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Patente a punti, Legacoop Pesca incontra i pescatori di Catania e Acireale

Due incontri promossi da Legacoop Pesca per spiegare ai pescatori delle marinerie di Catania e Acireale i dettagli della nuova normativa europea che ha introdotto la controversa licenza a punti per i pescherecci e imposto nuove regole e ulteriori controlli in mare e sui mercati. Due giorni dopo l’entrata in vigore del nuovo sistema di regole europee - una serie di norme contro la quale nei mesi scorsi si è mobilitato l’intero settore ittico con tensioni in molte marinerie - a illustrarne contenuti e criticità ai pescatori dell’area ionica sono stati, ieri, il presidente nazionale di Legacooop Pesca Ettore Ianì ed il presidente regionale della stessa organizzazione Pino Gullo.

Il sistema normativo europeo, i cui decreti attuativi sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale l’8 maggio, interessa pescherecci e comandanti delle navi che con l’applicazione delle nuove regole non saranno soltanto multati in caso di infrazione, ma vedranno aumentare i loro punti sulla licenza. Al contrario di quanto accade per la patente automobilistica, il patentino viene sospeso quando si arriva a quota 90.

"Con la patente a punti siamo di fronte all'emblema di una riforma europea dei controlli sulla pesca fortemente contestata non solo da Lega Pesca, ma anche dalle associazioni di molti altri paesi mediterranei, perché tagliata e studiata sul modello di pesca in uso pescherecci che operano nei mari del nord Europa”, ha affermato il presidente Ianì.

“Questa riforma è di difficile applicazione alla pesca del sud Europa – ha continuato Ianì – ed è percepita dalla categoria come vessatoria e punitiva”.

Ad esempio, ogni volta che si commette un’infrazione, scattano le sanzioni sia per il comandante responsabile delle operazioni a bordo che per l’armatore titolare della licenza di pesca. Per la piccola pesca, dove le figure del comandante, dell’armatore e del proprietario spesso coincidono, c’è il rischio che uno stesso soggetto veda assegnarsi una tripla penalizzazione per la stessa trasgressione.

“Le regole però ci sono – ha continuato Ianì – e ora, mentre si continua la battaglia per ottenerne modifiche significative e perché il sacrosanto rispetto delle regole non si traduca in ingiuste penalizzazioni per la filiera, bisogna rispettarle. Non è con le promesse di abolire la licenza a punti, di ridurre il costo del carburante, o di poter continuare la cattura di specie vietate dalla UE che si combatte il grave stato di disagio e difficoltà dei pescatori del catanese”. “La crisi si combatte rilanciando le proposte avanzate unitariamente dalle Associazioni Pesca dell'Alleanza delle Cooperative Italiane (AgciAgrital, Federcoopesca/Confcooperative e Lega Pesca) e già all'attenzione del Governo e del Parlamento, che vanno dalla stabilizzazione degli ammortizzatori sociali alla certezza di attuazione del fermo pesca 2012, dalla semplificazione alla riforma della fiscalità di settore, fino al rafforzamento del credito agevolato per sostenere i bisogni delle imprese”, ha concluso il presidente nazionale di Legacoop Pesca.

“Servono regole chiare – ha aggiunto il presidente di Legacoop Pesca Sicilia, Giuseppe Gullo – e serve anche che il Governo regionale, che ne ha facoltà, legiferi per arginare il fenomeno dilagante della falsa pesca sportiva. Un trucco spesso utilizzato per aggirare le regole mascherandosi da sportivi. In tutta Italia i pescatori sportivi sono 2 milioni - ha concluso Gullo - di questi ben 700 mila sono in Sicilia e fanno concorrenza sleale a chi, come i pescatori catanesi, è costretto a sottostare a norme severissime”.

Gli incontri sono stati coordinati da a Giuseppe Giansiracusa, presidente di Legacoop Catania. A spiegare nel dettaglio le nuove norme in materia di licenza a punti, giornale di pesca, dichiarazione di sbarco, marcatura attrezzi, etichettatura, nota di vendita, sono intervenuti, Elena Ghezzi di Lega Pesca, Paolo Pelusi, presidente del Consorzio Mediterraneo e i dirigenti della Direzione Marittima Catania.

 

 

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