grande Sao Paulo) ha presentato una misura specifica “agganciata” alla legge Municipale del 2006 della Città di Ferraz de Vasconcelos che prevede incentivi per chi investe nell'area urbana. Ramos propone agli imprenditori italiani che si uniranno in join venture con imprese brasiliane locali “l'attribuzione di aree industriali in concessione gratuita e con defiscalizzazione totale per 10 anni”. Tale accordo sarà oggetto di eventuali sottoscrizioni di protocollo con le rappresentanze istituzionali/imprenditoriali che afferiscono al modello confindustriale.

 

Jeorge Abissamra ha puntato l’attenzione, in qualità di Sindaco di Ferraz de Vasconcelos oltre che di presidente dell’Amat (Associazione Municipalità Alto Tietê), sulla possibilità di esporre i piani di incentivazione economica nel comparto sanitario oltre che in quello industriale, anticipando una strategia di sostegno alle eventuali forme associative confederali di imprese italiane che si insedieranno nello stato federale di Sao Paulo.

 

“I giovani sono una risorsa, ha detto bene il presidente Silvio Ontario, ma le cifre, impietosamente, ci dicono che sono un problema, paradossalmente – spiega l’On. Nello Musumeci, Sottosegretario di Stato alle Politiche sociali – In Italia 1.700 giovani al di sotto dei trent’anni non studiano più e non lavorano, in gran parte hanno solo la licenza media. La metà degli studenti universitari è fuori corso e l’età media per conseguire la laurea è di 28 anni. Troppi. E quanti, poi, ottenuta la laurea troveranno un’occupazione adeguata? Il mercato del lavoro è cambiato e, in questi anni, richiede mestieri manuali che sembravano appartenere al passato: falegnami, idraulici, vetrai, ma anche nuove professionalità, come quelle di assistenza alle persone (bambini e anziani, in primo luogo).

Credo che il coraggio di scommettersi, di aprire un’azienda, piccola o grande, sia importante e meriti tutti i sostegni possibili, dallo Stato agli Enti locali. Ma se fossi un giovane non trascurerei l’opportunità, avendo la predisposizione, la passione e le capacità, di entrare in una bottega, finito il ciclo di studi. Il Governo ha varato un decreto legislativo sull’apprendistato. Sono fiducioso che diventi operativo già entro questa estate e possa creare un collegamento virtuoso tra scuola e mondo del lavoro per dare risposte concrete. Meglio un artigiano occupato che dieci medici, ingegneri o architetti disoccupati”.

 

“Crediamo fermamente nei valori dell’impresa e nei giovani. Crediamo che l’unico modo per la nostra isola di avere un ruolo nella scacchiera del mondo, sia essere fortemente ancorata alla nostra grande Italia – conclude Ontario - Per questo vogliamo essere Giovani Imprenditori in giovane Italia. E per essere uniti all’Italia ed al resto del mondo ci serve più di un ponte di cemento: ci serve un ponte ideale, digitale, dove possano viaggiare persone, idee, imprese, cultura, arte e bellezza. Ovvero l’essenza stessa della nostra meravigliosa Sicilia”.

 

 

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